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L’INTERVENTO / CONTINUA A VINCERE LA LEGA NORD

| 21 ottobre 2018 | 0 Comments

di Crocifisso Aloisi * (consigliere comunale di Galatone)______

Alla fine ha vinto la Lega, anche oggi alleata con movimento politico che ha avuto un larghissima consenso nel Sud Italia. Perché, comunque la pensiate, la vicenda condono fiscale è l’emblema di ciò che rappresenta la Lega Nord, del ruolo del partito del Nord da quando è nato, cioè da circa 40 anni.

Infatti la Lega Nord/Lega Lombarda ha fatto, fin da subito, proselitismo prima in Lombardia, grazie all’appoccio dei media locali (il principale era la tv Telemilano 58) poi, grazie all’appoggio dei media berlusconiani, il suo verbo a senso unico è penetrato in ogni angolo del Paese.

Una martellante e continua campagna mediatica basata su falsità storiche, sui più beceri pregiudizi anti meridionali volti a dare una rappresentazione dei meridionali come antropologicamente inclini al malaffare, al clientelismo, alla truffa, a differenza invece delle classi dirigenti del Nord, rappresentate specularmente come esempio di onestà ed efficienza.

Il fine di questa insidioso progetto politico era proprio quello di dimostrare, agli occhi dell’opinione pubblica nazionale, che quanto meno risorse pubbliche venivano affidate al Sud, alla corrotta classe dirigente del Sud, tanto meglio era per tutto il paese.

Da qui, il passaggio al teorema che “bisogna finanziare le regioni ricche del Nord in quanto locomotiva d’Italia”, è stato semplice ed accolto trasversalmente da quasi tutti i partiti nazionali. Almeno quelli più importanti.

La Lega è da sempre usata proprio come testa di ponte per imporre al dibattito pubblico nazionale, e di riflesso alla politica nazionale, la fantomatica ‘questione settentrionale’.

Un fenomeno sottovalutato dalla maggior parte dei commentatori ed opinionisti nazionali che l’hanno sempre relegata ad un fenomeno di ‘folclore’. La Lega è stata accolta praticamente da tutti, dai sinistri e dai destri, a seconda se bisognava sconfiggere Berlusconi oppure Prodi/D’Alema. In ogni caso, vinceva sempre lei, la Lega Nord.

In questo modo, grazie soprattutto ai numerosi palcoscenici mediatici avuti a disposizione, siamo arrivati al referendum del 2001 sulla riforma del Titolo V della Costituzione, voluto da tutti, che ha avuto praticamente due effetti : consolidare le posizioni di vantaggio territoriale acquisite fino a quel momento dal Nord, grazie a storiche politiche economiche nazionali, e aumentare le risorse pubbliche da destinare alle regioni grazie al principio dei costi standard e spesa storica a convenienza Padana.

La prova è che dal 2001 il divario tra Nord e Sud è aumentato in modo esponenziale. Tutto ciò è stato possibile perché tutti hanno accettato i messaggi leghisti, direttamente, perché alleati con la Lega, indirettamente, perché “meglio questo piuttosto che quello che propongono gli estremisti leghisti”.

Praticamente è spesso accaduto che quando la Lega non riusciva ad incidere direttamente sui provvedimenti da approvare, alzava sempre il tiro (sempre attraverso i palcoscenici mediatici avuti a disposizione) in modo tale che una sua retromarcia su posizioni troppo spinte in favore del Nord appariva come una sconfitta della stessa Lega ed una vittoria degli altri. Ma nella realtà sono stati approvati numerosi provvedimenti normativi che contengono le parole giuste nei posti giusti, che hanno determinato l’effettivo spostamento di risorse pubbliche in favore del Nord (sottratte proporzionalmente da altri territori e quasi sempre dal Sud). E quindi, alla fine, continuavano a vincere sempre loro, i padani, dove per ‘loro’ non intendo solo i politici leghisti, ma tutto il territorio cui loro si rivolgevano, il Nord Italia.

Dopo gli scandali che hanno travolto il clan Bossi, la Lega era destinata ad un irreversibile declino. Dopo le politiche del 2013 il consenso si era ridotto al 4 virgola qualcosa per cento. A questo punto, verso la fine del 2013, ecco spuntare fuori dal cilindro il nome di Salvini. Lo iniziarono ad invitare ovunque, su Rai e su Mediaset, in radio e tv ed in tutte le salse televisive, ed il personaggio Salvini diventa un fenomeno mediatico. Dopo questa spinta iniziale, Salvini veniva invitato in trasmissione “perché è uno che tira”, che “fa audience”. E ti credo, con tutti gli strumenti che ha avuto a disposizione chiunque avrebbe avuto un consenso del 10% almeno! Ed in effetti la Lega iniziò la fase di rilancio e di consenso elettorale che oggi conosciamo.

Evidentemente una Lega debole è un problema per più di qualcuno nel contesto descritto di mantenimento delle posizioni di vantaggio territoriale acquisiti dal Nord in diversi ambiti.

Praticamente vince ancora lei, la Lega. Anche oggi, con un alleato ‘anomalo’ e non allineato su molti aspetti come il Movimento cinque stelle, continua a vincere ancora lei.

Pensateci un attimo: è stato approvato l’ennesimo condono fiscale, abbiamo assistito ad una retromarcia della Lega (che voleva fare di più) ed i commenti sono stati “pace fiscale per chi è stato costretto ad evadere” , “vittoria”, “la Lega cede”. Ma alla fine è stato approvato (e soprattutto accolto favorevolmente perché non va ad aiutare i mafiosi) un condono fiscale che favorirà soprattutto il Nord, dove ci sono le maggiori sacche di evasione. Praticamente ha vinto ancora lei, la Lega.

Domani ci sarà un importantissimo banco di prova che riguarda l’autonomia del Veneto. Sarà un banco di prova non solo per capire se il Movimento cinque stelle (che ha avuto il pieno di consensi nel Sud Italia) è in grado di fermare la follia leghista che invece accelera per raggiungere questo obiettivo.

Sarà un banco di prova anche per la tenuta sociale e politica dell’intero Paese.

Niente sarà più come prima, dovesse essere approvata questa forzatura costituzionale. Il Sud sarà irrimediabilmente condannato e lasciato completamente alla deriva: praticamente le possibilità di ridurre i gap con il resto d’Italia saranno pari a zero, senza una dotazione finanziaria necessaria per mettere in piedi serie politiche economiche che garantiscano pari trattamento come è stato riservato al resto d’Italia. Ma anche l’azione politica di chi ha a cuore il meridione subirà inevitabilmente alcuni importanti cambiamenti tendenti probabilmente ad una maggiore radicalizzazione della battaglia, e le responsabilità ricadranno esclusivamente non solo verso il Movimento cinque stelle, ma anche verso quei rappresentanti politici, quegli intellettuali e quelle classi dirigenti meridionali che hanno sottovalutato la questione.

 

Category: Cronaca, Politica

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