‘Un bacio cambia il mondo”, UNA POESIA INEDITA DI ANNIBALE GAGLIANI SCRITTA PER I BAMBINI SIRIANI

| 26 Febbraio 2018 | 0 Comments

(g.p.)______Un urlo poetico nei confronti dell’indifferenza occidentale. Un riscatto ideale per i bambini siriani. La lirica di Annibale Gagliani, “Un bacio cambia il mondo”, è ispirata alle narrazioni belliche di Sebastiano Caputo, reporter di guerra in Siria e direttore dell’ “Intellettuale dissidente”. Gagliani scaraventa nei versi tutte le immagini nefaste descritte da Caputo nel libro “Alle porte di Damasco”. La dedica del componimento va al reporter, che ha raccontato con coraggio da leone anche altri conflitti, in Medioriente e in UcraiNa. Sebastiano Caputo ha solo 25 anni, come Annibale Gagliani, del resto.______

UN BACIO CAMBIA IL MONDO

di Annibale Gagliani______

Sotto la pioggia muta di Aleppo
è seduto il bimbo dai giochi frantumati.
Sopra la cenere sorda, la sua bimba
non assapora il kantiano volo delle farfalle.

Sotto le nuvole d’inchiostro invisibile,
ad Aleppo, non si corre dietro al pallone.
Nemmeno si sa a cosa serva la bicicletta.
Solo un dipinto: grumi di bimbi – barlume d’oro –
battono le ciglia dello sconosciuto smarrimento.

Sopra l’arbitrio dei massimi sistemi
un genitore non può trovare la sua seggiola.
Per educata protesta diviene loto:
si accascia sul missile intelligente delle sei.

Per i marciapiedi magmatici di Aleppo
potrete osservare in lontananza
– come Gagarin e Amstrong tra i corpi celesti –
due ombre illuminanti,
due semplici bambini.

Uno col papillon azzurro
e quella candida rosa in mano
(introvabile nei balordi continenti)
da donare alla bimba del cuore.
E poi lei, creatura pura col fiocco rosso.
Suona Franz Liszt nel dolore onirico:
un bacio sulla martire guancia,
una carezza ai cieli del Caligola:
morbidezza del diluvio dopo mesi d’arsura.

O forse no?
A soffiare è la morte paralitica
il maggese canta inesorabile inganno.
A poco servono le resistenze semite
è tutto un rigurgito di pacifica melanconia.

Non può implodere il socratico Ulivo
è avvelenato il divino Lete,
se nella mente del grasso Occidente
le bombe mica esplodono: narrano il niente.

Chiedete scusa
pezzi di marmo satanico.
Che la Luce di Caravaggio vi corroda le sinapsi
Che la Stagione di Rimbaud geli il vostro sedere
Che l’acuto di Dolores vi accechi il fegato
Che le vostre giacche siano tutte di metallo,
per una volta.

Solo la storia dissidente
declamerà cotanto scempio.
Solo il sorriso dei bambini
è l’orgoglio del tempio.

 

 

Category: Cronaca, Cultura

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