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LA PIAGA INCANCRENITA DELLE LUNGHE LISTE DI ATTESA ALL’ASL DI LECCE. UNA LETTERA A leccecronaca.it E UNA NOSTRA RISPOSTA. ASPETTANDO CHE IL NOSTRO CARO LEADER PRESIDENTE ASSESSORE MICHELE EMILIANO FACCIA QUALCOSA DI BUONO PER I CITTADINI FIN TROPPO PAZIENTI

| 7 giugno 2019 | 1 Comment

Riceviamo e volentieri pubblichiamo. L’ avvocato Marco Ruggio ci scrive______

Egr. direttore,

faccio uso della Sua cortesia per segnalare – ancora una volta – il ben noto disagio cui vanno incontro i pazienti della ASL Lecce a causa delle lunghe liste d’attesa e, umilmente, suggerire una possibile soluzione. Almeno per il caso di specie.

La paziente, in cura presso l’oncoematologico di Lecce, deve effettuare densitometria ossea con priorità “B”, ovvero entro 10 giorni dalla emissione della ricetta bianca. Contattato il Centralino Unico Prenotazione della Asl, non risultano da subito disponibilità all’effettuazione dell’esame con la priorità assegnata. Suggerimento degli operatori telefonici: chiami ogni giorno nella prima mattinata casomai dovessero liberarsi date utili! Dopo il terzo giorno consecutivo di chiamate infruttuose, l’operatore telefonico suggerisce di recarsi di persona presso lo sportello CUP all’ingresso del “Vito Fazzi” affinché la ricetta venga messa in “Agenda Tutor” per ottenere la priorità richiesta. Allo sportello CUP del “Fazzi”, l’operatore chiarisce che queste prestazioni non fruiscono di ”Agenda Tutor”, che non vi sono date disponibili secondo la priorità richiesta (10 giorni) e che, a sto punto, è meglio prenotare la prima data utile: metà luglio. E pazienza se si perde la priorità!

Avrà compreso, caro Direttore, l’evidente disagio in cui viene a trovarsi il paziente, peraltro affetto da patologie di particolare incidenza, costretto a doversi barcamenare fra CUP telefonico e Sportello Ospedaliero nella speranza che la priorità richiesta dal medico specialista (dello stesso Presidio Ospedaliero!) possa trovare date utili. Se a ciò aggiungiamo che la maggior parte dei pazienti sono anziani ultrasessantenni, non è difficile immaginare la sofferenza morale che tale situazione di “limbo” può comportare. Specialmente quando non si hanno figli o congiunti che possano assolvere a tali incombenze al loro posto.

Mi permetto, allora, Suo cortese tramite, di offrire un piccolo suggerimento: sarebbe troppo chiedere che il software utilizzato dalla Asl Lecce per la gestione del sistema di prenotazione delle prestazioni ospedaliere possa prevedere una sorta di “automatica lista d’attesa” in cui, una volta registrata la ricetta del paziente, quest’ultimo possa essere richiamato dall’operatore del CUP non appena si rendano libere date utili secondo la priorità prescritta? Non è questa una soluzione assai più ragionevole e funzionale rispetto a quella di demandare al paziente l’onere di riprovare ogni giorno a verificare tale disponibilità?  Peraltro sarebbe una soluzione a costo zero.

Ringrazio e saluto cordialmente, avv. Marco Ruggio______

Gentile avvocato,

ecco fatto. Sperando che serva a qualcosa, provvedo subito anche a inoltrarla al collega addetto stampa dell’ Asl di Lecce.

Mi sia consentito comunque aggiungere qualcosa alla Sua lettera.

Per quanto mi riguarda professionalmente, da giornalista, su leccecronaca.it abbiamo più volte segnalato – per dovere – la questione degli inaccettabili ritardi e degli indegni disagi cui vengono sottoposti i pazienti, fin troppo pazienti.

Oltre che dei costi: sono ormai milioni gli Italiani che non si curano nemmeno più, di fronte a tali drammatiche evidenze.

Credo, in sintesi estrema, per quanto brutale, che i guai della sanità italiana siano iniziati  da quando è stata “aziendalizzata”, in una sorta di sistema neocapitalistico cinese, in cui comunque rimane il controllo della politica; e da quando l’invadenza degli interessi privati, della sanità così detta privata, hanno preso il sopravvento, favoriti, anziché governati dalla politica.

Questo, sia ben chiaro, al di là delle Sue, delle mie, e di tutti quanti, scelte politiche, quando andiamo a votare.

Qui in Puglia, poi, c’è tutta una storia triste, in tal senso, decennale.

Qui in Puglia, poi, abbiamo un incedibile presidente di Regione, part time, che fa anche l’assessore alla sanità, a tempo perso, oltre che il leader nazionale e locale del Pd a tempo pieno. Perché?

Gliel’ho chiesto, con educazione, insieme ad altre due vicende. Lui, non si è degnato mai di rispondere, il che rientra nei suoi diritti, sia ben chiaro, ci mancherebbe altro, e a me il giornalismo alle Iene non è mai piaciuto. Poteva finire là. Quello che mi dispiace, è che prese per il culo i lettori di lecceecronaca.it: mi fece telefonare dalla Sua ma proprio Sua addetto stampa, per far annunciare ai nostri lettori che avrebbe risposto subito personalmente, e io gli credetti, pubblicai la dichiarazione: ma poi lui non lo fece.

Le tre domande stanno ancora là sulla nostra home page. Ma intanto ognuno qualche risposta magari se la può dare da solo.

Grazie per la lettera, grazie dell’attenzione e perdoni questo chiamiamolo così sfogo che il Suo intervento mi ha suscitato: e quello che mi viene da dire ogni volta, lo devo sempre dire, anche se ci sto male, e mi viene il nervoso, sperando di non dover telefonare poi al Cup per prenotarmi una visita…

Cordialmente

Giuseppe Puppo______

LA RICERCA nel nostro articolo del 10 novembre 2016

UNA SECONDA DOMANDA PER MICHELE EMILIANO: “Presidente, ma come e perchè lei fa pure l’ assessore alla sanità?”. CI FACCIA CAPIRE, PER FAVORE

 

 

 

Category: Cronaca, Politica, Riceviamo e volentieri pubblichiamo

Comments (1)

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  1. Asl Lecce - tramite mail ha detto:

    Buongiorno, ho inviato sulla mail (e sotto anche il link) la nota stampa con il provvedimento commissariale che chiarisce e precisa come funzionano i COrO per i pazienti oncologici, sperando d’aver dato una risposta utile anche riguardo alla vostra cortese segnalazione
    Massimo D’Onofrio
    addetto stampa ASL Lecce

    https://www.sanita.puglia.it/web/asl-lecce/news-in-archivio_det/-/journal_content/56/25176/il-coro-prende-in-carico-tutti-i-pazienti-oncologici-compresi-quelli-in-cura-per-patologie-ematologiche

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