Diversificare i propri investimenti è fondamentale, ma quanto costa?

| 18 novembre 2019 | 0 Comments

Non è mai facile sottoscrivere un investimento, soprattutto quando a farlo non è un esperto dei mercati ma, perché no, un privato, un lavoratore che vuole investire i suoi risparmi. Da questo punto di vista è bene tenere a mente alcuni punti che spieghino il funzionamento degli investimenti e, soprattutto, valutino i rischi. Una corretta informazione in materia è indispensabile, a cominciare dalla diversificazione.

Alla base di ogni investimento efficiente, la diversificazione fa riferimento alla distribuzione delle risorse in possesso su numerosi strumenti, con caratteristiche diverse, di modo da bilanciare i rischi e ottimizzare i profitti. Per meglio dire, significa investire il proprio capitale in varie tipologie di asset e su diverse aree geografiche: le opportunità da cogliere, in questo modo, aumentano in maniera esponenziale. Va comunque preventivamente detto che il rischio è diffuso ovunque e può riguardare qualsiasi asset, insidiare aziende, comparti, paesi. Sui soldi va a battere l’inflazione, una certezza a differenza dei rischi eventuali, che ne percuote il valore nel tempo. Come si diversifica? Oggi esistono mezzi meno rischiosi e senz’altro di maggior efficacia, come gli ETF ed i Fondi Comuni, strumenti con cui è possibile diversificare e, nel caso degli ETF, investire su comparti e mercati differenti. La diversificazione è conveniente, tanto più ai piccoli e ai grandi investitori: in un caso, infatti, significa garantirsi libero accesso ai mercati senza troppi rischi, nell’altro invece si traduce nella minimizzazione dei rischi e nella massimizzazione dei rendimenti.

Dunque: a chi rivolgersi? In questo caso è giusto riferirsi ad un intermediario, che sia una SIM, una banca, o una SICAV. In banca, ad esempio, si può parlare col proprio consulente, chiedere informazioni e scegliere soluzioni, tenendo sempre a mente che le banche vendono prodotti, che possono essere non sempre adatti al proprio profilo di investimento. Per scongiurare qualsiasi errore, può tornare utile un consulente finanziario indipendente, super partes, che eviti il più classico dei conflitti di interesse. Fatto il passo necessario, è bene passare al successivo: che tipo di investimento scegliere e quanto costa? Chiarita l’importanza della diversificazione, c’è da scegliere: investire l’intero capitale in una unica soluzione o ricorrere ad un Piano di Accumulo, col quale si ha il vantaggio di investire, sì, ma a piccole dosi, tramite versamenti periodici, per far meglio fronte alla volatilità dei mercati e perché no, interrompere i versamenti in qualsiasi momento. Se l’investitore ha 50.000 euro, spiegano gli esperti di Moneyfarm, può investire impegnando una quota subito, e la rimanente nei mesi successivi.


Una volta costruito il proprio portafoglio di investimenti, inserito in un piano di medio-lungo termine, si può scegliere di investire 30.000 euro oggi e 20.000 dilazionati in più mesi a rate di 500 euro, o anche meno, considerando che l’importo minimo è di massimo 100 euro al mese. In base al tipo di portafoglio vanno i rendimenti potenziali.  L’investitore che garanzie ha? Anzitutto gode della vigilanza di Consob e Banca d’Italia, che tutelano gli investitori, la stabilità e la competitività del mercato finanziario. Grazie al Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi, infatti, dal 1987 tutti i depositi fino a 100.000 euro sono tutelati e rimborsati. Il limite massimo dei 100.000 euro è applicato per depositante e per banca e quindi, se i conti intestati sono di più presso la stessa banca, la massima garanzia sarà di 100.000 euro; se i conti sono divisi di banca in banca, per ognuno la garanzia sarà sempre fino a 100.000 euro.

Category: Cronaca

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