LE POLEMICHE SULLA VIGNETTA DI leccecronaca.it / ECCO LE NOSTRE RISPOSTE A CHI SI E’ INDIGNATO

| 8 luglio 2018 | 9 Comments

di Giuseppe Puppo______

Alla satira non si risponde.

Chi, a vario titolo e a vario livello, fa comunicazione, lo sa bene. Forse, lo sa pure l’ erede di Marshall McLuhan pentastellato Rocco Casalino.

La satira, poi, non si denuncia ad un algoritmo di Facebook, anche se, mi rendo conto, è l’unico in grado di interloquire con gli algoritmi della Casaleggio&Associati che governano il Movimento 5 Stelle.

Questo, mi fa paura, non che esponenti vari del partito unico totalitario di Luigi Di Maio abbiano fatto le segnalazioni.

Se, grazie a loro, ci chiuderanno la nostra pagina Facebook, mi avranno fatto un favore. Potrò sollevare, in quanto direttamente coinvolto, la questione dell’ informazine veicolata da questo social network, che promuove le cazzate (ahimè, mi è scappato, sarà pure questo un termine sessista?) e penalizza i contenuti. Non ne posso più del fatto che tentino puntualmente una specie di estorsione culturale di tre euro, per diffondere un nostro articolo, e, siccome non paghiamo, lo fanno girare poco.

Una volta, mesi fa, quando cominciò questa sofisticata strategia di marketing, misi contemporaneamente sul mio profilo un articolo giornalistico, e, a bella posta, una cazzata, appunto, in cui raccontavo che mi volevo trovare una fidanzata come Azzurra Avitabile. Che ve lo dico a fare? Il primo fece dieci contatti, il secondo diecimila.

Comunque sia, il traffico su leccecronaca.it dipende solo per un terzo dai social, e meno male. Sopravviveremmo anche senza social.

 

La satira non si censura.

Lo capirà l’ algoritmo di Facebook, destinatario delle segnalazioni? Quell’ algoritmo che  per altri versi ha comminato sanzioni inappellabili – faccio un solo esempio – per il presunto reato di “diffusione di contenuti pornografici“, a chi ha postato una foto del quadro di Gustave Courbet “L’ origine del mondo”?

Se proprio la satira va denunciata, perché, ovviamente, nemmeno essa è al di fuori della legge, da parte di chi ritenga di aver constatato reati penali, va denunciata ad un magistrato, non ad un algoritmo. Ove lo vogliate, fatelo pure. Poi vedremo a chi il giudice darà ragione, e ognuno si adeguerà alla sentenza.

 

Io, comunque, ringrazio la cinquantina di esponenti del Movimento 5 Stelle, dai parlamentari, ai militanti (per me, uno continua a valere uno) che su Facebook hanno commentato con toni sdegnati, ma degni di miglior causa, la nostra vignetta. I loro post sono tutti là, e ci resteranno, all’ algoritmo piacendo, anche quelli questi sì violenti, offensivi e diffamatori.

Giacchè ci sono, mi sia concesso di ringraziare anche quelli che hanno invece apprezzato e solidarizzato, con ampie motivazioni; e i tanti, ben più dei detrattori, centoventidue, al momento, che sulla pagina del giornale hanno messo il loro “mi piace”, oltre alla dozzina che l’hanno fatto sul social; un particolare ringraziamento a chi ha lanciato l’ hastag twitter #iostoconleccecronaca; e, infine, a chi mi ha strappato un sorriso, quei pochi che hanno liberato l’ ironia, tipo “state attenti, leccecronaca, mo’ i Cinque Stelle vi fanno un flash mob”, oppure “Satira? Satiro!”.

 

Rispetto profondamente, sia chiaro, ci mancherebbe, tutti coloro ai quali la vignetta non è piaciuta, e l’hanno trovata brutta, o di cattivo gusto. Ci sta.

Invece mi corre l’ obbligo di rispondere alle accuse pretestuose e infondate, al riguardo, fermo restando il fatto che i Cinque Stelle non dovevano rispondere ad una vignetta, come hanno fatto a profusione, ma sui contenuti che la vignetta sottintendeva, espressi nei quattro articoli contemporaneamente presenti sulla home page del giornale,  come non ha fatto nessuno.

Uno. Il rispetto delle donne – argomento su cui non accetto lezioni: ci stanno otto anni di archivio di giornale a testimoniare il nostro impegno in tal senso e l’opera di documentazione e promozione della loro valorizzazione – il sessismo, la volgarità, che avete tanto evocato, non c’ entrano proprio niente.

Inculare, inculata, nel senso di dare una fregatura, fregatura, fanno parte del lessico italiano. Basta aprire un qualunque vocabolario per accertarsene. Il nostro vignettista ne ha dato un’ icastica rappresentazione, tutto qui.

Due. Io non ho travisato proprio un bel niente. Nel primo articolo della giornata c’erano riportate, per dovere professionale, per correttezza, le parole del ministro integralmente, alla lettera, virgole comprese, sia quelle dette, sia quelle scritte. Le ho commentate, poi, questo sì, ma vivaddio la libertà di stampa esiste ancora e a leccecronaca.it non si è arresa alle logiche del pensiero unico dominante.

I lettori hanno potuto liberamente formarsi la propria idea al riguardo.

Se proprio i Cinque Stelle vogliono continuare a esercitarsi nei commenti, commentino le critiche di merito, di sostanza, che abbiamo espresso su di loro, sui loro esponenti, da oltre sei mesi a questa parte, dalla vicenda delle ‘parlamentarie’ in avanti.

Tre. Noi non siamo servi di nessuno. Noi non abbiamo mai preso finanziamenti pubblici, nè contributi da partiti, o associazioni politiche. Ognuno di noi risponde solamente ai nostri lettori e alla propria coscienza. Noi ci impegnano nel nostro piccolo, ma nella nostra grande dignità, per chiudere l’ Ilva, per chiudere Cerano, per fermare il mafiodotto, per denunciare l’ affaire Xylella, per uscire dall’ Euro, per uscire dalla Nato, per levare le trivelle dai nostri mari, battaglie un tempo comuni con i Cinque Stelle. Un tempo.

Ora che sono al governo, ora che potrebbero concretizzarle, hanno cambiato idea, purtroppo. Saremmo i primi ad esultare, che dico ad esultare? A impazzire di gioia, se ne facessero almeno una, di queste cose qua. Nel frattempo, aspettando Godot, non smetteremo di incalzarli sugli impegni che avevano preso.

A proposito di trivelle. Al tempo del referendum, nella primavera del 2016, facennmo LA VIGNETTA DI leccecronaca.it, sempre a opera di Valerio Melcore, su Matteo Renzi, con le corna, corna costituite da trivelle, trivelle costituite dai giocattolini della Lego, su fiotti di petrolio che gli uscivano dalla testa.

Che ve lo dico a fare, anche questo? La satira piacque moltissimo a tutti i 5 Stelle, che anzi andarono in un brodo di giuggiole, in sollucchero andarono.

Il povero Matteo, cornuto e trivellato, pure lui, allora, come loro adesso, ci fece inondare di commenti sdegnati quanto infondati. Pure lui se la prese con la vignetta, mica con le critiche giornalistiche.

Ma  poi aprì un dibattito politico interno, mostrando quella vignetta in sede di direzione nazionale, del Pd appunto, peraltro convocata, certo, per altre ragioni, ma che politicamente se ne occupò in sedi istituzionali.

Va beh, lo so…Ehi, Mister Wolf, alias Luca Anzalone, abbiamo un problema…Noi non abbiamo la direzione nazionale, le riunioni, ristrettissime, le facciamo nelle segrete stanze della Casaleggio e Associati, ma, mi raccomando, che ‘stavolta ci sia almeno Vincenzo Spadafora, e pure Rocco Casalino, naturalmente.

LA RICERCA nei nostri articoli del 6 luglio

E NIENTE, ECCO QUA: ALLA PRIMA DICHIARAZIONE PUBBLICA IL M5S SI RIMANGIA TUTTO ANCHE SU TAP. UNA BARBARA LEZZI IN STATO CONFUSIONALE ORA HA BISOGNO DI ‘FARE ANALISI SU COSTI E BENEFICI’, DICE DI AVERE LE MANI LEGATE, E INVOCA L’ INTERVENTO DEL GOVERNO…

IL VERO PROBLEMA, LA FIDUCIA NELLA DEMOCRAZIA

CARO LEI, QUANDO C’ ERA LUI…

‘Governi e tradimenti’, IL DURO COMUNICATO DEI NO TAP

 

 

 

 

 

 

Category: Cronaca, Cultura, Politica

Comments (9)

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  1. Luciano Foresta - tramite Facebook ha detto:

    Caro Giuseppe Puppo , non avevo condiviso (pubblicato) la vignetta di Lecce Cronaca. Ma la tua lezione di comunicazione, di lessico e di democrazia merita sicuramente!!!

    Ps-non ti ho potuto taggare in Attivisti Lecce , forse ne eri uscito quando ancora ….avevi fede?
    non avevo condiviso (pubblicato) la vignetta di Lecce Cronaca. Ma la tua lezione di comunicazione, di lessico e di democrazia merita sicuramente!!!

  2. Giovanni Manzo - tramite Facebook ha detto:

    Io sto con leccecronaca.it
    Il diritto di satira, anche “volgare” o pesante, va riconosciuto sempre, non solo quando è rivolto alla Boldrini, o a esponnti di altri partiti…

  3. Francesco ha detto:

    Sul vocabolario della Treccani, alla parola “inculare” si legge:

    1. sodomizzare

    2. imbrogliare, raggirare; fregare

    Etimologia: ← deriv. di culo, col pref. in- 1.

    E’ evidente che il vostro vignettista ha colto nel segno, non solo perché significato e significante, ossia la forma fisica, disegno e parole, ed il concetto, corrispondono, ma perché la reazione scomposta dei tanti dirigenti pentastellati sono la prova della bravura di chi ha concepito la vignetta, e della coda di paglia e dell’imbarazzo di chi si è rimangiato l’impegno preso sulla Tap.

  4. Anna De Giorgi ha detto:

    Vorrei segnalare però che questo giornale che tante volte si è schierato a fianco dei 5 Stelle, deve anche rendersi conto che esistono dichiarazioni come quella del Senatore Marco Pellegrini, che scrive il diritto di critica e di satira è sacrosanto, e altri come il candidato sindaco a Mola di Bari, Michele Daniele che accusa la vignetta in questione, definendola violenta o che manipolatrice, ossia che distorcerebbe la verità per ottenere consensi o approvazione da parte di altri.
    Chiaramente nelle parole di questo signore siamo in tanti a non riconoscerci, tanti di noi che pure hanno votato il M5S.

  5. Italo Porcari - tramite Facebook ha detto:

    Ho letto i commenti contro la vignetta.
    Alcuni sono di circostanza mentre se ridono sotto i baffi.
    Altri sono figli della stupidit
    Nessuno che abbia affrontato il contenuto: il tradimento, allo stato, della promessa politica con la quale il PDM bibitario ha acquisito il consenso popolare ed il voto: Ilva, Tap, Xjlella.
    Uno dei commenti é ributtante:
    richiama i sacrifici personali e familiari degli eletti. Ributtante !
    Semplicemente !

    GiuseppePuppo!

    Sono con Te ed in difesa della libertá di critica.
    Senza se e senza ma.

  6. Tonino ha detto:

    Io, il candidato di Mola lo iscriverei di diritto nel fu Partito Socialista Italiano di Craxi.
    Quel partito che a suo tempo cacciò Beppe Grillo dalla Rai, perché riteneva che la sua satira fosse brutta, violenta, becera e falsa.

  7. buonanno antonio ha detto:

    In tanti anni si sono viste vignette dove non esiste ne vergogna e nemmeno censure….In tanti hanno dimenticato cosa sia successo in francia alla redazione giornalistica satirica, dove TUTTI eravamo con loro(je sui charlie) o forse ci siamo dimenticati quando su RAI3 le “famose vignette”, e per questo ci abbiamo riso e deriso sopra. La satira che SPESSO dice la verità, deve essere accettata non solo quando ci pare e piace a noi, ma anche quando è contro di noi. Farsi tanto “cavalieri” del nulla solo per dimostrare un ATTACCAMENTO a chi HA dimostrato solo di aver USATO per i propri scopi e i propri interessi i propri concittadini e gli(allora) ATTIVISTI.

    Meschini si è quando si vuol strumentalizzare a proprio piacimento e convenienza il diritto di SATIRA e di CRONACA.
    “Se piace il dolce, bisogna che ci si faccia piacere pure l’amaro”!!

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