IL LECCE / LA PARTITA / SCONFITTA AMARA

| 2 Marzo 2019 | 0 Comments

(Rdl)______Le prime macchie di scuro della sera scendono sul ‘Renzo Barbera’ sorvolato da qualche nube e baciato a lungo dal sole, in una temperatura fresca, condizioni ideali per giocare a calcio. A calcio giocano Palermo e Lecce (nella foto), gemellate dalla Storia, dalla cultura, dal dialetto, oltre che dal tifo calcistico, e nelle ambizioni di questa campionato di serie B, che si avvia verso la volata finale, che sarà lunghissima quanto appassionante.

In più di settemila, pochini, almeno per una partita del genere, e in una piazza del genere, sugli spalti, fra cui ci sono più di cinquecento tifosi leccesi.

Modulo speculare per le due formazioni, scelte nell’occasione dai rispettivi allenatori: in particolare, in avanti, trio di centrocampo con Haye, Mayer, Tachtsidis; Mancosu capitano, alle spalle di Falco e La Mantia, era “la formazione che ho in mente” su cui rimuginava Fabio Liverani.

 

Sono passati appena quattro minuti quando la partita si sblocca subito, e i Rosanero vanno in vantaggio: Trajkovski, la mette dentro, a fil di palo, su un passaggio in orizzontale dentro l’area, al culmine di un’azione insistita, ma sostanzialmente tranquilla, di possesso palla, tipica della squadra, su cui nella circostanza però la difesa Giallorossa si lascia sorprendere in maniera inspiegabile, sia prima, nella costruzione, sia dopo, nella conclusione vincente.

Cerca di reagire il Lecce, in avanti con determinazione, ma senza creare pericoli concreti, anzi, due tiri pericolosi, uno fuori, uno parato, sono del Palermo; poi prendono le misure della porta anche i Giallorossi, sebbene le due conclusioni più importanti finiscano, sia pur per poco, senza esito, con Falco che sfiora l’eurogol,  e La Mantia, che colpisce di testa, anche se pressato.

Iniziativa costentemente nelle mani, anzi, fra i piedi, dei giocatori leccesi, intorno alla mezz’ora di gara. Poi però, prima fischiati, poi incoraggiati dal pubblico di casa, i giocatori palermitani, a lungo in difficoltà, cercano di riorganizzarsi. Del resto, la supremazia territoriale giallorossa sfiora, più volte, ma mai realizza, una conclusione vincente, come quella di Trajkovski in apertura di tempo.

Ci provano senza successo, fra gli altri, Falco, Mancosu, La Mantia. Proprio su un tiro del centravanti allo scadere del primo tempo il portiere Brignoli si supera, riuscendo a intercettare il pallone di una violenta conclusione di quel tanto che basta per mandarlo a stamparsi sulla traversa.

Così – nel calcio contano i gol – giusto o non giusto che sia, il risultato rimane fermo sull’ 1 a 0, quando le squadre vanno negli spogliatoi per l’intervallo.

All’inizio della ripresa, il Palermo prova a scuotersi: sul cross di Salvi, stop e conclusione, a lato, di Nestorowski, per la disperazione di Trajkovski che poco più in là era meglio piazzato, comodo per la botta risolutiva.

Ancora La Mantia, ancora Brignoli, che gli leva la soddisfazione del gol, poco dopo. E poi il raddoppio del Palermo. Minuto 52: in un modo o nell’altro, il pallone arriva a Puscas, che ben piazzato, di prima intenzione, calcia di potenza là dove Vigorito non può arrivare.

Gli ospiti accusano il colpo, ora faticano a farsi ancora sotto: ciò nonostante, è di nuovo bravo Brignoli, su conclusione rasoterra a fil di palo di Falco da distanza ravvicinata.

A questo punto, per l’ultima mezz’ora di gara, Fabio Liverani toglie Mancosu e Haye e mette dentro Tabanelli e Tumminello: avrà azzeccato, questa volta, i cambi?

A questo punto, pur trovando un’occasione con Trajkovski ben ‘murato’ da Vigorito, il Palermo tiene palla, e il Lecce in pressing, mentre i minuti passano, inesorabili.

E niente, niente: i Giallorossi ci provano, in tutti i modi, soprattutto con cross spioventi in area, a riaprire la partita, ma non ci riescono, continuano a non trovare l’azione vincente.

 

Si sbracciano e sbraitano i due mister con i loro uomini: Liverani perchè non riescono ad essere incisivi, Stellone perché li vede subire senza ripartire.

Al minuto 89 entra anche Saraniti, che prende il posto di Majer, ma oramai c’è soltanto il recupero, da affontare con due gol sotto, cinque minuti.

Al terzo degli ultimi cinque minuti di recupero finale, il Lecce trova finalmente il gol, con Tabanelli, con una conclusione spettacolare al volo su passaggio da punizione di Falco.

Ma oramai è troppo tardi, per raddrizzarla, questa partita, ben giocata, ma persa in maniera inesorabile, dal Lecce, con l’amaro in bocca, dopo aver subito il gol in apertura che risulterà per tanti versi determinante.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Category: Sport

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