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COLDIRETTI PUGLIA CHIAMA LA ‘CAMPAGNA DI AGOSTO’ DEGLI ABBATTIMENTI SCRITERIATI DEI NOSTRI FRATELLI ULIVI. AL VIA ALTRE VENTISETTE ERADICAZIONI. POI IL PRESIDENTE SAVINO MURAGLIA CONTINUA AD INSULTARE – “negazionisti” – CHI, OPPONENDOSI ALLE SPECULAZIONI IN ATTO, HA SMASCHERATO LA FRODE XYLELLA

| 16 agosto 2019 | 1 Comment

(Rdl)_______Bari, 16 agosto 2019. 15.00. “Abbattimenti chirurgici e tempestivi, perché intervenire senza tentennamenti su una pianta malata salva migliaia di ulivi”. E’ la richiesta iniziale di un lungo comunicato, diffuso questo pomeriggio da Coldiretti Puglia, che qui di seguito riproduciamo integralmente, così come riportato dall’associazione stessa_______

XYLELLA: COLDIRETTI PUGLIA, 27 ABBATTIMENTI A FRANCAVILLA PER ESTINGUERE FOCOLAI; AL VIA PIANO SALVA ULIVI ARIF

Al via il ‘Piano salva – ulivi’ di Arif con i 27 abbattimenti a Francavilla Fontana per contenere l’avanzata della malattia nelle province di Brindisi e Taranto e salvare il patrimonio olivicolo della Puglia. A darne notizia è Coldiretti Puglia che rimarca l’importanza di “abbattimenti chirurgici e tempestivi, perché intervenire senza tentennamenti su una pianta malata salva migliaia di ulivi. Il Commissario di Arif, Oronzo Milillo, come aveva annunciato alla Giunta dei presidente di Coldiretti Puglia circa un mese fa, ha incrementato le squadre a disposizione passate da 1 a 26 per dare seguito alle misure fitosanitarie imposte dall’UE e non incorrere in procedure di infrazione e ha dato mandato di monitorare le zone buffer dove negli anni è stata conclamata la malattia su ulivi espiantati solo oggi, con 2 anni di ritardo”, ricorda il presidente di Coldiretti Puglia, Savino Muraglia.

“I 3 mesi di anticipo sull’avvio dell’attività di monitoraggio è un altro dato positivo, anche in considerazione dei risultati delle analisi molecolari, effettuate sugli individui adulti catturati che hanno evidenziato un andamento sostanzialmente costante degli individui positivi a Xylella fastidiosa (infettivi) nella zona infetta, passando dal 32% nella prima decade di luglio, al 36% in questo ciclo di monitoraggio, mentre nella zona di contenimento, nessun individuo è risultato positivo”, aggiunge il presidente Muraglia.
“Emblematico quanto accaduto a Martina Franca, dove nel 2016 è stato ritrovato un unico ulivo infetto e l’averlo espiantato tempestivamente ha bloccato l’avanzata della malattia, tanto che in quel comune non sono più stati accertati casi di ulivi positivi alla Xylella. Ne è stato abbattuto 1 per salvare tutti gli altri”, insiste Muraglia.
Avvio dell’attività di monitoraggio 2019/2020 già dal 5 agosto, con 3 mesi di anticipo rispetto all’annualità 2018/2019 partita a novembre 2018, 90 squadre di agenti fitosanitari ingaggiati per il monitoraggio 2018/2019, albo aperto che consente l’operatività di 26 ditte per l’abbattimento degli ulivi infetti e non più solo ad una, buste sigillate a doppio codice per blindare l’attività di campionamento e salvaguardare l’operato di agenti ARIF e dei laboratori di analisi, data base unico per gli abbattimenti.

Sono solo alcuni dei punti cardine del piano ‘salva ulivi’ di Puglia che prevede più stringenti misure di contenimento anti Xylella, illustrate alla Giunta dei presidenti di Coldiretti Puglia dal commissario Milillo, in un incontro operativo, nel corso del quale ‘sono stati individuate sinergie con il Commissario Milillo per coadiuvare l’attività di ARIF, che stanno trovando piena rispondenza nei fatti.

La Xylella nella zona di contenimento ha continuato ad infettare ulivi, tutti prossimi alle piante positive ritrovate con il monitoraggio 2017/18 ad Ostuni – aggiunge Coldiretti Puglia – ovvero quando il focolaio ricadeva in zona cuscinetto e quindi le norme comunitarie imponevano l’abbattimento delle piante ospiti ricadenti nel raggio dei 100 metri. “Evidentemente se fosse stata applicata per tempo e alla lettera la normativa comunitaria – aggiunge il presidente Muraglia – il focolaio sarebbe stato estinto, piuttosto che risultare ad oggi ancora attivo, con piante malate che costituiscono fonte di inoculo e diffusione ulteriore della Xylella”.

“Abbiamo già pagato noi agricoltori, e non i negazionisti che continuano a trovare spazio e credito in un contesto di confusione opportunistica, lo scempio che si è già perpetrato negli anni passati per esempio ad Oria e Francavilla, dove per non abbattere 47 ulivi malati, con espianti bloccati dai ricorsi al TAR, hanno fatto morire 3100 alberi – continua Muraglia – per colpa del batterio killer e consentito al vettore di continuare ad infettare migliaia di esemplari anche monumentali. La Xylella è certamente la peggior fitopatia che l’Italia potesse conoscere, che ‘cammina’ ad una velocità impressionante, considerato che in 5 anni il danno del patrimonio olivetato solo nel Salento ha superato 1,2 miliardi di euro”, conclude il presidente Muraglia._______

LA RICERCA nel nostro ultimo articolo dedicato alla questione dell’ 8 agosto scorso

XYLELLA, L’EPIDEMIA INVENTATA

 

Category: Cronaca, Politica

Comments (1)

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  1. redazione ha detto:

    UNA PICCOLA RICERCA SULLA DELTAMETRINA, LA SOSTANZA IMPIEGATA SUGLI ULIVI, COME SI EVINCE DALLA FOTO.
    FONTE: WIKIPEDIA.

    La deltametrina (C22H19Br2NO3) è un insetticida e acaricida della categoria dei piretroidi.

    Per le sue prerogative (ampio spettro d’azione, azione per contatto ed elevato potere abbattente) si presta per combattere le forme adulte, anche volanti, e gli stadi preimmaginali che non penetrano all’interno dei tessuti vegetali. Per il suo potere abbattente si presta anche ad essere impiegato come biocida per esche avvelenate e trappole per cattura massale.

    L’impatto ambientale è notevole: al pari di tutti i piretroidi, la deltametrina è scarsamente selettiva, perciò si rivela particolarmente nociva nei confronti dell’artropodofauna utile. Il suo impiego deve pertanto essere limitato e circoscritto ad ambiti in cui l’effetto sull’artropodofauna utile è di basso impatto. È nociva per gli organismi acquatici.

    La deltametrina è classificata come moderatamente tossica dall’Organizzazione Mondiale della Sanità. Nei formulati commerciali autorizzati in Italia è classificata come nocivo o non classificato, secondo la concentrazione.

    La LD50 nel ratto è superiore a 2000 mg/kg, sia per via orale sia per via dermale. Il rischio maggiore è quello legato all’ingestione, mentre, data la bassa volatilità, l’inalazione del principio attivo è difficile. Sulla pelle può provocare temporanee irritazioni. L’avvelenamento da deltametrina provoca forti dolori addominali, convulsioni, vomito e perdita di conoscenza. L’inalazione, per aerosol, provoca vertigine, cefalea, tosse.

    Negli ultimi anni le autorizzazioni ministeriali di alcuni preparati a base di deltametrina, utilizzati in prevalenza in agricoltura, sono state oggetto di revoca ai fini della riclassificazione. La deltametrina viene attualmente utilizzata anche in prodotti disinfestanti ad uso civile, in conformità con la nuova normativa sui biocidi.

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