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NEL GIORNO DI SAN VALENTINO, ESCE NELLE SALE UN FILM, AMBIENTATO A FRANCAVILLA FONTANA E NEL SALENTO, CHE RACCONTA UNA LUNGA STORIA D’AMORE SULLE NOTE DI BATTISTI-MOGOL: (Non sarà) “UN’ AVVENTURA”

| 14 febbraio 2019 | 0 Comments

(g.p.)______

Operazione nostalgia. Questa volta in quegli anni Settanta, in cui in tanti esercitarono la loro educazione sentimentale, a margine dell’impegno politico, a volte, rispetto ad esso, di nascosto.

C’era il megafono, il ciclostile, l’assemblea, la riunione, il volantinaggio, in quegli anni di piombo,  ma poi c’era pure la cantina buia dove noi respiravamo piano, o lo scantinato, o la stanzetta, in quegli anni trepidi e sapidi, fatti di tante piccole cose, nel privato, un disco, un libro, una passeggiata, che, come per magia, diventavano avvenimenti, ‘eventi’, si direbbe oggi.

Che ne sai tu di un campo di grano?

Quando le ragazze, non ti mandavano le notifiche di messenger e i ‘uataps’, ma, di nascosto, ti scrivevano lunghe lettere su fogli colorati, o bigliettini profumati di patchouli, pieni di cuoricini, che non erano le emoticon di Facebook, ma i puntini sulle i colorati con la biro, e ti parlavano al telefono di casa, sottovoce, perché non sentissero i genitori. Di nascosto.

Non sia mai fossero scoperte le violazioni alle rigide regole del lessico famigliare.

Non sia mai l’impegno sentimentale sottraesse tempi e modi all’impegno politico.

E sempre di nascosto, a piedi, in bici, in motorino, prima o poi si finiva con l’ andare al mare, oh mare nero, di nascosto, oh mare nero, tu eri chiara e trasparente come me.

 

Esce nelle sale, non a caso nel giorno di San Valentino, “Un’avventura” (nella foto), un film che racconta una lunga storia d’amore, sulle note di dieci canzoni: Io vivrò (senza te), Uno in più, Acqua azzurra, acqua chiara, Un’avventura, Nel sole, nel vento, nel sorriso e nel pianto, Non è Francesca, Il vento, Dieci ragazze, Ladro, Balla Linda.

Non è una commedia, non è un musical vero e proprio. E’ un miscuglio di generi cinematografici, in cui il riferimento più diretto è il richiamo alle pellicole tanto in voga in Italia alcuni decenni fa, i così detti “musicarello”, che riempivano le sale quando la tv aveva un canale solo, e non esisteva altro, ricordate quelli di Albano, Gianni Morandi e tanti altri, fino a Nino D’Angelo?

Canta, pure, la protagonista, Laura Chiatti, la “lei” di questa storia, ambientata a Francavilla Fontana e nel Salento, mentre “lui” è Michele Riondino, per la regia di Marco Danieli e la consuenza di Mogol, che è vivo, e canta insieme a noi.

Dentro, ci sono tanti motivi di quegli anni: la vita di provincia che si consuma senza fretta, il paese, la città, da cui volevi andare via, e in cui poi, una volta andato via, volevi ritornare, le speranze, le attese, le illusioni, il “privato” era “pubblico”, e il “personale” era “politico”.

Dovevamo cambiare il mondo, il mondo ha cambiato noi.

Ma…

Come può uno scoglio arginare il mare?

 

Category: Cronaca, Cultura, Eventi

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