“Giacciono sotto cumuli di polvere indagini importanti, che andrebbero a colpire il potere”. IL COMITATO NO TAP PORTA LA PROTESTA CONTRO IL GASDOTTO DIRETTAMENTE DAVANTI IL PALAZZO DI GIUSTIZIA A LECCE LUNEDI’ 5

| 1 agosto 2019 | 0 Comments

(Rdl)______ Melendugno, 1 agosto 2019. 14.30. “Lunedì 5 agosto, a partire dalle 9.00, saremo a manifestare alle porte del tribunale di Lecce, in viale De Pietro, per chiedere ancora una volta giustizia ed equità sociale. Per chiederlo direttamente a chi dovrebbe essere garante di tutto ciò. Per urlare a tutti che LEGGE e GIUSTIZIA devono riprendere a correre su due binari paralleli. Affinché ognuno sia pronto a prendersi le proprie responsabilità!”.

Lo ha annunciato questa mattina in una nota diffusa via social il Comitato No Tap, con precise motivazioni, di seguito specificate (nella foto, il flash mob del 1 febbraio 2018):

Negli ultimi mesi, oltre 30 chiusure di indagini hanno visto indagati centinaia di cittadini NoTap che protestano contro un’opera dannosa, inutile e imposta, con denunce il più delle volte paradossali, al limite del tragicomico, che vanno dallo sventolìo di bandiere al disturbo della quiete pubblica per aver utilizzato un fischietto. Chiusure di indagini per le quali gli uffici dei procuratori hanno svolto un lavoro alacre, perentorio.

Contemporaneamente, giacciono sotto cumuli di polvere indagini ben più importanti, che andrebbero a colpire il potere, rischiando di minare la costruita ingiustizia crescente.

Ci riferiamo alle denunce dello scorso 9 dicembre 2017, quando 52 persone subirono i soprusi di chi, indossando una divisa, ha quel giorno dimenticato cosa fosse uno stato di diritto: a distanza di oltre un anno e mezzo, le denunce sono ancora a carico di ignoti e non c’è stata ancora alcuna conclusione di indagine.

Ci riferiamo alle decine di denunce depositate da attivisti e semplici cittadini, contro gli abusi che Tap compie sul territorio e sulla popolazione, denunce che giacciono senza alcuna considerazione. Ci riferiamo alle indagini in corso per disastro ambientale, impantanate in una imbarazzante indifferenza, nelle quali 16 soggetti sono imputati e nonostante ciò continuano a devastare il territorio.

Ci riferiamo ad un incidente probatorio per la sottoposizione a direttiva Seveso del PRT di Tap, chiuso nel febbraio scorso e che ad oggi risulta ancora senza valutazione”.

 

Infine, gli organizzatori tengono a precisare che: “Noi non chiediamo alcun favore, alcun occhio di riguardo: noi siamo consapevoli della nostra lotta e siamo pronti a rivendicare in ogni sede il nostro pensiero e le nostre azioni, convinti come sempre di essere nel giusto.

Chiediamo invece che lo stesso metro di giudizio e la stessa celerità nelle indagini venga rivolta nei confronti di tutti, perché è così che si crea equità sociale. Non è pensabile, in uno Stato democratico, che il singolo venga vessato da ogni sopruso, mentre il potente venga tutelato, visto con quell’occhio di riguardo che non contempla giustizia!”.

Category: Cronaca, Politica

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