LE LITI FRA VICINI, VERA EMERGENZA SOCIALE

| 29 settembre 2018 | 0 Comments

di Giuseppe Puppo______Appena quattro giorni fa, nel riportare un fatto successo a Francavilla Fontana, dove un giovane aveva sparato a fucilate un vicino, la nostra redazione scriveva: “il tutto per beghe di condominio, oramai una specie di emergenza sociale, situazioni esasperanti e spesso esasperate, che non di rado, se non disinnescate, o risolte, alla lunga generano frustrazione e violenze, ma che per la nostra giustizia sono ‘futili motivi’, cioè, come in questo caso, un’ aggravante, appunto”.

 

E’ talmente nota la tristissima, tragica, vicenda di Erba, che non c’è bisogno di riassumerla.

Un po’ meno noti, però, per esempio sono tanti omicidi legati allo stesso motivo scatenante.

Pochi sanno, infine, che la giustizia italiana, già di per sé paralizzata per fatti propri, è ancora di più ingolfata da centinaia di migliaia e migliaia di cause intentate per futili motivi, tipo querele e denunce legati a fatti e misfatti fra vicini di casa.

Poi, puntualmente, se ci fate caso, ci scappa il morto. Con una frequenza regolare, per quanto misconosciuta e insondata e senza che nessuno abbia nulla da dire e tanto da fare in proposito.

 

Eppure, gli omicidi, i delitti di vario genere, i reati vari sono soltanto la spia visibile di un fenomeno gigantesco, che sempre di più condiziona negativamente, o avvelena del tutto, la nostra esistenza quotidiana, tranne, ovviamente, soltanto quelli che hanno la fortuna di vivere in ville isolate su quattro lati e magari circondate da giardini o terreni. Se no, tutti coinvolti, senza distinzione più fra Nord e Sud, metropoli e provincia, città e paesi, dotti e analfabeti, ricchi e poveri.

Siamo sicuri che ognuno potrebbe raccontare la sua personale esperienza, in una casistica sterminata.

 

Per molti, diventa una vera e propria condizione patologica, dover sopportare rumori ritenuti, a torto, o a ragione, non importa, molesti, oppure offendere, colpire il vicino “nemico” con tutta una serie di pressioni, o dispetti, o interventi anche delinquenziali.

Una macchina parcheggiata male nelle vicinanze, oppure una radio tenuta a volume ritenuto troppo alto, piuttosto che il cane che abbaia, o la gatta in calore, bastano e avanzano per far maturare vere e proprie tragedie.

Se, manzonianamente, è sempre difficile separare in maniera netta il torto e la ragione, ci sono però persone che sembrano vivere per questo: per gridare e prendersela con il vicino, al quale concedono al massimo di respirare ( piano, beninteso…). Poi, per sparlare di lui con chi capita.

Dalle scuole, dalle scuole di ogni ordine e grado, è sparita del tutto l’educazione civica, non si insegna più a nessuno niente a proposito di buone maniere, di vivere civile, né le altre istituzioni aiutano in nessun modo, a prevenire.

Dominano incontrastati l’egoismo, l’egocentrismo, il cinismo, la prepotenza, l’incuria, il menefreghismo. Quelle che all’estero sono esempi consolidati e quotidiani di virtù praticate e diffuse, in Italia sono sconosciute astrazioni, smentite regolarmente nella pratica con comportamenti esattamente contrari, come contraria, per ragioni ataviche, è proprio l’impostazione mentale.

Nei paesi del nostro Salento è ancora peggio. Dalle villette una vicina all’ altro si covano per anni sordi rancori, subentrano frustrazioni personali, insieme ad un mal inteso senso del “rispetto”.

Quel che colpisce della tragedia di Cursi è che l’ attrito in atto sfuggisse completamente a tutti. Certo, nessuno poteva pensare che “futili motivi” legati al parcheggio delle auto delle due famiglie nella strada delle abitazioni una di fronte all’ altra, potesse sfociare in una lucida determinazione di uccidere.

Eppure, i segnali, lo ripetiamo, lanciati dalla cronaca quotidiana da tutta Italia, dovevano già  insegnare qualcosa a ognuno di noi.

Né si può evocare la follia, per quanto comunque folle sia, o diventi, chi pensi di risolvere le beghe con il proprio vicino a colpi di pistola: gli inquirenti contestano al presunto assassino la premeditazione.

Madonna mia, tre vite spezzate per una questione di parcheggio e di accesso delle auto in strada!

Difficile trovare un senso a tutto questo.

Però magari ecco: oggi, domani, quando incontreremo la prossima volta il nostro vicino che fa casino, ognuno di noi si vergogni, sia di aver avuto pensieri violenti nei suoi confronti, sia, dall’ altro lato, di arrecare disturbo al prossimo.

Invece di non salutarsi, ci si scambi qualche parola, ci si spieghi e ci sia dia una pacca sulle spalle, magari con un catartico sorriso.______

LA RICERCA nel nostro articolo immediatamente precedente

DRAMMA DELLA FOLLIA NELLA NOTTE A CURSI. UN UOMO DI 57 ANNI AMMAZZA A COLPI DI PISTOLA TRE PERSONE, VICINI DI CASA, CON I QUALI AVEVA LITIGATO PER MOTIVI DI PARCHEGGIO. E’ STATO POI DISARMATO E ARRESTATO DAI CARABINIERI DI MAGLIE. SI TROVA ORA IN CARCERE, PER TRIPLICE “omicidio premeditato aggravato”

 

 

Category: Cronaca

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