CINEMA / ESCE NELLE SALE “Nessuno come noi”. OPERAZIONE NOSTALGIA: IN QUEGLI ANNI OTTANTA, ROMANTICI E SPENSIERATI, SENZA SMARTPHONE, MA CON I GETTONI IN MANO, UN PO’ DEL NOSTRO TEMPO MIGLIORE

| 14 ottobre 2018 | 0 Comments

di Giuseppe Puppo______Quando eravamo tutti più ricchi, perché c’era ancora la lira. Quando eravamo tutti più felici, perché si vedeva già la luce, all’uscita del tunnel delle ideologie, e credevamo che esserne illuminati, di ottimismo, di relazioni, di frequentazioni, fosse una realizzazione: non sapevamo che cosa ci fosse, ma pensavamo che comunque tutto, fuori, tutto fosse bellissimo.

Sì, che la nostra realizzazione fosse nel protagonismo individuale, nella capacità di stabilire relazioni, di consumare la vita bevendola come un aperitivo, e l’edonismo non era più epicureo, ma reaganiano.

Quando mangiavamo panini e avevamo addosso il Moncler, invece che l’ eskimo, ai piedi le Timberland, anziché le Clarcks.

 

Quando la conoscevi, e non sapevi nemmeno chi fosse, né c’era modo di saperlo. Oh beh sì, c’ era: dovevi seguirla, o seguire i suoi amici e le sue amiche, e chiedere in giro, così, tanto per, senza fartene accorgere, fingendo malcelata indifferenza…

Quando dovevi cercarla, se non altro col pensiero, e non sapevi dov’era. Quando dovevi telefonarle, ed eri in giro, e non avevi un numero sufficiente di gettoni, oppure, se pure li avevi, la cabina telefonica era occupata, o era rotta…

E quando le parlavi a frasi smozzicate, apparentemente senza senso, e dietro la cabina si formava la coda, e tu non te ne accorgevi, perché chi ama non riconosce, è straniero a ogni evento, e del tempo perde la nozione stessa.

Quando le scrivevi chilometri di lettere, e andavi a impostarla nella buca sotto casa, col cuore in gola:”Torna presto, oh risposta, e tu arriva, arriva, ma arriva presto”.

Quando ti scriveva lei, e la busta era colorata, e profumava di patchouli, e i puntini sulle i erano tanti cuoricini.

Vorrei cambiare tutti i cuoricini di Facebook con quei puntini sulle i…

Tutte le app di questo mondo, per una sola di quelle lettere colorate e profumate.

 

E’ cambiato l’ amore?
Ma no, l’ amore è sempre quello, con i suoi significati e i suoi significanti, le sue dinamiche, i suoi approcci, a tutte le età, e magari “come 15enni” anche se di anni ne hai qualche decennio in più, le sue emozioni, i suoi pensieri rimossi, le sue attese, i suoi rimpianti e le sue illusioni.

E’ che, nel frattempo, son cambiati i mezzi, quelli che abbiamo imparato a chiamare mezzi di comunicazione di massa, con cui esso si esercita, e di quanto son cambiati, nel frattempo!

 

Metà Porci con le ali anni Settanta, metà Tre metri sopra il cielo anni Novanta, esattamente nel mezzo, due anni fa uscì un romanzo che si chiama “Nessuno come noi”, scritto a ritmo di Saturday night fever e Flashdance, dal conduttore radiofonico e sceneggiatore cinematografico Luca Bianchini, barese di nascita e torinese d’adozione.

Il libro, pias nen, come si direbbe là, a Torino e dintorni, che a Bari e dintorni non so come si dica, quando non ti piace qualcosa o qualcuno, per quanto per me l’ ambientazione sia fondamentale, in quel momento storico, poi, quando la città che non aveva ancora definito la difficile integrazione dei Meridionali, si trovò ad affrontare l’ impossibile integrazione degli extracomunitari.

A parte questo, a me non è piaciuto affatto: leggero, affastellato, approssimativo: più tanto purtroppo Federico Moccia, che Rocco e Antonia, o chi per essi, e a maggior ragione meno di una certa dignità.

Ma come è stato per l’ opera finora più celebre di questo poliedrico autore, “Io che amo solo te”, certo il film sarà meglio del libro, e non è un caso, visto che di solito, nello sterminato repertorio dei rapporti fra cinema e letteratura, di solito accade il contrario.

 

Nessuno come noi film esce nelle sale da giovedì 18  ottobre, per la regia di Volfango De Biasi, e l’interpretazione, fra gli altri, di Alessandro Preziosi e Sarah Felberbaum.

Io che non vado al cinema da quando non si può più fumare, vorrei tanto andare a vederlo, senza aspettare che lo passino sulla Rai, nemmeno su Mediaset, che la pubblicità mi annoia e sulle reti della prima è ancora accettabile, su quelle della seconda del tutto insopportabile, e le altre reti nel frattempo disponibili non so nemmeno cosa siano.

 

E’ una doppia storia d’ amore che si incrocia, fra due studenti liceali, da un lato, e la prof. d’italiano e il padre di un suo alunno dall’ altro: e non mancano i terzi incomodi…

D’ amore e d’ amicizia. Perché quanto son labili i confini fra amicizia, affetto, amore e sesso, e forse nemmeno esistono!

E comunque voglio rivedere, e riviverli rivedendoli visivamente, quegli anni romantici e spensierati…Dove abbiamo esercitato, parlo per me, per la mia generazione, o giù e su di lì, la nostra educazione sentimentale, un po’ del nostro tempo migliore.

A me piacciono particolarmente queste operazioni-nostalgia. Anche a voi. Credo, a tutti, o quasi.

 

“Io non sono a tua disposizione. Io voglio stare bene quanto te!”…Ecco, sì, poi, voglio riflettere sulla verità rivelata della prof., che l’ amore in fondo solo questo sia: star bene, star meglio, crescere, aprirsi a nuovi mondi, e far stare bene e meglio, far crescere, far aprire a nuovi mondi un’ altra persona, insieme.

 

 

 

 

 

 

 

Category: Cultura

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