L’INTERVENTO / I MERIDIONALI ‘COLLABORAZIONISTI’

| 14 gennaio 2020 | 0 Comments

di Crocifisso Aloisi______

Aderire alla tesi del Sud sprecone, destinatario di chissà quali ingenti risorse pubbliche, (da dimostrare con i fatti, i numeri ), ha fatto la fortuna di moltissimi ‘giornalisti’ e commentatori nazionali. Addossare poi le colpe delle proprie disgrazie agli stessi meridionali è la quadratura del cerchio per questi professionisti dell’inganno.

Aderire a questa tesi, se lo si fa da Sud, garantisce SEMPRE un posto al sole. Ti ospiteranno nei salotti televisivi e i tuoi articoli saranno pubblicati sui maggiori quotidiani locali e nazionali. Addirittura ti inviteranno nelle convention di partito per (s)parlare, da esperto, del tuo Sud, oppure a dirigere uno dei tanti quotidiani locali/nazionali o occupare altri posti chiave in altrettante stanze dei bottoni.

Per questi nostri conterroni, che considero ‘collaborazionisti’ del Partito Unico del Nord, la nuova Questione Meridionale è un vero affare. Per loro non contano le notizie, i commenti, gli interventi da parte di istituti specializzati, come ad esempio rapporti di Bankitalia, Censis, Svimez, oppure articoli di economisti (in verità pochi, ma buoni), docenti universitari, tutti finalizzati ad esporre le dannose conseguenze arrecate al Sud da determinate politiche economiche nazionali, approvate di volta in volta trasversalmente dal governo nazionale di turno, cui i cittadini meridionali c’entrano ben poco.

No, per questi professionisti della manipolazione di coscienze, la colpa “è dei meridionali stessi”. Cioè dei cittadini che, in base a questo ragionamento, non avrebbero quindi motivo di lamentarsi o di lanciare accuse perché, per questi opinionisti, “chi è causa dei suoi mali pianga se stesso”.
E questa tesi inevitabilmente riesce ad ottenere due gravi risultati: assolvere chi ha determinato, con le sue scelte politiche, la nascita di un paese duale e mantenere lo status quo di Sud devastato, indebolito, incapace di ridurre i vari gap ed ancora destinatario di politiche economiche volutamente assistenziali perché funzionali ad un paese a trazione nordcentrica.
È come se questo Paese poggi le sue fondamenta su una legge occulta, in vigore dalla notte dei tempi, da almeno centocinquantasette anni, che in molte occasioni è stata più potente della stessa Costituzione e che ha alimentato decenni e decenni di normativa parlamentare: è quella legge che di volta in volta distrae risorse dal Sud e le dirotta, grazie a trucchetti normativi, formulette e paroline nei punti appropriati, al Nord – NordCentro. E i risultati sono sotto gli occhi di tutti.

La domanda che solitamente sentiamo, in queste analisi, spesso è questa: i politici del Sud dov’erano mentre si legiferava contro i loro conterranei ?

Un dato che dovrebbe far riflettere è la proliferazione di liste civiche al Sud che, a partire dalla famosa ‘Rete’ di inizi anni Novanta, stanno a testimoniare l’insofferenza e la successiva indifferenza verso i partiti nazionali da parte dell’elettorato meridionale: è come se la gente avesse già percepito, più di trenta anni fa, che cambiando il partito nazionale cui veniva dato il consenso, le cose al Sud continuavano a non cambiare mai. Perché c’è sempre stata quella legge occulta cui tutti i partiti nazionali dovevano obbedire.

Da qui la scelta contenitori politici fuori dalle segreterie nazionali di partito. In effetti il Sud è sempre stato un laboratorio politico dal punto di vista.

L’elettore meridionale è stato sempre messo di fronte ad un bivio: non votare (e, ogni volta, sono sempre di più che non votano, siamo al 40/45% di non votanti) , oppure votare il meno peggio, ma si è sempre trattato di ascari venduti, imposti dalle segreterie nazionali, scalando a ritroso le varie piramidi partitiche.
Vengono imposti se e soltanto se funzionali al sistema di sfruttamento e distrazione continua di risorse dal Sud. Quanto più sono fedeli a questo vecchio andazzo, più avranno in cambio potere. Potere per ricattare quanti più elettori possibili. E il giro ricomincia. Quanto più sono fedeli e traditori (con noi), tanto più avranno possibilità di essere ricandidati o ricompensati con vari incarichi in altri enti.
La classe politica meridionale determina poi, con lo stesso principio (cioè depredare per se e per gli amici, e gli amici degli amici), la classe dirigente.
Si accontentano e accontentano i loro vassalli, con le regalìe che giungono in periferia, le briciole che arrivano in periferia dopo il lauto banchetto dei commensali del Nord. Il famoso osso (trappola da sottosviluppo), mentre la polpa è andata altrove.
Le segreterie nazionali tutto ciò lo sanno benissimo ma non muovono un dito: se qualcuno dei rappresentanti locali osa sfidare questo andazzo, ecco pronto partire il fuoco ‘amico’ dalle segreterie nazionali per isolare chi ha osato disobbedire.
Anzi, i leader nazionali di partito vanno pure in tv, nei talk show famosi ed in fascia alta d’ascolto, ed accusano noi meridionali di stare così male per colpa della classe politica e dirigente che ci ritroviamo. Cioè quella che loro stessi ci impongono con i loro intermediari locali e scelti con le loro leggi elettorali. Vanno in Tv e a quanto pare riescono a convincere un sacco di gente, anche gli stessi meridionali costretti ad emigrare, per i più svariati motivi, vittime essi stessi di questo sistema.
E poi ci sono sempre loro, quei commentatori/opinionisti/giornalisti che con i loro interventi quotidiani, o con i tour per sponsorizzare qualche ‘libro’, riescono ancora (ma ancora per poco perché il trend sta finalmente invertendo) a ipnotizzare una buona parte dell’opinione pubblica.______

Crocifisso Aloisi, consigliere comunale del Comune di Galatone con delega all’agricoltura, è il Referente regionale del Movimento 24 Agosto Equità Territoriale – Puglia.

Category: Politica

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