IL FILO ROSSO CHE UNISCE LA VAL SUSA AL SALENTO. USCIRE DALLA TAV NON COSTEREBBE NIENTE, L’HA DETTO L’UNIONE EUROPEA. SARA’ LO STESSO PURE PER LA TAP, VOLENDOLO FARE. MA IL ‘GOVERNO DEL CAMBIAMENTO’ CINCISCHIA

| 29 luglio 2018 | 0 Comments

(g.p.)______Ieri, fino a sera, c’è stata una imponente manifestazione in Val Susa (nella foto) contro la Tav. Come sempre accade in questi casi, è difficile fare una stima attendibile dei partecipanti: mille secondo la Questura, diecimila secondo gli organizzatori.

Comunque sia, non ci sono stati scontri con la Polizia. Venticinque persone però sono state identificate e verranno denunciate a piede libero per aver abbattuto in alcuni punti la recinzione di Chiomonte, una specie di area rossa prefettizia, come a Melendugno, che vieta di avvicinarsi al cantiere.

Comunque sia, è stato un chiaro segnale mandato al ‘governo del cambiamento’, che continua a essere lacunoso, frammentario, reticente.

Per quanto ci riguarda direttamente, in relazione al gasdotto, alla manifestazione di ieri ha partecipato una delegazione del Comitato No Tap salentino, che questa mattina ha diffuso un lungo e articolato comunicato.

Inoltre, è di ieri una circostanziata nota dell’ agenzia Agi, che smentisce in un colpo solo la disinformazione a senso unico, a metà fra terrorismo preventivo e condizionamento psicologico, da mesi in atto, riguardo presunti trattati internazionali e pesantissime penali che imporrebbero in caso di marcia indietro dell’ Italia, sia per quanto Tav, sia per quanto Tap.______

Ma andiamo con ordine, e cominciamo dalla nota dell’ agenzia Agi, seria ed autorevole,   specializzata nelle analisi dei fatti, certo non indicabile come di simpatie estemiste, essendo di proprietà dell’ Eni. Superfluo aggiungere che nella fattispecie nessuno l’ha ripresa o citata.

Eccone il passaggio essenziale (per il resto, si tratta di una cronistoria della vicenda, sull’ atteggiamento tenuto dal governo, dalla redazione del ‘contratto’, fino a ieri, quando ancora nulla era stato deciso):

“Nel caso in cui il governo italiano dovesse ritirarsi dal progetto Torino-Lione, la Commissione non ritiene che possa essere imposta una penalità dal 2 al 10% all’Italia. Né l’Italia potrebbe essere esclusa da ulteriori finanziamenti infrastrutturali se dovesse decidere di uscire dal progetto Lione-Torino. Lo fanno sapere fonti della Commissione europea in riferimento alla ipotesi che il governo decida di non proseguire nel progetto Tav.

Tuttavia, aggiungono le stesse fonti, la Commissione non esclude che chiederà all’Italia di rimborsare il contributo del Cef già erogato. Il Cef è lo strumento finanziario utilizzato per migliorare le reti europee nei settori dei trasporti, dell’energia e delle telecomunicazioni. L’importo che sarebbe richiesto all’Italia, chiariscono da Bruxelles, non può essere indicato in questa fase dato che sono interessati diversi accordi di concessione e una parte del finanziamento è stata attribuita a Telt (l’impresa responsabile del progetto).

Quindi non risultano “penali” in senso stretto per l’Italia nel caso in cui decida di uscire dal progetto TAV. Roma dovrebbe però restituire un finanziamento europeo di oltre 800 milioni di euro, che non potrebbe usare per altri scopi. In questo caso però non spenderebbe nemmeno i fondi italiani necessari, insieme a quelli europei, per il completamento dell’opera”.______

E veniamo ora al comunicato del Comitato No Tap, di cui pubblichaimo una sintesi essenziale:

Ieri eravamo in Valle, questo è stato il nostro comunicato.

Vi portiamo il saluto dal Salento, da Melendugno, dalle campagne di San Basilio in provincia di Lecce, dove una popolazione unita e determinata sta resistendo alla realizzazione di un ennesimo mostro, una ennesima opera imposta ed inutile.

Il nome di questo mostro, di questa bestia velenosa, è TAP, ma è solo un altro acronimo dietro cui si nasconde il sistema delle grandi opere che sottraggono ricchezze ai territori e lasciano povertà e crisi sociali.
Siamo in lotta da ormai sei anni contro il gasdotto Tap, che è solo un troncone del Nuovo Corridoio Sud del Gas, e da un anno e mezzo sul campo, faccia a faccia con chi ha venduto la propria coscienza al servizio del malaffare nazionale ed internazionale.

Da un anno e mezzo ci restano solo i corpi, le mani e la determinazione da frapporre tra la nostra terra e i mezzi della multinazionale che hanno iniziato la loro opera di devastazione.

Come la Valle, anche il Salento è sotto assedio. Stiamo subendo la cieca ingordigia di quel sistema estrattivista che segue la sola regola del profitto privato ad ogni costo, che non prevede il confronto, non prevede la legalità (…)

Il Salento è una terra che negli anni ha già conosciuto mille forme di ricatto e mille forme di corruzione, ed è lo stesso Salento che oggi sconta quegli sbagli con mille forme di emergenze sociali, economiche, sanitarie!
Ed anche questa volta abbiamo visto TAP presentarsi come nuova e definitiva soluzione a tutti i problemi di un territorio, lo sapete benissimo come viene “venduta” una grande opera, ma, purtroppo per loro, è stato davvero facile capire la vera essenza di questo serpente d’acciaio che parte da lontano, dal palazzo di un dittatore sanguinario, portando devastazione e morte per migliaia di km!

Oggi il Salento vuole dire BASTA! 

(…)

CI SAREMO IL 14 a sfilare sulla litoranea di San Foca e festeggeremo la nostra testardaggine, nostra necessità di cambiare, la nostra volontà di partecipare e decidere!
NONOSTANTE TUTTO, ci saremo perché non lasciamo nessuno indietro e non ci dimentichiamo di nessuno. 
NONOSTANTE TUTTO, lo sappiamo, ABBIAMO RAGIONE!______

L’ APPROFONDIMENTO nel nostro articolo del 24 luglio scorso

DALLA VAL SUSA FINO AL SALENTO, LA STESSA LOTTA LO STESSO TRADIMENTO

Category: Cronaca, Politica

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