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CON LA CULTURA SI MANGIA, ALTRO CHE, ANZI, SI POSSONO FARE TANTE ALTRE COSE. “Cultura è identità”, SI’. SOLO COSI’ SE CI SARA’ LUCE, SARA’ BELLISSIMO

| 9 agosto 2018 | 0 Comments

di Giuseppe Puppo______

Là stanno le nostre radici, preziose non soltanto dal punto di vista storico, o architettonico, ma anche in prospettiva turistica, e – perchè no? – dunque commerciale. Con la cultura si mangia, altro che, e anzi si può stare più che bene in maniera dignitosa.

I Leccesi potrebbero vivere di turismo, e basta, tutti quanti. Se sapessero tutelare quel che hanno avuto in eredità; se sapessero difendere tutti quanti compatti il proprio territorio, senza distinzioni o appartenenze, quando si tratta di tubi, o discariche, o  di pesticidi; se sapessero inventarsi qualcosa di valido, che so? Un museo di Tito Schipa, un museo di Carmelo Bene, i nostri geni misconosciuti, strutture cioè capaci di attirare visitatori da tutto il mondo tutto l’ anno, un turismo nazionalpopolare, nè becero, nè d’elite. Un festival letterario, come a Mantova, originale e valido dal punto di vista internazionale, e mi stavo colpevolmente dimenticando di Quinto Ennio.

Un centro studi letterari, linguistici e dialettali.

Se di una ventina di premi e riconoscimenti vari che esistono e che non si fila più nessuno, tranne gli organizzatori e i premiati d’ occasione, li unissero e ne facessero uno solo, come ai tempi d’oro del Premio Barocco di una Lecce povera ma bella, che per la prima volta guardava così al mondo.

Se la smettessero di fare mostre di pittori del già visto, o rappresentazioni teatrali dei circuiti d’importazione.

Se si riprendessero il Concertone della Taranta, prima che lo scriteriato andazzo degli ultimi anni di Melpignano lo trasformi definitivamente in una contaminazione indistinta senza più identità, sponsorizzata magari da Mac Donald, o dalla Coca Cola.

Tralascio il discorso di Matera, anzi lo faccio fare ad un mio amico, con il quale pensavo di essere in disaccordo su tutto, e su tante cose lo sono ancora, sia chiaro, ma con il quale mi ritrovo sempe più spesso a essere d’accordo, con preoccupazione, aggiungo col sorriso sulle labbra, io che abitualmente non sono d’accordo nemmeno con me stesso. E’ l’ editore – politico Paolo Pagliaro, il quale pochi giorni fa ha mandato in giro un comunicato bellissimo, che è passato pressoché insondato, ma che vale la pena di rileggere, eccolo:

Lecce da probabile Capitale Europea della Cultura 2019 ad anonimo centro di vacanze e di bivacco e luogo poco valorizzato. Dagli errori della vecchia amministrazione che sbagliò tutto il progetto facendosi scalzare da Matera, centro bellissimo, meraviglioso, ma che non avrebbe mai potuto competere con la storia e con il patrimonio culturale di Lecce e del Salento tutto , all’apatia dell’amministrazione Salvemini che non ha le idee chiare e non ha una visione su come dare lustro culturalmente alla nostra città.

Lecce deve ritrovare la sua identità, il centro storico della città deve ritornare ai suoi vecchi fasti, bisogna fare innamorare i turisti del passato glorioso della nostra città e non soltanto dei pasticciotti, dei rustici e della pucce da mangiare seduti per terra.

Abbiamo una storia da raccontare e da difendere, da valorizzare, da tramandare. Cultura non è soltanto la presentazione di libri nei salotti chic, il cineforum francese o politicamente corretto, la cultura è identità.

Cultura è tutela di ciò che abbiamo; tutela è difendere la nostra storia e la nostra cultura. I nostri luoghi e la nostra storia sono cultura basta con questo svilimento. Bisogna fare in fretta perché stiamo perdendo tempo e il tempo perso non ritorna mai indietro.

Sì, quella presente non ha le idee chiare, come non l’ aveva quella passata, di amministrazioni.

Ma, nell’ interesse comune, e magari con il comune coinvolgimento, occorre recuperare urgentemente lucidità e propositività.

L’ archeologia, per esempio.

Ritorno al discorso da cui ho iniziato, le nostre radici storiche. Ora, se di Lupiae qualcosa si poteva vedere, ma non apprezzare, facilmente andando in giro per la Città, fino a cinque anni fa, a Rudiae nemmeno si poteva entrare, ammesso che la si trovasse. Poi, finalmente, sono partiti i lavori di recupero, che non sono ancora finiti, ma almeno qualcosa ogni tanto si può andare a vedere.

Rudiae è potenzialmente come Pompei, non vorrei insistere. Basta andare a vedere, a Taranto, quel che c’è nel Museo della Magna Grecia, o qui in Città al museo Castomediano, della civiltà dei Messapi.

Taranto, che potrebbe vivere di Greci e di mare, che qualcosa sta facendo, non riesce a liberarsi dall’ abbraccio soffocante del Mostro.

Lecce, che potrebbe vivere di Messapi, di Romani e di Spagnoli, che tanto potrebbe fare, si sta facendo soffocare dal Gasdotto, come se non bastessero le ceneri di Cerano, o le discariche, o le trivelle,  potrei continuare a lungo.

Vediamo ora alla novità, che va ascritta – e glielo facciamo ben volentieri – a questa ammnistrazione.

Ricordo però – prometto, una cosa sola – tanto per fare un esempio, che le mura urbiche sono ancora deturpate dalle palizzate orribili e recintate come un lager. E’ passato più di un anno, dalla ‘inaugurazione’ fatta dalla precedente, con immediata chiusura il giorno dopo e conseguente colossale figura di BEEP fatta con i turisti che erano andati a visitarle, e un anno da quando questa entrante promise che avrebbe rapidamente messo tutto a posto. Dico, in un anno si costruisce un grattacielo di cento piani, solo a Lecce non si riesce a sistemare un paio di percorsi.

E leggiamoci ora il comunicato appena arrivato dall’ ufficio – stampa del Comune di Lecce.

Turisti e cittadini leccesi potranno finalmente visitare e conoscere fino in fondo l’antica Lupiae, cresciuta e sviluppatasi sotto l’impero di Augusto (63 a.C. – 14 d.C.) attraverso le testimonianze che il centro storico della città di Lecce conserva ancora; l’antico molo romano di San Cataldo costruito sotto l’imperatore Adriano (76 – 138 d.C.); la città di Rudiae con l’anfiteatro realizzato nel corso del principato di Traiano (53-117 d.C.).

Il percorso di vista del molo di Adriano prevede la visita guidata in costume d’epoca e consentirà di conoscere i resti del porto costruito durante il regno dell’Imperatore Adriano. Si concluderà con il reading di brani di autori antichi e moderni (es. Memorie di Adriano di Marguerite Yourcenar, Satire di Giovenale, estratti delle commedie di Plauto). L’appuntamento è fissato per i giorni 10 – 17 – 24 – 31 agosto e 7 – 14 – 21 – 28 settembre, sempre alle ore 17.

I percorsi di visita di Lupiae e Rudiae saranno collegati tra loro in un unica esperienza. Si terranno nei giorni 11 – 18 – 25 agosto e 1 – 8 – 15 – 22 – 29 settembre. Il punto di incontro è fissato alle ore 16 in Piazza Sant’Oronzo, con visita in costume dei resti della Lupiae augustea secondo il seguente ordine: anfiteatro, strada romana di Via Rubichi, resti del frantoio oleario di Piazzetta S. Castromediano, Santuario di Iside a Palazzo Vernazza e Teatro Romano.
In seguito la visita si sposterà a Rudiae dove saranno illustrate le testimonianze archeologiche di Fondo Acchiatura (tempio, ipogeo ellenistico e strade basolate) e di Fondo Anfiteatro (lacus-cisterna di Età messapica e anfiteatro romano). L’iniziativa si concluderà con la presentazione del virtual tour 3D che consentirà di esplorare i luoghi di Rudiae in ambiente semi-immersivo.

Il 30 settembre si terrà il Grand Tour finale dell’iniziativa che, a partire dalle ore 9.00, ripercorrerà nell’arco della mattinata i siti di Lecce e Rudiae con tappa finale a San Cataldo.

Per partecipare alle visite è necessario prenotarsi ai seguenti numeri: Dario +39 349 118 6667 o Lara +39 320 761 0467 o via mail a imperatorisullascena@gmail.com. Per assicurare un’esperienza di visita migliore possibile il numero dei partecipanti sarà contenuto entro i 30 per ogni appuntamento.

“Il bando per le Attività culturali estive ha dato la possibilità a questo progetto di realizzarsi – dichiara Antonella Agnoli, assessore alla Cultura del Comune di Lecce – e creare un nuovo percorso di visita che va oltre la Lecce barocca. Apriremo alle visite Rudiae, insieme agli altri luoghi della Lecce Romana, attraverso un percorso che non si limita a far ammirare questo luogo ma consente anche di comprenderlo. Dopo Imperatori sulla scena comunicheremo anche le altre iniziative del bando che animeranno l’estate leccese fino a settembre”.

“Lo avevamo promesso e finalmente tutti questi beni culturali, in primis la bellissima città romana di Rudiae, saranno fruibili – dichiara il vicesindaco e assessore ai Lavori Pubblici Alessandro Delli Noci i cittadini potranno ammirarne il valore storico, e beneficiarne anche dal punto di vista turistico culturale. Questo accadrà per tutto il periodo estivo e per il mese di settembre, quando saremo pronti a completare gli scavi e a realizzare un laboratorio per la fruizione continuativa della area archeologica alle porte della città”.

“L’iniziativa Imperatori sulla scena diversifica l’offerta culturale e turistica di Lecce fuoriuscendo dai classici percorsi della città barocca per abbracciare tre luoghi ubicati a breve distanza tra loro, i quali, pur essendo poco noti, condividono una fase di prosperità di notevole interesse durante il periodo romano – dichiara Dario Corritore di Arva (nota del redattore: lui si chiama Dario Corritore, Arva è una società distaccata dell’ Università del Salento che si occupa di recupero e valorizzazione di beni culturali).  Le storie dei luoghi e dei monumenti saranno narrate attraverso gli sguardi dei tre imperatori anche grazie al supporto di reading teatrali e nuove tecnologie innovative come il virtual tour, nonché con visite guidate in costume d’epoca, che contribuiranno ad un maggiore coinvolgimento emotivo/relazionale dei partecipanti. Inoltre, la proposta si caratterizza anche per il suo valore comunitario europeo, dal momento che gli imperatori Augusto, Traiano e Adriano, grazie alle loro conquiste politiche, economiche e socio-culturali, costituiscono dei veri e propri precursori della costruzione dell’Europa unita. In questo senso l’iniziativa mira a sensibilizzare alla storia e ai valori condivisi così da rafforzare il senso di appartenenza a uno spazio comune europeo”.

Bene, onore al merito, ma questo è solo l’ inizio, un timido inizio. Ci sono prospettive enormi, gigantesche potenzialità ancora del tutto inespresse, su cui bisogna lavorare. Tutti insieme. Urgentemente. E soprattutto con lucidità propositiva.

Category: Cronaca, Cultura, Politica

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