“Trallalà”, IL NUOVO LIBRO DI SIMONA TOMA. UN’INCURSIONE NEL MAGICO MONDO DELL’INFANZIA, GIOCATA TUTTA QUANTA SUL FILO DELLA MEMORIA, IN CUI LA SCRITTRICE LECCESE DA’ IL MEGLIO DI SE’

| 11 ottobre 2019 | 0 Comments

di Raffaele Polo______

Il più recente scritto di Simona Toma (nella foto) è ‘Trallalà’, edito da Giunti, nella collana Colibrì (euro 8,90), con le belle illustrazioni di Roberta Terracchio.

Definito come ‘letteratura per l’infanzia’, è l’ennesima dimostrazione che non si tratta di un libro ‘per ‘ l’infanzia, ma di una narrazione che ha come argomento l’infanzia e come protagonisti soprattutto i bambini. Del resto, la maggior parte della ‘letteratura per l’infanzia’, nella nostra realtà è tutto fuorché destinata ai più piccoli lettori…

Stavolta, in un grande e sentito momento di nostalgia e ricordi, la Toma scrive le ricordanze delle estati trascorse a Torre Chianca, la spiaggia a due passi da Lecce, nella casa del nonno, con i cuginetti. Ed è proprio la figura dell’anziano, che è alle prese con il morbo di Alzheimer, ad essere la protagonista della narrazione che scorre veloce e avvincente, quasi in punta di penna, riuscendo ad affascinare e a farsi prediligere più che in altre narrazioni…

La ‘banda del cono palla’ è composta da quattro cuginetti che restano incantati dalle storie che il nonno non manca mai di raccontare: racconti di vita vissuta ma anche meravigliose fantasie senza tempo. Un giorno, però, i bambini apprendono dai ‘grandi’ che il nonno ha una malattia, fa sempre più fatica a ricordare le cose. Ecco, allora, che nasce una nuova, commuovente avventura, che li aiuterà ad affrontare il distacco con dolcezza e fantasia.

Simona Toma, in questo scritto, dà il meglio di sé, sfiorando i delicati tasti del ricordo, dell’innocenza, del desiderio di rimanere bambini perché il mondo dei più piccolo è sempre pieno di sorprese… E, di contro, la realtà degli adulti è grigia e irta di ostacoli, priva dei colori brillanti e delle magiche presenze che sono solo nel mondo dell’infanzia. In questo, certo, il libro può incanalarsi nel forzato inserimento della ‘letteratura che ha l’infanzia come soggetto’. Ma, ripetiamo, questo testo è per tutti, soprattutto per chi, ormai non più giovanissimo, è a contatto con i nipoti giovanissimi che si aspettano da lui, ancora, descrizioni e favole in abbondanza.

L’autrice si trova a suo agio in questa narrazione chiaramente autobiografica, dimostrando tutta la sua capacità affabulativa, anche nel trattare temi difficili e delicati come la malattia, l’anzianità e il rapporto con le nuovissime generazioni. Da segnalare alcune geniali intuizioni come, ad esempio, quella che riguarda le parole che non vanno pronunciate, perché apportatrici di dolore e disagio… Una connotazione tipicamente legata all’infanzia, periodo magico del quale abbiamo dimenticato tutto, o quasi.

Ma basta pronunciare Trallalà perché si torni a rivivere tra le pieghe del passato, nel colorato mondo dei nostri primi anni.

Category: Cultura, Libri

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