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IL GOVERNO COLLASSA, E GIUSEPPI CANTA “Meraviglioso”

| 28 ottobre 2019 | 1 Comment

(g.p.)______La possibilità di una sconfitta alle elezioni regionali dell’Umbria, l’avevano messa in conto. Per tentare di scongiurarla, almeno di limitarne la portata, i partiti di governo si erano presentati insieme, uniti nella coalizione e i leader erano andati a metterci la faccia l’ultimo giorno, primo ministro compreso, a sottolinearne il significato politico.

Matteo Renzi no. Adesso capiamo il perché il leader di Italia Viva non si era mostrato insieme ai suoi alleati, forse lo capiremo ancora meglio nelle prossime settimane.

Per il governo non è stata una semplice sconfitta: è stata una clamorosa disfatta.

 

Il dato più significativo da commentare è a mio avviso il fatto che per la prima volta dopo tanto tempo e in qualunque tipo di prova elettorale, è aumentata l’affluenza alle urne, nella fattispecie siamo al 65%, nove punti in più rispetto alla precedente: la gente è tornata a votare, con il gusto di farlo.

Per il resto c’è poco da commentare, i numeri dei dati definitivi parlano da soli.

La candidata del centro-destra Donatella Tesei vince con il 57 e mezzo %, quello governativo, Vincenzo Bianconi, prende il 38 e mezzo % cioè venti punti sotto, 255.158 voti contro 166.179.

La Lega è al 37%, se sommiamo a questo dato quello dei voti presi dalla lista personale della vincitrice supera il 40%.

Per il resto, Forza Italia si conferma in calo, è al 5,5 %, Fratelli d’Italia in crescita, è al 10.5.

 

Il Pd tiene: è al 22%, ma da solo non serve, senza l’apporto delle liste civiche e collegate, che fanno registrare solo un piccolo contributo.

Tracollo verticale, un vero e proprio tonfo, il M5S, in caduta libera: ora sono al 7%, qui erano solo pochi mesi fa al 14% alle europee, al 27% alle politiche.

 

Così per la prima volta nella sua storia, anche la Regione Umbria, roccaforte rossa,  sarà governata dal centro – destra. Ma il significato di queste elezioni regionali più di tutte le altre in passato è squisitamente su dimensione nazionale.

Già gli avversari chiedono le dimissioni del presidente del consiglio Giuseppe Conte, che per la prima volta in vita sua ha partecipato ad una competizione elettorale, sudando una sola camicia, venerdì scorso, ma almeno una, per la prima volta, l’ha sudata, pochette compresa. I risultati sono quelli evidenziati.

Questa mattina è andato ad un convegno pubblico a Roma (nella foto) ed all’ingresso, incalzato dai giornalisti che gli chiedevano se si sentisse in discussione, ha risposto con una involuta citazione di una vecchia canzone di Domenico Modugno: “Io in discussione? Non ho niente, ma ho il sole, il cielo e il mare”, ha detto, prima di guadagnare subito l’entrata.

E’ stata l’unica disamina politica di cui è stato capace, una strofa di “Meraviglioso”, un vero leader, anzi, uno statista.

Del tutto strampalata, poi: non è vero che non ha niente, chi ha il potere; e nel suo cielo il sole sta tramontando, senza più cinque stelle.______

LA RICERCA nel nostro articolo  di sabato scorso

“Lavorando insieme, ci affiateremo di più. Questa coalizione ha un futuro”. E GIUSEPPI SI GIOCA UN TERNI AL LOTTO

 

 

 

Category: Cronaca, Politica

Comments (1)

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  1. Adriana Poli Bortone, Fiamma Tricolore - tramite mail ha detto:

    I risultati dell’Umbria confermano che la ribellione degli italiani trova sfogo e speranza nei governi di destra a trazione leghista, a livello locale come a livello nazionale. E che i candidati leghisti, se scelti come in Umbria, tra volti nuovi e persone serie e competenti, sono vincenti e condivisi.

    L’auspicio è che anche in Puglia venga scelto un candidato nuovo, di alto profilo: capace, competente e condivisibile. Un candidato attorno al quale possano ritrovarsi non solo i tre partiti tradizionali, ma anche una destra sociale propositiva, identitaria e molto attenta ad intervenire per affrontare e risolvere vecchie e nuove povertà.
    Una destra che sappia mitigare senza estremismi le spinte eccessivamente liberiste, che guardi all’Europa con gli occhi lungimiranti di Almirante, che nell’Europa nazione, individuava la rivoluzione degli anni 2000.

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