ALLARME ONU, BIODIVERSITA’ A RISCHIO ESTINZIONE

| 7 maggio 2019 | 0 Comments

 

 

 

 

 

 

di Maria Antonietta Vacca______E’ solo l’inizio, quello che stiamo vivendo, ma in tempi relativamente brevi un milione di animali e vegetali scompariranno dalla Terra e dagli oceani. Per colpa dell’uomo, responsabile di un’offensiva nel confronti della biodiversità che gli scienziati definiscono “senza precedenti”. Sparirebbero l’equivalente di 1/8 di tutte le specie che popolano il pianeta.

A lanciare l’allerta è l’organismo Onu sulla biodiversità, che la scorsa settimana si è riunito a Parigi. Presenti i rappresentanti di centotrenta Paesi.

E’ un dato choc quello annunciato dalla Piattaforma intergovernativa scientifico-politica sulla biodiversità e gli ecosistemi (Ipbes) che dalla capitale francese ha chiesto formalmente ai leader mondiali di passare all’azione quanto prima, perché non tutto è perduto. Secondo gli esperti l’unica speranza per evitare il peggio è quella di porre fine allo sfruttamento intensivo degli ecosistemi per le attività umane.

“La salute degli ecosistemi da cui dipendiamo, come tutte le altre specie, peggiora in modo piu’ rapido che mai”, sintetizza il presidente dell’Ipbes, Robert Watson, spiegando che il pianeta sta erodendo “le fondamenta stessa delle sue economie, dei mezzi di sussistenza, la sicurezza alimentare, la salute e la qualità di vita nel mondo intero”. “Non è troppo tardi per agire, ma solo se si comincia a farlo adesso a tutti i livelli, locale e mondiale” ha aggiunto, rivolgendosi ai governi e ai cittadini di tutto il pianeta.

Le grida d’allarme sono ormai, dunque, delle vere e proprie dichiarazioni di sofferenza, richieste d’aiuto, ultime disperate opportunità di recupero del nostro pianeta.

Il restauro deve iniziare appena possibile, deve avere un obiettivo strutturale, ovvero la biodiversità e uno funzionale, cioè i servizi ecosistemici. Ma, soprattutto, i fruitori della Natura, i destinatari o utilizzatori dell’ecosistema Terra, dovrebbero prendere in considerazione nuove idee e nuovi approcci, che possono contribuire a superare le limitazioni scientifiche e quelle finanziarie, prima ancora che lo facciano i governi e gli enti internazionali.
In buona sostanza non basta documentarsi, non basta condividere le idee più o meno stravaganti o di tendenza dell’ecologia della domenica di turno.
È necessario radicalizzare nella propria quotidianità le buone pratiche, quelle che attuate e diffuse, poi, diventano di contagio.

 

Category: Cronaca, Politica

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