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DOCUMENTO MOVIMENTO NAZIONALE PER LA SOVRANITA’

| 4 ottobre 2018 | 0 Comments

Riceviamo e volentieri pubblichiamo. Roberto Tundo (nella foto) ci manda il seguente documento politico______

Documento dell’Ufficio politico del Movimento Nazionale per la Sovranità – 27/9/2018 –
UNA STAGIONE DI MOVIMENTISMO PER ESSERE
PROTAGONISTI NEL POLO SOVRANISTA
La stagione politica che stiamo vivendo si preannuncia come una delle più decisive della
storia recente della nostra Nazione. Mai come in questi mesi il conflitto politico è stato
aspro e frontale: da una parte l’establishment, i vecchi e nuovi poteri della globalizzazione
e i partiti tradizionali dello scenario italiano ed europeo, accomunati dalla retorica del
politicamente corretto e dalla tutela degli interessi multinazionali. Dall’altro lato i
“sovranisti”, tutti coloro che, per un motivo o per l’altro, osano anteporre i valori della
sovranità nazionale e popolare alle logiche della globalizzazione. Lo scontro è esploso da
quando 5s e leghisti hanno creato il “Governo del cambiamento”, rimettendo in
discussione, non dagli scranni dell’opposizione ma dalle poltrone ministeriali, tutti gli
equilibri consolidati.
La cosa più sorprendente è che i salti di livello di questa escalation sono provocati non
sono tanto dagli “estremisti” sovranisti quanto dai “moderati” del fronte opposto. In fondo
Salvini e Di Maio hanno fatto molti (e certe volte discutibili) passi indietro. Sull’Unione
Europea sono passati dalla critica all’euro all’accettazione dei parametri di Maastricht e
forse degli ulteriori vincoli imposti dal Fiscal Compact. Anche sull’immigrazione i “populisti”
sono passati dal blocco navale al largo delle coste libiche alla ben più mite richiesta di
ripartire i migranti che sbarcano tra gli Stati europei. Eppure dal Presidente Mattarella al
Governatore Draghi, dai ministri degli interni europei ai membri della Commissione di
Bruxelles, dal Presidente Macron alla Cancelliera Merkel, viene un crescendo di
provocazioni e chiusure, di minacce e di insulti.
Il punto di rottura è stato forse il voto del Parlamento europeo contro Victor Orban.
Sembrava che Angela Merkel, con la scelta del cristiano-sociale Manfred Weber come
candidato per la presidenza della Commissione europea, volesse gettare un ponte di
dialogo con i sovranisti europei. E invece, alla fine, ha prevalso il massimalismo ideologico
e il Parlamento di Strasburgo ha “condannato” il premier ungherese, pur sapendo che,
appena tra qualche mese, dopo le prossime elezioni europee i numeri non saranno più gli
stessi.
Gli esponenti politici popolari e socialisti, gli intellettuali della cultura dominante, gli ideologi
del neo-liberismo hanno perso il contatto con la realtà, sembrano non rendersi conto che i
temi sollevati dal sovranismo non sono espedienti populistici per rimediare voti, ma
grandi e drammatici problemi posti dalla globalizzazione. Nella storia, quando il potere
costituito si contrappone in modo così ottuso al cambiamento in atto, i conflitti esplodono
in modo imprevedibile e spesso drammatico.
Di fronte a tutto questo, la principale preoccupazione di un Movimento come il nostro deve
essere quella di preparare il Polo Sovranista per affrontare questa sfida e per evitare al
Popolo italiano il rischio di pericolose avventure.
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Il Movimento Nazionale lancia due appelli: uno rivolto alla Lega di Matteo Salvini, il
secondo all’area della Destra diffusa che si riconosce nelle idee sovraniste. Alla Lega noi chiediamo di indicare con chiarezza e rapidità la forma politica e
organizzativa con cui si dovrà strutturale il Polo Sovranista. È chiaro che l’attività del
Governo Conte oggi assorbe la gran parte delle energie della classe dirigente leghista e
noi ci auguriamo che questo impegno consenta all’Esecutivo di affrontare positivamente i
molti nodi e la grave crisi che impegnano la nostra Nazione. Non conviene all’Italia che
questo esperimento si concluda con un fallimento, che porterebbe dritto verso
l’ennesimo disastroso governo tecnico e forse verso un commissariamento della Troika.
Ma la Lega deve ugualmente prepararsi ad una fase successiva, che non può in alcun
modo essere un semplice ritorno al centrodestra della seconda Repubblica.
Bisogna costruire il Polo Sovranista, in cui possono e debbono ritrovarsi le istanze e gli
uomini migliori del vecchio centrodestra, ma su cui non possono gravare gli equivoci del
passato. Non c’è più spazio per atti di sottomissione al Partito Popolare Europeo, ai vincoli
di Bruxelles, o per cedimenti all’ideologia neo-liberista dominante. Come non si può più
ripetere l’errore di uniformarsi al modello dei partiti mediatici e personali, senza
radicamento nel territorio e senza un’organizzazione inclusiva, trasparente e partecipativa.
Questo è un compito che spetta prioritariamente a Matteo Salvini che – nelle
elezioni del 4 marzo e poi in questi mesi di dure lotte al Ministero dell’Interno – si è
qualificato come il leader naturale del nostro schieramento: da lui devono arrivare
indicazioni chiare per una aggregazione di tutte le forze disponibili a fondare la propria
azione politica sulla sovranità nazionale e popolare degli Italiani. È necessario un
manifesto politico-programmatico che dia un messaggio chiaro agli Italiani su come
si deve declinare un sovranismo maturo e responsabile. Ed è altrettanto
indispensabile chiarire se si vuole costruire un nuovo grande partito inclusivo di
esperienze diverse, oppure se si preferisce il modello di una federazione di partiti e
movimenti. In entrambi casi è fondamentale garantire in modo trasparente la
partecipazione popolare e la selezione meritocratica della classe dirigente.
Noi siamo pronti a fare la nostra parte e a dare lealmente il nostro contributo, dopo aver
inserito – sia pure in modo insufficiente e problematico – nostri candidati nelle liste della
Lega alle elezioni politiche e ad alcune elezioni regionali e comunali.
Parallelamente il Movimento Nazionale per la Sovranità rivolge un altro appello
all’area della Destra diffusa: non è questo il momento di continuare ad alimentare
divisioni e risentimenti, bisogna invece aprire un vasto dibattito che coinvolga tutte
le forze disponibili a ritrovarsi nel Polo Sovranista, a prescindere dalla loro attuale
collocazione. Questo appello non può non essere rivolto anche a Fratelli d’Italia, che ha
deciso di qualificarsi come forza sovranista: ci auguriamo sinceramente che questa sia la
base per superare ogni sterile competizione con Matteo Salvini e ogni forma di pregiudizio
e discriminazione rispetto ad altre forze che – come il nostro Movimento – attraverso
percorsi diversi sono giunte da molto tempo su posizioni sovraniste.
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Questo non solo per la nostalgia dei tempi in cui una destra unita raccoglieva il 15% dei
consensi elettorali, ma perché la riaggregazione della nostra area di provenienza può
da un lato aiutare la maturazione politica e culturale del Polo Sovranista e dall’altro
lato facilitare l’arrivo verso questo Polo delle forze migliori del vecchio
centrodestra. Non è il momento di andare in ordine sparso, facendo a gara per saltare sul “carro del
vincitore” o per costruire aggregazioni eterogenee per cercare di affrontare le prossime
prove elettorali. In una situazione così dispersa e confusa si genera inevitabilmente una
contro-selezione che porta ad emergere gli elementi peggiori, i soliti opportunisti senza
identità e senza valori. Tutto questo non è accettabile per la dignità della destra, né è utile
per far crescere la leadership di Salvini, né tantomeno per rendere vincente il Polo
Sovranista.
Condizione, però, per essere credibili in questo dialogo a tutto tondo come in ogni
possibile aggregazione, è quella di moltiplicare e strutturare il nostro impegno
movimentista. Nel nostro primo anno e mezzo di vita abbiamo fatto tantissimo, con
grande spirito di sacrificio da parte dei nostri militanti. Oggi bisogna fare ancora di più:
innanzitutto per avere l’orgoglio di essere in prima linea nello scontro politico in atto e in
secondo luogo per qualificare – qualificando contemporaneamente noi stessi – i contenuti
e le forme di questo conflitto.
La Lega ha bisogno di una forza autonoma che sia attiva sul territorio e nei media,
per rendere sempre più vero il Cambiamento che la gente si aspetta. Il Movimentismo
è la nostra arma, che dobbiamo mettere in campo per sostenere il conflitto contro
l’establishment e per superare le contraddizioni dell’alleanza con i 5 stelle.
Per questo noi non escludiamo affatto la presentazione di nostre liste o la nostra
partecipazione a liste civiche di aggregazione in tutte le elezioni – comunali, regionali
ed europee – che ci saranno nei prossimi mesi. Noi siamo pronti a seguire la strada più
utile e coraggiosa per raggiungere l’obiettivo di costruire un Polo sovranista che sia forte,
unito ed inclusivo attorno alla leadership di Matteo Salvini.
Per questo lanciamo le seguenti iniziative:
1. Preparare un libro collettaneo che si presenti come un “Manifesto del
Sovranismo”. Quadri dirigenti, intellettuali e giovani devono lavorare insieme,
riprendendo l’antica tradizione dei libri comunitari che hanno segnato le svolte
politiche della nostra area. Oggi tutti discettano di Sovranismo, soprattutto coloro
che vogliono dare una lettura negativa o caricaturale di questo orientamento, ma
pochissimi sanno di cosa parlano. Dobbiamo offrire un’indicazione semplice e
diretta di cosa significa il Sovranismo, riempiendo di contenuti concreti questo
termine.
2. Indire, insieme ad altri soggetti politici della nostra area, un grande Assemblea
della Destra diffusa che vuole ritrovarsi nel sovranismo, aperta a tutti e in
grado di creare un ponte tra la grande tradizione della Destra nazionale, sociale e
popolare e il progetto del Polo Sovranista.

3. Lanciare una campagna politica e una petizione nazionale per chiedere al
Governo Conte di esercitare il diritto di veto contro il Bilancio pluriennale
dell’Unione Europea, che dovrebbe essere approvato entro al fine dell’anno. Il
veto italiano si giustifica sia perché questo bilancio è portatore di pesanti tagli per la
nostra agricoltura e per i fondi strutturali per le regioni del Sud, sia perché non è
pensabile dare corso a questo bilancio se prima non viene chiarita fino in fondo la
posizione europea sul tema dell’immigrazione e su quello delle flessibilità di bilancio
per rilanciare il lavoro e lo sviluppo. La posizione negoziale italiana, al di là di
qualche impennata polemica, non sembra ancora veramente modificata rispetto ai
governi precedenti e noi sappiamo che non c’è nulla di peggio che presentarsi a
Bruxelles con posizioni troppo mediate e sottomesse.
4. Aderire alla raccolta di firme per l’elezione diretta del Presidente della
Repubblica promossa dal prof. Guzzetta, a cui partecipano tutte le forze del
centrodestra. Questa antica battaglia della destra italiana può diventare la base
per la riforma della Costituzione in chiave sovranista, risolvendo definitivamente il
problema del ruolo del Capo dello Stato che deve diventare il garante e non il freno
(come è avvenuto negli ultimi anni) della sovranità popolare.
5. Organizzare una campagna sull’emergenza demografica che colpisce l’Italia.
Non si esce dalla crisi e dal declino se le nostre famiglie non tornano a fare figli,
rifiutando la falsa retorica dell’”immigrazione necessaria” per sostenere lo sviluppo
e la spesa previdenziale. È un messaggio che noi mandiamo anche al mondo
cattolico che deve superare diffidenze e perplessità nei confronti del Sovranismo,
perché senza questo mondo non solo non si vincono le battaglie politiche ma non si
rigenera l’identità profonda della nostra comunità nazionale.
6. Unire la lotta contro l’immigrazione clandestina ad una azione di denuncia
contro la vera e propria invasione illegale che segna la presenza delle
comunità cinesi in Italia. È un’invasione più silenziosa e discreta di quella dei
migranti che sbarcano sulle nostre coste, ma ugualmente pericolosa per la nostra
sovranità economica e sostenibilità sociale. In tutta Italia ci sono interi quartieri e
immense aree produttive e commerciali che sono state invase in forme illegali dalle
comunità cinesi. Noi non combattiamo contro le persone e le comunità – questo
vale per ogni etnia che arriva in Italia – ma contro l’illegalità di chi evade
sistematicamente le tasse, di chi viola ogni forma di tutela per i lavoratori, di chi fa
concorrenza sleale ai nostri imprenditori e ai nostri commercianti, appropiandosi dei
marchi e degli impianti industriali del Made in Italy.
7. Rilanciare i temi del lavoro, dei diritti sociali degli italiani e dell’unità tra il
Nord e il Sud dell’Italia, per dare una risposta all’impoverimento del nostro popolo
e per ribadire il diretto legame tra la tradizione della destra sociale e popolare e le
rivendicazioni del sovranismo.
8. Riproporre il problema della Giustizia e del rapporto tra politica e
magistratura, uscendo dagli stereotipi del giustizialismo e del garantismo ad ogni
costo. Oggi le riforme sulla giustizia sostenute dal Movimento 5 Stelle rischiano di
avvitare ancora di più questi problemi, mentre vicende come l’attacco giudiziario
contro l’azione del Ministro Salvini nel contrasto dell’immigrazione clandestina
dimostrano che i confini tra i diversi poteri dello Stato rimangono ancora labili.
9. Lanciare in ogni regione una grande iniziativa politica che sia la premessa per
nuove aggregazioni civiche e politiche all’interno del Polo sovranista. In
questo modo potremo contribuire alla vittoria del nostro schieramento nei prossimi
appuntamenti elettorali regionali che saranno inevitabilmente il laboratorio della
trasformazione futura del centrodestra.

Category: Politica, Riceviamo e volentieri pubblichiamo

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