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QUESTA TERRA DA RISPETTARE

| 23 settembre 2019 | 1 Comment

di Carmen Leo_______

LE NOSTRE TRADIZIONI CULTURALI DA DIFENDERE. IN UN ISTITUTO SUPERIORE DI CASARANO I RAGAZZI IMPARANO CHE “le risorse naturali vanno preservate”. A leccecronaca.it PARLA LA PROFESSORESSA MARIA SILVANA CIRIOLO, ANIMATRICE DI UN MERITORIO QUANTO PREGEVOLE PROGETTO DIDATTICO

“Il nostro progetto è partito un anno fa dalla ricerca delle aziende e delle cooperative che operano nel Salento, per raccogliere le esperienze di chi promuove attività sostenibili. L’obiettivo era quello di indagare le connessioni tra turismo e mondo rurale”.

 

Inizia così la risposta alla nostra domanda su come sia nata questa iniziativa, nell’intervista concessa in esclusiva a leccecronaca.it della professoressa Maria Silvana Ciriolo (nella foto), 58 anni, di Poggiardo, docente di Geografia Economica e Turistica presso l’Istituto di Istruzione Superiore “A. De Viti De Marco” di Casarano.

E’ lei la coordinatrice del Progetto “Al Passo con la Terra”, realizzato a livello interdisciplinare con il contributo dei dodici docenti del consiglio della classe Prima B, ideato “per imparare a progettare le potenzialità offerte dal turismo e ridare vita in modo sistemico alla catena con l’ agricoltura e l’ ambiente”.

E come è andata?

“Grazie a questo percorso gli studenti hanno scoperto numerose realtà produttive, dove giovani imprenditori molto preparati lavorano e si impegnano per mettere a disposizione di una comunità i loro valori ed i loro ideali.

Il coinvolgimento di tutte le discipline ha favorito un apprendimento circolare, con continui rimandi tra una materia e l’altra. Sono stati introdotti gli aspetti dell’Economia e del Diritto eco-sistemici. Si è parlato di biodiversità in Scienze, di energia prodotta dagli scarti in Fisica. In Matematica, i ragazzi hanno calcolato l’impronta ecologica dei nostri consumi di plastica a scuola e così via. Tutte le discipline hanno contribuito a insegnare a stare Al Passo con la terra”.

 

 

E’ stato un lavoro molto apprezzato dal capo d’istituto, la professoressa Maria Grazia Cucugliato, che ha fortemente voluto l‘indirizzo agro-alimentare, attivato da quest’anno nella scuola che dirige.

 

Maria Silvana Ciriolo, che da anni si occupa di progetti ambientali e ha frequentato anche i corsi di Giustizia Climatica, tenuti presso l’Università del Salento dal professor Michele Carducci, è stata  molto favorevolmnte sorpresa dell’interesse di leccecronaca.it nei confronti di questo complesso progetto, e si è detta rammaricata per la scarsa attenzione prestata dai media e anche dagli operatori sociali del settore, nei confronti di iniziative come questa, che già da tempo alcune istituzioni scolastiche mettono in opera.

“Siamo stati affiancati in questo intento dall’Associazione Officine Cittadine di Bastien Fillon, che ha introdotto, in forma di attività ludica, temi quali: le principali filiere agroalimentari mondiali, il divario economico Nord/Sud del mondo, le nostre rappresentazioni/mappe mentali, che danno vita alle mappe reali attraverso le quali leggiamo e operiamo sui territori stessi” – aggiunge la professoressa Ciriolo.

 

Le interviste che i ragazzi hanno raccolto tra gli operatori delle aziende individuate mettono in luce un consapevole processo di cambiamento, che viene dal basso, e dalla tenacia di chi vuole resistere e lavorare spinto dalla passione di voler conservare, qui nel nostro Salento, le tradizioni culturali legate alla coltura della terra, alla salvaguardia della varietà dei prodotti autoctoni e alla tutela delle biodiversità.

Queste aziende creano e offrono lavoro nel rispetto dell’identità salentina, per di più manifestano l’intenzione di costruire una scuola rurale, come anche Bioedilizia e Turismo a impatto zero, o almeno ridotto al minimo, sull’ecosistema.

“Gli alunni si sono dimostrati da subito molto entusiasti e interessati alla proposta didattica ed i vari titoli del progetto sono stati ideati proprio da loro, dopo un’attività di brain storming condotta in classe. Si sono sentiti protagonisti e, probabilmente, il prossimo anno, saranno in grado di essere più specifici e articolare meglio le loro domande. Sono tante le aziende che dobbiamo ancora conoscere per ampliare la nostra personale mappa, che si trova in appendice del nostro lavoro. Intendiamo classificarle a seconda delle loro attività: quelle prettamente agricole, quelle multifunzionali, quelle più spiccatamente rivolte al turismo” – dichiara Maria Silvana Ciriolo, con grande soddisfazione.

Di notevole rilevanza ci è risultato essere, a seguito di un oculato esame della documentazione inviataci dalla stessa referente del progetto da noi intervistata, l’attenzione che i discenti hanno rivolto alla “Carta della Foresta”, emanata dal sovrano Enrico III in concomitanza con la revisione della Magna Carta nel 1217, che è il primo documento in cui si concedeva a tutte le persone libere il pieno e gratuito godimento di quanto fosse offerto, in risorse alimentari, dalla foresta.

L’antica dichiarazione riconosceva gli “estovers”, ossia l’usufrutto dei beni comuni considerati necessari alla sopravvivenza.

 

Dall’analisi, poi, della “Carta di Korouroukanfouga”, emanata nel 1236 da Soundiata Keita, imperatore del Mali, gli studenti hanno potuto apprendere come principi, quali l’inviolabilità dell’essere umano, il rispetto delle donne e delle diversità, il diritto al cibo e alla libertà di espressione, l’abolizione della schiavitù, la libertà di commercio, i rapporti tra le generazioni, che devono essere di non prevaricazione, ma di solidarietà, il modo di gestire le risorse naturali, erano già tenuti in grande considerazione a quel tempo, al quale noi ci riferiamo spesso con l’accezione più dispregiativa del medioevo, per star ad indicare una certa chiusura mentale e sociale.

Questo documento è stato dichiarato dall’UNESCO “patrimonio immateriale dell’umanità” e ha molto da insegnare a noi “moderni”.

 

Ancora, “Gayanashagowa o la Grande Legge di Pace della Confederazione degli Irochesi”, gli Indiani del Nord America, è una dichiarazione risalente al 1570, in cui le cinque tribù riunite si impegnavano nella condivisione comunitaria dei beni e si imponevano di dare ospitalità, cibo e alloggio ai visitatori senza chiedere nulla in cambio. In uno degli articoli, questi Indios hanno avuto la lungimiranza di ricordare che “le risorse naturali vanno preservate, perché fondamentali non solo per chi vive oggi, ma anche per chi vivrà domani”. È proprio questo ciò che rientra oggi nella definizione di sviluppo sostenibile.

 

Nella “Seconda Costituzione di Haiti”, scritta dai neri nel 1805, dopo una rivoluzione che li ha liberati dalla schiavitù e dal colonialismo, leggiamo un preambolo pregnante di significato etico: “Testimone della Costituzione è la Natura, di cui l’uomo fa parte. Egli è solo una specie, tra le tante specie viventi con cui condivide la vita e grazie alle quali la sua vita è possibile”.

 

Questi antichissimi trattati, di cui la maggior parte di noi ignorava finora l’esistenza, inducono ad una profonda riflessione e presa di coscienza sul doveroso utilizzo sostenibile delle risorse naturali comuni, atto ad assicurare la sopravvivenza della specie umana, animale e vegetale sul nostro martoriato pianeta.

Bellissimi e molto significativi i disegni realizzati dagli studenti a corredo di tutti questi lavori, nel percorso di Diritto denominato “La necessità ha le sue leggi”, titolo suggerito da Ilaria, un’alunna della Prima B, dell’ indirizzo Turismo.

A conclusione dell’intero lavoro, troviamo un glossario corredato di immagini, che nasce dall’esigenza di avere un promemoria dei concetti che sono stati affrontati nelle diverse attività. È questo uno strumento semplice, utile a fissare meglio le nuove idee nel “terreno” e dar loro il tempo di mettere radici.

 

“Economia ed Ecologia hanno una radice comune nel termine ÒIKOS, che nel greco antico significa casa, quindi possiamo ritenere sinonimi i due termini. La casa è il luogo di convergenza tra l’economia e l’ecologia, ma noi continuiamo erroneamente a mantenere distinta questa naturale confluenza, che invece dovremmo recuperare, come intersezione necessaria tra le leggi economiche e le leggi naturali. E noi di terra continueremo ad occuparci e di tutti coloro che, grazie alla terra, creano economia ed etica”. Così conclude la professoressa Ciriolo, che ci ha anche confessato di voler frequentare un corso, tenuto interamente in lingua inglese e patrocinato dall’ONU, per “insegnanti climatici”, che ha come obiettivo quello di formare alcuni docenti come referenti, per singola provincia di appartenenza, di progetti didattici a tema ambientale.

Questo consentirà loro di istruire a loro volta altri docenti, e di conseguenza gli studenti, sulle strategie più idonee da mettere in atto e divulgare per instillare nei cittadini, laddove non sia già presente, una coscienza ambientale di rispetto e tutela di tutti gli ecosistemi che ci circondano.

La Natura e tutto ciò che da essa viene generato deve essere RISPETTATA, proprio come tendiamo ovviamente a salvaguardare tutto ciò che è insito nella nostra casa, trattando i beni comuni con lo stesso riguardo.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Category: Cronaca, Cultura, Politica

Comments (1)

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  1. Angela ha detto:

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