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LECCECRONACHE / VOTARE, O NON VOTARE?

| 1 marzo 2018 | 0 Comments

di Raffaele Polo______

In questi giorni, ho sentito tante, tantissime persone che, con fare annoiato e con voce spesso alterata e quasi minacciosa, hanno detto: ‘Non vado a votare!’

E si sono guardati attorno, ricevendo unanimi consensi. A Lecce, forse più che in altre realtà.

Perché accade ciò?

 

È certamente la più spontanea e diffusa affermazione di una protesta che, da sempre, suscita un discreto effetto su chi non è soddisfatto della gestione della ‘cosa pubblica’. Ovvero, la stragrande maggioranza della popolazione che, ingenuamente, crede che la colpa di tutto sia circoscritta a tutti coloro che hanno l’onere e l’onore (ben retribuito) di rappresentarci ai più alti livelli della ‘democrazia’.

‘Non andare a votare’ significa essere insoddisfatti di tutto e di tutti, non condividere le leggi elettorali e tutto il sistema che, comunque vada, porterà agli scranni personaggi che non conosciamo e di cui non condividiamo proprio nulla. Sembra assurdo ma col nostro voto, va a finire che ci vediamo rappresentati da chi NON avremmo votato. Sono le astuzie e i giochini di chi studia, giorno e notte, come ottenere un consenso pressoché totale, pur essendo circondato da una chiara opposizione o da un evidente disinteresse….

Plausibile, naturalmente.

Poi, però, c’è qualcuno che dice, serenamente: ‘Il voto è un dovere e un diritto. E io vado a votare, anzi, faccio il biglietto a vado lontano perché ho la residenza ancora laggiù. Ma vado apposta a votare, perché dovere e speranza in un domani migliore non si barattano con la tristezza dell’astensione. E poi, bisogna essere capaci di giudicare e distinguere, sennò cosa ci lamentiamo a fare, dopo?’

Ecco, anche questo, soprattutto questo, è un ragionamento che ci piace e non fa una grinza.

Pure, ci chiediamo, come Ercole davanti al Bivio: è meglio lasciar perdere e mandare tutti a quel paese, ripetendo il refrain che fu dell’indimenticabile Gino Bartali, ‘L’è tutto sbagliato, l’è tutto da rifare’?

Oppure, pervicacemente, perseguire i sempiterni ideali di giustizia, libertà e democrazia?

Su questo stiamo meditando.

Quando viene un altro, con gli occhi furbetti, masticando un pasticciotto, e ci sussurra: ‘La soluzione è presto trovata. Si va a votare, ma si opta per la scheda bianca…’

Il genio italico non ha proprio limiti.

E la mamma dei fessi è tornata incinta.

Come sempre.

Category: Costume e società, Cronaca, Cultura

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