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LA CANZONE DELL’AMORE PERDUTO. CONTE A SALVINI: INSIEME A TE NON CI STO PIU’. SALVINI A CONTE: RICOMINCIAMO. ANZI NO. RENZI: IO VORREI, NON VORREI, MA SE VUOI…QUESTO GOVERNO E’ FINITO COSI’

| 20 agosto 2019 | 0 Comments

(g.p.)_______Finisce un’esperienza politica, crolla il governo, e volano gli stracci.

“Il ministro dell’Interno ha seguito un comportamento dettato da interessi personali e di partito“, dice Giuseppe Conte, al primo affondo polemico del suo intervento, ha parlato per quasi un’ora, in apertura del dibattito in Senato sulla crisi politica, cominciato alle ore 15 e ancora in corso di svolgimento mentre scriviamo. Ma è niente, rispetto a quello che gli dirà subito dopo.

La notizia è quella data dallo stesso presidente del Consiglio: “La mozione di sfiducia presentata, tanti comportamenti della Lega di questi giorni, mi impongono di interrompere qui questa esperienza di governo.

Mi recherò alla fine di questo dibattito dal presidente della Repubblica per rassegnargli le mie dimissioni”.

Quindi non ci sarà nessuna votazione su mozioni di sfiducia e con le dimissioni del primo ministro cadrà l’intero esecutivo, che rimane però in carica, ministri compresi, per il disbrigo degli affari correnti, fino alla formazione del nuovo.

Ma la sostanza del suo intervento è stato un attacco durissimo a Matteo Salvini. Gli dà del tu e lo  sommerge di offese, lo chiama incapace irresponsabile, irrispettoso, irriguardoso, autoritario,  usurpatore, opportunista.

Ma come?, dirà più tardi Ignazio La Russa, se davvero Salvini è così, Conte ci ha messo quattordici mesi per accorgersene, e lo dice solo adesso?

 

Ma Conte, puntiglioso, tignoso, ci è andato giù duro, col suo vice: “Hai annunciato questa crisi chiedendo pieni poteri, e poi ti ho sentito evocare le piazze a tuo sostegno: beh, questa tua concezione mi preoccupa”, è una delle frasi più pacate.

E ancora: “Hai fatto le consultazioni con le parti sociali da solo.

Non ti sei presentato in Senato quando si discuteva della questione del tuo partito in Russia.

E’ sbagliato come fai tu accostare simboli religiosi a manifestazioni politiche“.

E via di questo passo.

 

Subito dopo tocca a Matteo Salvini, che, con un chiaro significato simbolico, lascia i banchi del governo per andare a parlare da quelli del suo partito.

“Rifarei tutto quello che ho fatto”, inizia così, e poi prosegue: “Chi ha paura del giudizio del popolo non è un uomo libero, ha paura di mollare la poltrona, per rimetterla nelle mani degli elettori”.

Replica e rilancia: “I toni usati e le accuse lanciate non sono accettabili da parte di un presidente del Consiglio.La responsabilità della crisi sono di chi per mesi ha bloccato o ha tentato sistematicamente di bloccare le nostre iniziative”.

E precisa: “C’era già un accordo sottotraccia con il PD. I vostri referenti sono la Merkel e Macron, il nostro unico interlocutore è il popolo sovrano”.

Cita Cicerone sulla libertà, Virgilio sull’amore, Giovanni Paolo II sulla fiducia.

E conclude in nemmeno mezz’ora: “Solo noi abbiamo un’idea di futuro.

C’è un accordo di potere e di spartizione.

Se è davvero così, ditelo. Se no, tagliamo prima i parlamentari, tagliamo le tasse, facciamo una manovra finanziaria coraggiosa, e poi andiamo a votare.

Se invece volete andare a governare con Renzi, Boschi e Lotti, almeno ditelo, e spiegatelo agli Italiani”.

 

Per terzo, e solo apparentemente è un ordine parlamentare, in realtà segna le posizioni in transito degli attori protagonisti di questa fase politica, parla Matteo Renzi.

Si richiama, per spiegare l’atteggiamento del suo partito, ad una “assunzione di responsabilità verso le istituzioni”, e accusa: “Quelli della Lega sono i responsabili del clima di odio che si è diffuso nel Paese”. Cita il Vangelo secondo Matteo, sul dare a chi ha bisogno. E conclude: “Occorre un governo che eviti l’aumento dell’ iva. Non si può andare a votare in autunno. C’è un serio pericolo di recessione. Comunque siamo felici che sia finita l’esperienza di un governo populista”.

Da questa sera il cerino ancora acceso sarà nelle mani di Sergio Mattarella.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Category: Cronaca, Politica

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