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“Non è uno sport, ma una guerra”. CACCIATORE MIRA AL CINGHIALE E UCCIDE CON UNA SCARICA DI PALLETTONI IN PANCIA UN POVERO RAGAZZO DI 19 ANNI CHE PORTAVA A PASSEGGIO IL CANE NEI BOSCHI DI APRICALE. DA TUTTA ITALIA PARTE L’ APPELLO URGENTE AL GOVERNO PER FERMARE SUBITO LA STAGIONE VENATORIA

| 30 settembre 2018 | 0 Comments

(g.p.)______Nathan Labolani, 19 anni, di Ventimiglia (nelle foto), è morto questa mattina raggiunto da una scarica di fucile di grosso calibro. Passeggiava tranquillamente con il suo cane nelle campagne di Apricale, in provincia di Imperia, quando un cacciatore di una comitiva che mirava ai cinghiali gli ha sparato contro, ferendolo mortalmente.

I colpi calibro 300 Magnum sono stati esplosi da un cacciatore di 29 anni di Ventimiglia, ora indagato per omicidio colposo, che ha scambiato il ragazzo per una preda.

 

L’Ente Nazionale Protezione Animali (Enpa) ha chiesto al governo, in seguito all’uccisione dell’escursionista, di sospendere immediatamente la stagione venatoria, per motivi di ordine pubblico:

«Ormai è indiscutibile che nel nostro Paese esiste una emergenza sicurezza è che questa emergenza è legata all’esercizio della caccia. La morte del 19enne, alla famiglia del quale esprimiamo la nostra solidarietà, è solo la punta dell’iceberg di una pratica che ogni anno causa milioni di vittime animali e decine di vittime umane, anche tra gli stessi cacciatori. La situazione è ormai fuori controllo».

 

 

L’on. Michela Vittoria Brambilla, di Forza Italia, presidente del Movimento animalista, che martedì scorso, alla Camera, ha presentato alcune iniziative legislative per limitare fortemente la caccia, in attesa di poterla di fatto abolire, ha espresso Cordoglio e vicinanza alla famiglia del giovane escursionista ucciso: «Abbiamo appena finito di denunciare i danni enormi che la caccia infligge al patrimonio naturale del nostro paese e i rischi inaccettabili cui l’onnipresenza delle doppiette nei boschi e nelle campagne, durante la stagione venatoria, sottopone chi vorrebbe semplicemente godersi, in santa pace, l’aria aperta. L’Italia è un paese fortemente antropizzato, per la caccia non c’è posto: possibile che proprio gli amministratori locali non se ne rendano conto?».

 

Chiede al governo di intervenire urgentemente anche la Lega Italiana Prtezione Ucceli (Lipu): «La tragedia di Imperia, avvenuta nell’esercizio della pericolosissima caccia al cinghiale, effettuata con fucili e munizioni di grosso calibro e in un clima di crescente competizione tra squadre di cinghialai, deve spingere Governo e istituzioni a modificare, con urgenza, le condizioni con cui si caccia in Italia.

Un incremento delle misure di sicurezza è indispensabile anche per la caccia in generale, a partire dall’aumento della distanza di sparo dalle abitazioni, visto il grande disturbo e i rischi comportati e vista la crescente protesta dei cittadini.

C’è un emergenza bracconaggio, fenomeno in aumento e a tratti dilagante, che solo negli ultimi giorni ha fatto vittime tra specie super protette come falchi, aquile e rarissimi avvoltoi e per il quale la Lipu chiede un Daspo collettivo: nelle aree in cui si abbattono specie protette la caccia va sospesa, immediatamente e per lungo tempo».______

LA RICERCA nel nostro articolo del 16 settembre scorso

“Non è uno sport, ma una guerra”. SI’, E’ UNA INUTILE CRUDELTA’, UN CRIMINE CONTRO NOSTRA MADRE NATURA. L’ ENTE NAZIONALE PROTEZIONE ANIMALI CHIAMA ALLA MOBILITAZIONE, E IERI LA LEGA ANTI VIVISEZIONE E’ SCESA IN PIAZZA A FIRENZE CONTRO LA CACCIA E I CACCIATORI

Category: Cronaca

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