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LECCECRONACHE / GLI ULTIMI 92 MINUTI

| 28 marzo 2019 | 0 Comments

di Raffaele Polo______Sono andato a vedere il film ‘Momenti di trascurabile felicità’, soprattutto perchè tratto dagli scritti di Francesco Piccolo, che non è il responsabile de ‘La Busacca’, ma uno scrittore che va per la maggiore e che riesce ad affascinare perchè registra fatti, luoghi e piccole cose che ci sono attorno, ogni giorno, e per i quali non prestiamo alcuna attenzione. Poi, però, leggendo, ci viene da sorridere e ci chiediamo: Come mai non ci ho pensato io?

E poi c’erano due attori particolarmente congeniali ad interpretare queste trame, ovvero il bravo Pif e la realistica Thony che non finisce di stupire per le sue interpretazioni così vere che ci pare di averla sempre conosciuta, una donna così…

Sia ben chiaro, non tradiamo la nostra predilezione per Margherita Buy, ma ci sembra che, oltre alla Cortellesi, adesso ci sia questa Thony che merita attenzione e consensi…

Allora, dicevamo: il film ci è piaciuto soprattutto perchè sottopone a tutti gli spettatori un quesito di non poco conto: se aveste a disposizione solo un’ora e trentadue minuti prima di morire, come occupereste questo (brevissimo) tempo?

Solleticante e filosofico, l’impegno alla risposta ci chiede, nientemeno, che conoscere noi stessi e il mondo che ci circonda, in modo da poter scegliere il meglio. Ora, se abbiamo già difficoltà a scegliere che tipo di pizza vogliamo e balbettiamo mentre la signorina delle ordinazioni ci guarda con supponenza e sembra di leggerle nel volto la frase: Eccone un altro che non si sa decidere…, figuriamoci se sappiamo come trascorrere quella ora e mezzo che uno strano destino ci concede, in articulo mortis…

Eppure, seguendo anche l’evolversi del bel film di Luchetti, scopriamo che sono, poi, solo quei rari ‘momenti di felicità’ che stupidamente trascuriamo, a farci piacere e a condurci ad una positiva considerazione della nostra altrimenti grigia esistenza… Vabbene, acquisita questa conferma, cosa dovremmo fare, allora, in questo breve lasso di tempo?

Facciamo così, ognuno di noi ci pensi e poi confrontiamo le risposte. Anzi, guardate, io ve lo dico subito come chiederei di trascorrere la mia ultima oretta.

Vorrei tornare al mio odiato posto di lavoro, in quella stanzaccia che dà sullo splendido campanile del Duomo di Lecce. E, mentre con un occhio sorveglio che non arrivi, all’improvviso, la Direttrice a chiedermi ‘E lei, cosa sta facendo?’ mettermi a scrivere una ‘Leccecronaca’. Mentre, dalla stanza affiaco arrivano le note dei brani preferiti dal collega Gianni, ovvero ‘La zoccola’ di Mino De Santis… E la mia collega difronte, con spiccata cadenza veneta mi dice qualcosa che io non sento, ma lei non se la prende, me lo ripeterà più tardi… E penso che mancano pochi giorni alla pensione, all’addio definitivo per quel mondo odiato e vessatorio che non vedo l’ora di dimenticare.

Si, proprio senza accorgermene, sto vivendo dei ‘momenti di felicità’, camuffati da attimi di insopportabile tedio….

Così è la vita, allora.

Che finiamo per rimpiangere ciò che non abbiamo saputo apprezzare, sul momento.

Vorremmo gridare, far conoscere a tutti questà grande Verità, ma…

Il tempo è finito, il film è ai titoli di coda, mi guardo attorno e non c’è nessuno, attorno a me, con cui condividere il messaggio sublime ricevuto.

 

Category: Cultura

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