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IL LECCE / LA PARTITA / SEMPRE PIU’ IN ALTO

| 31 marzo 2019 | 0 Comments

(Rdl)______Record stagionale di presenti, sugli spalti del Via del Mare sono quasi tredicimila, cento ottanta gli ospiti, fatti entrare nel loro settore in ritardo, fra un gran dispiego di poliziotti, dopo incidenti prima del loro arrivo con alcuni tifosi Giallorossi, lungo la statale di Brindisi, rimasta pure chiusa, all’altezza di Squinzano, per oltre un’ ora; e c’è un ferito grave ricoverato in ospedale, per questa specie di ‘vendetta’ per un analogo episodio subito prima della partita dell’ andata dai Leccesi (sull’accaduto, abbiamo riferito a parte nell’articolo di pochi minuti fa).

Grande attesa per questo posticipo che chiude la trentesima giornata, undicesima di ritorno, momento decisivo del campionato. Il Lecce per scalare le vette supreme, il Pescara per raggiungerlo in testa alla zona paly off, dietro le due capoliste Brescia e Palermo. E non c’è da aggiungere altro, per sottolineare l’importanza di questa partita.

Vigorito; Venuti, Lucioni, Meccariello, Calderoni; Petriccione, Tachtsidis, Tabanelli; Mancosu; Falco, La Mantia sono gli uomini scelti da Fabio Liverani  per il consueto 4-3-1-2; Fiorillo; Balzano, Campagnaro, Scognamiglio, Del Grosso; Bruno; Memushaj, Brugman, Crecco; Marras, Mancuso, quelli scelti da Bepi Pillon per il consueto 4-1-3-2.

Parte a razzo il Lecce, indemoniato, che nei primi minuti conquista due calci d’angolo e reclama per un fallo di mani in area non rilevato, o non valutato da rigore dall’arbitro.

Poi una percossione pericolosa di Calderoni, poi ancora un colpo di testa di Mancosu ben parato da Fiorillo, e insomma, pressione costante dei Giallorossi che fanno la partita con intensità e determinazione. E se il calcio ha una logica, il gol arriva puntuale.

Minuto 13, come i gol al momento di La Mantia, che la mette dentro di testa, ben piazzato, su azione – schema da calcio d’angolo.

A questo punto il Pescara reagisce e cambia atteggiamento, riversandosi in avanti, e la partita promette di farsi davvero bella. Oltre che ancora più accesa: primo ammonito Meccariello, per un brutto fallo sull’intraprendente ex  Memushaj, e c’è da dire che un minuto dopo ne fa un altro al limite di un altro giallo, per sua fortuna non valutato tale dal direttore di gara.

Insomma, si combatte, anche perché il Lecce non pare voler subire la reazione degli avversari, che si concretizza in una punizione dal limite finita di poco fuori. Comunque da dimenticare il tiro di Calderoni al 34′ su un bell’inserimento in avanti.

Ancora Brugman pericoloso, invece, sull’altro fronte, su azione, dopo la punizione di poco prima.

E una fase di batti e ribatti, con le due squadre contratte e tese, che cercano di imporsi l’una sull’altra senza riuscirci. Un ammnito anche fra gli ospiti, Pinto.

Poi, il raddopio, il raddoppio del Lecce…Sontuoso raddoppio del Lecce, a questo punto della gara fondamentale. Minuto 37, pallone vagante fuori dall’area su respinta corta della difesa di un cross di Falco, arriva Mancosu, che indovina un altro gran tiro dei suoi con il pallone che inesorabile va a gonfiare la rete.

Mancuso invece di testa non centra la porta due minuti dopo su cross delizioso di Memushaj. Pescara a testa bassa in avanti, furioso. Calci d’angolo, mischie furibonde, una bella parata di Vigorito, fino al duplice fischio che manda le squadre al riposo. Ma anche Fiorillo nel frattempo aveva avuto il suo da fare su una conclusione di Falco su azione personale, e questo per ribadire che i padroni di casa non si limitano a difendersi dalla reazione degli ospiti colpiti due volte, e pure per sottolinare la forza e l’intensità della partita.

 

Non cambia l’andamento della gara nel secondo tempo. Comincia subito la prima sostituzione, un attaccante nuovo per gli ospiti, Bellini, il cronometro comincia a correre verso la fine fra un attacco a testa bassa degli ospiti, e una ripartenza dei padroni di casa, anche se non si registrano più grosse, vere occasioni, né da una parte, né dall’altra.

Ammonito Brugman al 58′, ma la partita, pur tesa, non è cattiva.

I minuti passano, non cambia niente nella sostanza dei fatti, il Pescara non trova la conclusione vincente, pur premendo, almeno nelle intenzioni, fa solo possesso palla; l’occasione migliore di questa fase ce l’ha il Lecce, con una conclusione di Falco di poco fuori.

E si arriva così alla mezz’ora della ripresa, un quarto alla fine.

Sale la tensione, ne fa le spese Marras, che commette un brutto fallo di reazione, scomposto, e quindi, quando mancano dieci minuti alla fine, va in anticipo negli spogliatoi, per rosso diretto.

Sostituzioni una dopo l’altra, a questo punto, benché a questo punto la parita appaia abbondantemente decisa; entra fra gli altri Palombi, che alla prima occasione, dopo una cavalcata attraverso la prateria che si era aperta davanti a lui, spreca solo davanti al portiere., che si salva in angolo.

Il risultato non cambia, neppure nei quattro minuti di recupero finali. Ora il Lecce è secondo da solo in classifica, sempre più in alto, la promozione diretta è là, la sta toccando, non più sognando.

 

 

 

 

Category: Sport

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