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“La confessione”, DI E CON ALFREDO TRAVERSA, AL TEATRO SOTTERRANEO DI SPONGANO DOMENICA 19

| 13 maggio 2019 | 0 Comments

(g.p.)______

“Non è il solito prete gay che compare in tv….E’ un sacerdote che fa il sacerdote e che si è scoperto omosessuale…Vive a Roma è meridionale, prima era impiegato in Vaticano…Una storia vera raccolta dal giornalista Marco Politi”…

Così l’attore e regista Alfredo Traversa (nelle foto di scena)  aveva raccontato a leccecronaca.it, al debutto prima all’estero, a dicembre all’Università di Pristina, in Kosovo, poi in Italia, a Crispiano, a febbraio, la sua ultima “impresa” teatrale, “La Confessione. Un prete gay racconta la sua storia”.

Ora, questo primo spettacolo teatrale italiano che racconta la condizione di un sacerdote omosessuale, tratto dall’omonimo libro di Marco Politi, ritorna in scena domenica 19 maggio, alle 21.00, al Teatro Sotterraneo, in piazza Bacile, a Spongano (info line: 329 7155894).

L’opera nasce da un incontro con un prete che ha raccontato il suo mondo ed il suo vissuto, dall’entrata in seminario, alla sospensione e alla celebrazione eucaristica.

“Un calvario attraverso le scomuniche della gerarchia ecclesiastica e la comprensione della condizione dell’uomo e dei suoi desideri carnali – commenta Alfredo Traversa – “Una testimonianza drammatica e sincera di un prete cattolico che scopre di essere omosessuale, raccontata sul palco senza segreti, mentre si mostra al pubblico come nell’atto di una confessione piena. Non c’è mediazione. Il suo corpo e la sua anima sono davanti agli spettatori”.

Lo spettacolo porta in scena il dissidio interiore di un uomo che vuole essere sacerdote e – al contempo – è conscio della propria condizione omosessuale.

“Un uomo disarmato – dice ancora Traversa – perché vorrebbe ‘tenere insieme’ tutte e due le sue parti, quasi un dramma dal sapore shakespeariano. Non è un atto di accusa alla chiesa, anzi: lo spettacolo indaga sull’uomo, nella sua interezza. Vuole essere un momento di riflessione su questo tema così delicato e raccogliere, insieme, il grido di dolore e l’appello di questo sacerdote. Credo che sia questa la funzione del teatro: portare in scena la verità, con le sue contraddizioni, e stimolare il pensiero…C’è amore, c’è odio, c’è insicurezza, c’è distruzione, c’è salvezza, c’è conforto, c’è silenzio. C’è tutto il mondo nell’anima del nostro sconosciuto e se ci fosse una via d’uscita non ci sarebbe la vita, non ci sarebbe il teatro”.

 

Molto efficace nel far comprendere cosa sia in realtà l’omosessualità, presentata con pacatezza,con realismo,ma allo stesso tempo con uguale evidenza di fede ed anche di amore alla Chiesa”, ne ha detto  il vescovo di Ivrea Mons. Luigi Bettazzi.

E così lo ha commentato lo scrittore Vincenzo Cerami: “E’ il viaggio dentro un’anima alta, messa a dura prova da un destino difficile. Chi parla è una persona speciale, vera e vivente, che magari abbiamo mille volte incontrato e salutato di sfuggita. Ogni uomo è un abisso, e il protagonista di questa confessione, in quel buio, cerca disperatamente un filo di luce. La voce è di una persona disarmante e sincera fin quasi alla spudoratezza, ma ferma nel suo desiderio di assoluzione e di vita”.

Category: Cultura, Eventi

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