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LA GIORNATA SOCIAL DI GIAN MARCO CENTINAIO NEL SALENTO. IL RACCONTO ALLUCINANTE DI UNA “CONFERENZA STAMPA” MOLTO ‘CALDA’, DIVENTATA UN MIRAGGIO NEL CALDO MEDIORIENTALE DEL LUGLIO LECCESE

| 19 luglio 2018 | 0 Comments

di Giuseppe Puppo______

Non sono d’accordo con i negazionisti“. Battuta dalle agenzie, la frase apre male la giornata salentina,  per rendersi conto del problema della così detta emergenza, o “affaire” per meglio dire, Xylella, del ministro dell’Agricoltura, Gian Marco Centinaio, in quota Lega nel così detto “governo del cambiamento” (nella foto, l’ imbarco a Roma nel volo di linea per Brindisi).

Non tanto per i contenuti, che non ci sono, quanto per il modo, semplicistico e mistificatorio adoperato. Come vedremo, qualcuno dei compiacenti se ne ricorderà più tardi. Ma andiamo con ordine.

La giornata prosegue con le visite sui campi, portato in giro dal presidente della regione Puglia Michele Emiliano, con i funzionari dell’Osservatorio fitosanitario regionale, l’assessore regionale all’Agricoltura Leonardo Di Gioia e il direttore del dipartimento Gianluca Nardone e fra l’altro non mancano di rendere visita “all’imprenditore Giovanni Melcarne, dove si coltivano e si studiano le piante resistenti alla xylella”, così la racconta l’ Ansa.

Comunque, prosegue peggio, perché il ministro posta sul suo profilo Facebook un video, peraltro di pessima qualità, girato dall’ interno di un’ auto in corsa, ma lo accompagna ugualmente senza contenuti, in modo semplicistico e mistificatorio, con la frase: “Tutto secco…… la XYLELLA NON È una fake news”.

Poi le agenzie battono qualche altro accenno di rilievo, di rilievo si fa per dire, di parole virgolettate attribuite al ministro, l’ Ansa titola “Valutiamo decreto legge di abbattimento‘: “Un decreto è una delle opportunità che stanno sul tavolo. Le valuteremo insieme alla Regione e insieme all’Europa anche perché io la cosa che voglio fare è tutelare la salute pubblica ma soprattutto tutelare gli agricoltori. Sono Ministro dell’Agricoltura e di conseguenza per me la prima cosa che deve essere fatta è la tutela di chi lavora questi terreni, la tutela di chi vuole produrre, la tutela anche di tutti quei produttori che sono oltre la zona cuscinetto. E di conseguenza tutti coloro che stanno producendo al di là della zona, per esempio penso alla zona del barese, ma penso anche ai vivaisti italiani che in questo momento gli stanno dicendo che in alcune zone del mondo non possono esportare perché non siamo ‘Xylella free’ come agricoltori in Italia”. 

Beh, ci sarà modo di approfondire, pensavo, mentre il ministro raggiunge Lecce città per la pausa pranzo in Prefettura e, a seguire, per gli incontri con amministratori, politici, sindaci e autorità. Alle 16.30 è previsto l’ incontro con la stampa. Avrò modo di chiedergli qualcosa di specifico, sì, ci sarà proprio modo di approfondire qualcosa di concreto. Pensavo….

Preparandomi le domande da poter fare e dovendone ovviamente scegliere una sola, dibattendo quindi con me stesso quale fosse la più interessante per i lettori di leccreconaca.it, lascio casa sotto il sole cocente e l’ afa asfissiante del pomeriggio dell’ estate mediorientale leccese in una città vuota, a quell’ ora al rituale coprifuoco quotidiano. Faccio mezz’ora a piedi e i primi esseri umani che incontro sono i Poliziotti di presidio prima di Palazzo Celestini, davanti la Villa Comunale.

Un angolo di fresco, una sigaretta, un po’ di chiacchiere scherzose, e quasi mi ripiglio: mi mancano appena un CENTINAIO di metri, e sono arrivato.

Manca pure un’ ora, però, all’ orario fissato per la conferenza stampa. Pensavo di poter seguire gli incontri istituzionali in corso di svolgimento, dentro la Prefettura…Macchè. Non ci fanno entrare, e restiamo fuori ad aspettare, io e qualche collega. Ma non mi sembra vero di stare fermo e al fresco, sia pur in piedi, e il tempo mi passa così, guardando le colleghe smanettare sui telefonini, e le Forze dell’ Ordine di ogni tipo in servizio, fra il via vai di auto di rappresentanza.

Alle 16.30 entriamo in fila indiana, senza ostacoli.

Un funzionario ci riceve davanti al salone dove è in corso l’ incontro con i rappresentanti e autorità  varie ed eventuali: “la conferenza stampa slitterà un po’, se volete entrate“.

Va beh, entriamo.

Giusto in tempo per sentire la replica unica del ministro agli interventi che si sono succeduti fino a quel momento.

E che dice il ministro nell’ occasione? Occorre una filiera, bisogna dare strumenti per risolvere problemi, occorrono risposte rapide, bisogna aiutare chi ha questo problema, è un problema nazionale, è un problema economico, io qualche idea ce l’ho, ma mi voglio prima confrontare con la maggioranza di governo, le decisioni arriveranno fra una settimana (ma non aveva detto entro l’ autunno, in mattinata? – nota mia), l’ Europa ci deve dire se i fitofarmaci fanno bene o fanno male alla salute (a questo livello qua, stiamo? – nota mia) e tutte robe così.

Beh, facciamo la conferenza stampa adesso, visto che è già slittata di mezz’ora? Chiedo, ad alta voce, pacatamente, ma davvero appena alterato?

Michele Emiliano, sempre con il suo nuovo look istituzional-sportivo già visto al convegno del mese scorso a Lecce, in sgargiante maglietta stemmata, e sempre in veste di conduttore, padrone di casa e mattatore assoluto, mi dà lumi: sì che la facciamo, prima però devono parlare sindaci e politici, e facciamo presto, ché il ministro alle 18.00 in punto deve andare via, ché l’ aereo non l’ aspetta.

Va beh.

A questo punto i minuti iniziano a passare e cosa abbiamo detto i vari sindaci tipo Carlo Salvemini e i vari politici tipo Raffaele Fitto , Paolo Congedo e quant’ altri lo sapevamo già, non c’era bisogno di ripeterlo, visto che hanno proseguito e si sono dilungati in una sfilza di luoghi comuni e deja-vu.

Ma il pomriggio era caldo…

Infatti rompe la filiera, questa sì, delle ovvietà, il consigliere comunale di Galatone, con delega del sindaco, Crocifisso Aloisi, che elenca al ministro tutta una serie di cifre ufficiali (abbiamo pubblicato di recente qui su leccecronaca.it  un suo articolo al riguardo) da cui si evince come, a  fronte di migliaia e migliaia di alberi che stanno seccando, i casi  realmente accertati di presenza del batterio siano stati e siano in realtà percentuali minime, dell’ ordine dell’ uno, due per cento, sull’ ordine delle piante totali, invece sane. Poi gli chiede conto di come si possa definire negazionista chi mette in dubbio che il disseccamento sia dovuto esclusivamente alla Xylella, e non per esempio, all’ uso dei fitofarmaci.

Strabuzza gli occhi, Gian Marco Centinaio, comincia nervosamente a levare e mettere gli occhiali. Quando, più tardi, il ministro risponderà ad Aloisi, dirà solamente: “Se le cifre sono quelle, vengo io personalmente con una motosega, e risolvo tutto…”.

Ma il tempo passa, e ormai ho capito che la conferenza stampa non si farà.

Io comincio nervosamente a girare la biro fra le dita, perché potevano dircelo, almeno quello, almeno ditelo…La solita mancanza di rispetto per i giornalisti non raccomandati, e per i loro lettori, la solita arroganza autoreferenziale di tanti politici.

Poi, asciugandomi il sudore, mi tocca sentire il presidente della Provincia di Brindisi Domenico Tanzarella dire nel corso del suo intervento che “i negazionisti sono come i negazionisti della Shoah”.

Beh, allora, e mi scuso ora con chi mi guardava preoccupato, perché dovevo sembrare un po’ meno leggermente alterato, l’ho interrotto di brutto e “ma quale shoah? ma quale shoah? Lei non può permettersi di usare questo termine offensivo per chi non la pensa come lei…Piuttosto, al massimo li chiami stupidi, ecco, come ha fatto il mese scorso il presidente Emiliano, stupidi, dal suo punto di vista, ci può pure stare, ma negazionisti come quelli della shoah lei non deve dirlo…“.

Poi, nel bisbiglio generale, è intervenuto di nuovo come tante volte prima, ma ‘stavolta provvidenzialmente,  il frastuono dei microfoni degli altri al tavolo della presidenza a coprire tutto, e meno male, anche se è inconcepibile che siamo nel Tremila, siamo maestri di tecnolgia, e poi non si riesca ad aver ragione di due o tre microfoni, che hanno disturbato con le loro emissioni cacofoniche tutto quanto il pomeriggio. Manco un elettrotecnico, c’era…

17.55. Il ministro deve andare via, annuncia Emiliano, c’è ancora un ultimo sindaco…Al quale raccomanda la brevità. Sì sì, come no?

Alle 18 l’ autista del ministro, risoluto, gli fa ampi cenni di alzarsi e di andare via.

A questo punto, un bel siparietto.

No, lo dico con simpatia, senza ironia, anzi divertito, perché a volte Michele Emiliano riesce a essere pure simpatico.

Emiliano mi guarda, mi dà la parola. “Un momento, ministro, c’è una domanda di un gionalista…Riesce a farla in trenta secondi? Prego…”, e allontana il microfono, almeno così pensava, quando farfuglia, ma il fuori onda si sente chiaramente, quando dice a chi gli sedeva di fianco, “ecco fatto, meno male, se no poi succedeva un casino“.

Sorrido ora, perché questo siparietto divertente cancella pure l’ amarezza, ma non per me, per come la stampa libera e i suoi lettori siano considerati in genere in certe occasioni da certa politica.

Per gentile intercessione, a questo siamo ridotti, del presidente Michele Emiliano, così riesco a fare la mia domanda al ministro. Nessuna di quelle che mi ero preparato.

Mi è venuto di chiedergli solamente, in quindici secondi scarsi, se adoperando il termine ‘negazionista’, se parlando oggi di eradicazioni da valutare e di fitofarmaci su cui interrogarsi, sia egli espressione della Lega che tuonava contro l’ Unione Europea  uguale all’ Unione Sovietica stalinista, sia egli espressione del così detto governo del cambiamento, o se invece pure lui, come i Cinque Stelle, abbia cambiato idea, se anch’ egli si sia iscritto oggi al partito unico di Emiliano, Fitto e De Castro.

“Io non mi sono iscritto a nessun partito unico. Io sono contro la chimica, l’ho detto” è la sua testuale, telegrafica risposta, prima di levarsi in piedi e di andare via.

Ho raccontato fedelmente tutto quanto successo oggi. I lettori di lccecronaca.it avranno qualche motivo in più per farsi liberamente le proprie idee.______

L’ APPROFONDIMENTO nel nostro articolo del 13 giugno scorso

AFFAIRE XYLELLA / IL GOVERNO LATITA ANCORA. MICHELE EMILIANO, DANDONE PER ACQUISITO IL CONSENSO, CONVOCA ‘LA CONFERENZA DI PACE’ UNILATERALE, LODA I CINQUE STELLE E INSULTA IL POPOLO DEGLI ULIVI

 

 

 

 

 

 

 

Category: Cronaca, Politica

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