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IL LECCE / LA PARTITA / MALE, MOLTO MALE

| 6 ottobre 2019 | 0 Comments

(Rdl)______Pomeriggio di clima gradevole a Bergamo, dove la Dea vuole bagnare l’inaugurazione dello stadio rifatto e ribattezzato, e dimenticare le mortificazioni subite in Champions League con le oramai abituali soddisfazioni del campionato, ma si trova ad ospitare un Lecce che a questo punto, dopo due vittorie, vuole riconfermarsi squadra corsara, e comunque, avendo bisogno di punti-salvezza, non intende certo aiutare i festeggiamenti.

Formazioni speculari, i terminali del 4-3-2-1 sono Zapata per i padroni di casa, e  per gli ospiti La Mantia, per la prima volta preferito alle altre punte, e con dietro i confermatissimi Mancosu e Falco.

Arbitra Marco Di Bello di Brindisi, a spalti gremiti, su cui ci sono anche mille tifosi giallorossi.

Il primo quarto d’ora se ne va subito con tante azioni da una parte e dall’altra, con l’Atalanta che è più pericolosa nelle occasioni, fra cui quando mette un uomo davanti al portiere, ma è bravo Gabriel a chiudere lo specchio della porta, e il Lecce che non rinuncia a essere propositivo in avanti, oltre a dover stare per forza molto attento in difesa, ma che via via perde progressivamente di convinzione.

La fisionomia della gara rimane la stessa anche nei minuti successivi che portano alla mezz’ora, Zapata pare in gran condizione. Difatti al 35′ segna, di prepotenza, questa volta Gabriel non riesce a metterci una pezza, dopo un altro errore di disimpegno in fase difensiva risultato decisivo per innescare gli avversari, come sette giorni fa contro la Roma, questa volta ancora più evidente e maldestro.

Con la mentalità da grande squadra, l’ Atalanta prima ne approfitta, e poi subito dopo, a conclusione di una pregevole manovra d’attacco, va al raddoppio, con Gomez, diagonale imparabile dal limite.

Sembra già partita chiusa, il Lecce accusa il colpo, tramortito dall’implacabile uno-due, mister Liverani si arrabbia molto con i suoi, ma le sue urla non sortiscono effetto alcuno.

Prova a giocare, questo sì, ma lo fa senza cattiveria, senza incisività, troppo compassati e leziosi, senza riuscire a far male agli avversari, che invece sono stati spesso cattivi, decisi, pungenti, e pesanti nelle conclusioni.

Il copione della partita continua allo stesso modo anche nella ripresa, almeno per i primi dieci minuti, quando Farias entra al posto di Petriccione, un’ altra punta, al posto di un centrocampista, per tentare di fare qualcosa di più.

Invece subito dopo la sostituzione l’Atalanta fa il terzo gol. Gosenz, minuto 56, azione ficcante e altro diagonale imparabile.

E’ ancora presto per l’orologio, ma per il Lecce, già annebbiato ed oscurato, colpito e affondato, è notte fonda.

Ultima mezz’ora di gara, con Babacar al posto di La Mantia, ma squadra sempre comunque deludente.

Anzi, le occasioni migliori sono sempre per i Bergamaschi, che giocano sul velluto, bravo Gabriel a ripetizione a salvarsi dal poker.

A tre minuti dal termine, il gol della bandiera di Lucioni, colpo di testa su cross su punizione di Falco, ma è troppo tardi. Finisce 3 a 1, una sconfitta subita nettamente, che rimette di fronte tutta quanta  la difficoltà e tutta quanta la durezza del campionato di serie A.

 

 

 

 

 

 

 

Category: Sport

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