NOVE ANNI DOPO LA PRIMA EDIZIONE ORAMAI ESAURITA, E’ STATO APPENA OPPORTUNAMENTE RIPUBBLICATO “Sarakostì”, ROMANZO STORICO DI SALVATORE TOMMASI SCRITTO DIRETTAMENTE IN GRIKO

| 8 giugno 2019 | 0 Comments

di Raffaele Polo______

Conosciamo da tempo Salvatore Tommasi  (nella foto) e il suo eterno amore per la cultura grika. Un amore sviscerato e produttivo che lo ha coinvolto a tempo pieno e gli fa creare e stampare testi di ogni tipo, tutti correlati con il griko e le tradizioni di questa isola linguistica che teme, sempre più concretamente, un veloce e definitivo spostamento nell’area dei ricordi, senza nessun aggancio al mondo reale…

Tommasi, assieme a pochissimi altri, combatte la dura battaglia che vede non solo una insistente opera di persuasione diretta soprattutto a chi gestisce la cosa pubblica, ma che tende ad ampliare e corroborare lo spirito di conoscenza e condivisione che, sino ad ora, è stato veramente poco e limitato.

Allora, non solo biografie di autori del griko dei tempi passati, non solo vocabolari e sillabari per introdurre l’antico linguaggio nelle scuole e nell’infanzia. Ma, come in questo caso, la riedizione di un suo fortunato romanzo che viene riproposto da Argo, nella collana ‘A Sud del Novecento’, dopo la sua comparsa con Editrice La Riflessione nel 2010.

L’ottima veste editoriale della editrice Argo e il suo spessore garantiscono a ‘Sarakostì’ (euro 15,00) una sicura diffusione che il testo merita, per i notevoli aspetti positivi che si riscontrano nella prosa asciutta e concreta di Salvatore Tommasi.

Ambientato nel Salento del secolo scorso, la trama ci offre un vero e proprio viaggio che il protagonista Angelo, appena quattordicenne, compie nella vita e nella memoria, avviato al mestiere di carbonaio in una avventurosa permanenza nella macchia, per fare la ‘quaresima’ (da cui il titolo, in griko), ovvero il periodo di circa un mese necessario per disboscare e costruire carbonaie.

L’esperienza che il ragazzo vive si traduce in una vera e propria iniziazione alla vita adulta. Egli impara non solo le tecniche e i segreti di un mestiere faticoso e ormai scomparso, ma anche a sopravvivere immerso in una natura ostile, a sopportare i disagi della lontananza e a capire gli uomini. I suoi compagni di lavoro hanno ognuno un carattere diverso, una storia, delle debolezze. Angelo impara a conoscerli e ad interagire con loro. Una sorprendente scoperta sconvolge tuttavia la faticosa e monotona quotidianità di quella vita, una scoperta che lo introdurrà in un mondo e in una storia più grandi di lui….

Da sottolineare, peraltro, che il testo di oltre 300 pagine è di facile lettura, per nulla stucchevole e molto ben calibrato, amalgamando sentimenti, pensieri, vicende e spunti di vera e propria matrice avventurosa con tatto e fine costruzione, confermando la predisposizione alla narrazione di Tommasi, perfettamente a suo agio con il progredire di una vicenda che, altrimenti, avrebbe potuto perdere quel carattere di ‘universalità’ che troppo spesso caratterizza gli scritti ambientati dalle nostre parti. E il tocco di ulteriore, piacevole capacità affabulativa viene imposto con qualche frase in lingua grika che, sapientemente, non ha la traduzione a più di pagina o il tradizionale richiamo alla fine del capitolo.

E questa scelta la dice lunga sull’idea di Salvatore Tommasi: ‘naturalizzare’, in un certo senso, un linguaggio che rischia di estinguersi. Trattandolo alla stregua delle altre lingue (l’inglese, soprattutto) che vengono usati e abusati senza bisogno delle traduzioni e delle noticine in calce. Un sentimento orgoglioso e condivisibile, che porta una ventata di emozione e speranza proprio quando si era sul punto di lasciar perdere tutto e verificare che il griko è solo presente, per i più, nelle sagre popolari, quando si intona ‘Kali Nitta’ a tempo di saltarello…

Non è così, ci ammonisce Tommasi: e ci sottopone questo ‘Sarakostì’ da leggere e meditare, un prezioso romanzo-epopea dei carbonai calimeresi…

Category: Cultura, Libri

Lascia un commento