MUSICA / I BRINDISINI BOOMDABASH CANTANO CON LOREDANA BERTE’ PER IL POPOLO DELLA MOVIDA: ED ECCO “Non ti dico no”, IL TORMENTONE DELL’ ESTATE

| 7 Luglio 2018 | 0 Comments

di Roberto Molle______

In principio furono i Cccp, storico gruppo punk italiano protagonista di una rivoluzione musical-culturale che in Italia non ha avuto precedenti.

Verso la fine degli anni ottanta s’inventarono una di quelle collaborazioni impossibili che fece storcere il naso ai loro fans e disorientò quel genere di pubblico abituato alla cosiddetta musica leggera.

Giovanni Lindo Ferretti e Massimo Zamboni (responsabili di Cccp e più avanti negli anni di Csi e Pgr) misero mano alla canzone di una soubrette a dir poco “chiaccherata” per l’epoca. La canzone era “Tomorrrow (Voulez-vous un rendez vous)” e la soubrette-cantante rispondeva al nome di Amanda Lear. Il risultato fu molto interessante, la canzone diventò quasi altro pur mantenendone la struttura; il ritmo sincopato, il testo dilatato e rallentato, la voce ipnotica di Ferretti e quella sensuale della Lear su tutto a farne un piccolo gioiello di futurismo sonoro.

Erano tempi in cui operazioni del genere erano dettate da una sorta di sperimentalismo artistico di cui, almeno in Italia, sembra non essere rimasta traccia.

 

Un’impresa più o meno simile (fatti i dovuti distinguo) attualissima, vede protagonisti i Boomdabash e Loredana Bertè, che riprendendo la famosa canzone “E la luna bussò” (scritta nel 1979 per la Bertè da tre autorevoli autori: Mario Lavezzi, Oscar Avogadro e Daniele Pace) ne hanno fatto una sorta di brano sequel, o prequel che dir si voglia.

Il titolo è “Non ti dico no” e mantiene tutte le caratteristiche che hanno contribuito a fare di “E la luna bussò” uno dei brani più apprezzabili di Loredana Bertè.

L’incontro tra la cantante e il gruppo pugliese dei Boomdabash (con il loro reggae arricchito da contaminazioni soul e hip hop) ha generato una miscela sonora che dona al brano di quella freschezza che ne sta facendo un tormentone estivo.

Certo, chi è abituato alla qualità della musica del gruppo brindisino, come fu per i Cccp storcerà un po’ il naso, e chi invece apprezza la Bertè ringrazierà per la rinfrescata riproposizione tout-court della stessa canzone di quasi quarant’anni fa: modificata nel testo, arricchita di qualche arrangiamento ma svuotata di pathos.

Il pubblico delle movide estive certamente ringrazierà, ma chissà cosa ne penserà Mario Lavezzi, l’unico dei tre autori ancora in vita.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Category: Cultura

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