ALLA SCOPERTA DELL’ ITALIA DI SERIE B – 1 / BENEVENTO

| 25 agosto 2018 | 0 Comments

(g.p.)______Da Diomede a…Mastella.

Una storia lunghissima, che comincia nella leggenda del presunto fondatore, l’ eroe greco Diomede,  approdato a guerra di Troia finita, e arriva all’ attualità dell’ “eroe” della così detta Seconda Repubblica Clemente Mastella, che invece di fare il pensionato, fa il sindaco della città.

In mezzo, eventi decisivi per la Storia di tutti: le guerre di espansione in Italia dei Romani, con il cambio del toponimo, in senso augurale; Pirro; Annibale; Belisario; Totila; i Longobardi e il loro Ducato in zona; i Franchi e Carlomagno; i Normanni; Federico II; suo figlio Manfredi, che vi morì combattendo per conquistarla; Carlo d’ Angiò; i Papi; gli Aragonesi; i Francesi di Napoleone; i Borboni e il loro Regno; i bombardamenti degli alleati; e poi arrivarono gli Americani.

Un compendio di tutta quanta la nostra Storia, che da qui è passata.

Per forza: posizione strategica, da secoli, sulla via Appia per Brindisi, che già guarda verso Roma, e della variante Traiana.

Tante belle testimonianze, di tanti secoli: in primis il monumento più famoso, l’ Arco di Traiano; ma poi solo l’ imbarazzo della scelta, dal teatro romano, alle opere dell’ artista contemporaneo Mimmo Paladino; dall’ antichissimo castello, che dall’ alto domina le valli del Sabato e del Calore; dal complesso di Santa Sofia,   alla cattedrale di Sancta Maria de Episcopio; dalle chiese barocche, alle ville papali.

La città delle streghe, come è poi ancora e più universalmente nota. Fama attestata dal saggio cinquecentesco “De nuce maga beneventana” del protomedico Pietro Piperno, dovuta ai riti pagani che i Longobardi erano soliti fare nei pressi del fiume Sabato: alcune donne urlanti saltavano intorno ad un albero di noce da cui pendevano serpenti, oppure guerrieri a cavallo infilzavano una pelle di caprone appesa ad un albero. Tutte robe che apparvero come demoniaci ai beneventani cattolici, che perciò vi videro sabba stregoneschi.

Ma ormai, anche dopo la conversione dei dominatori dell’ epoca medioevale, la…leggenda era fatta.

Nei secoli successivi non svanì, anzi si arricchì di nuovi elementi: le streghe provenienti da ogni dove, che, volando come il vento, si davano appuntamento sotto un noce, ovvero l’albero dei Longobardi inspiegabilmente risorto, per banchetti e orge con la partecipazione del demonio.

 

Ne porta il nome il più prestigioso premio letterario italiano, con fama internazionale, che ha fatto tutta quanta la nostra letteratura del Dopoguerra fino ad oggi; e il liquore che tutti conoscono. Come il torrone, l’ altra gloria, che continua a muovere l’ economia locale, in cui, come si vede, e anche per la pasta, domina la produzione alimentare.

 

Sessantuno mila abitanti, il doppio con i centri limitrofi che gravitano su di essa, anche perché sede dell’ Università del Sannio.

Meno di due ore da Roma, e quattro da Lecce, con gli Intercity di Trenitalia; più o meno, lo stesso, in autostrada, cui è collegata da una statale e da comodi raccordi.

Lo stadio è dedicato all’ imprenditore locale Ciro Vigorito, inaugurato nel 1979, capce di 25.000 spettatori. Il calcio è la passione incontrastata della città, soprattutto negli ultimi anni, da quando, nelle ultime stagioni, la squadra fece il doppio salto, uno dopo l’ altro, dalla C alla A, ed era la prima volta che arrivava tanto in alto.

Va beh, la scorsa stagione in serie A, soprattutto all’ inizio, per il Benevento fu disastrosa, ma non è da dimenticare, retrocessione in B compresa, perché ha lasciato la voglia di ritornare presto ai massimi livelli….Come si dice? Il primo sorso affascina, il secondo…strega.

 

 

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