MA SI’ PERO’ COME SI DICE IN LINGUA AZERA “il mafiodotto Tap è un’opera inutile, pericolosa e dannosa”?

| 20 febbraio 2020 | 0 Comments

(g.p.)_______“…L’impegno che abbiamo svolto per la realizzazione del corridoio meridionale del gas. Con la conclusione dei lavori del Trans Adriatic Pipeline (TAP), non soltanto si intensifica la collaborazione tra Azerbaigian e Italia, ma è anche un contributo alla stabilità e allo sviluppo delle relazioni tra l’aerea del Caspio e l’area del Mediterraneo.

Vorrei sottolineare l’approccio positivo che l’Azerbaigian sviluppa sul piano energetico, con atteggiamento inclusivo e di apertura alla collaborazione con tutti: è un esempio, nella comunità internazionale, che desidero sottolineare in questa occasione”.

E’ il passaggio più significativo del discorso tenuto dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, questa mattina, al termine della visita a Roma del Presidente della Repubblica dell’Azerbaigian, Ilham Aliyev, alla presenza del ministro degli Esteri Luigi Di Maio.

 

Con tutto il rispetto dovuto alla massima carica delle nostre Istituzioni, un passaggio sconfortante, che, ad affari fatti, ma non ancora conclusi – perché i lavori non sono conclusi, signor Presidente e c’è un procedimento penale in corso – passa sopra, sorvola ad alta quota, con deludente disinvoltura su tutte le altre questioni, che non siano quella dell’affarismo delle lobby dell’alta finanza internazionale, poste dal gasdotto Tap e da quello collegato Snam: ambiente, territorio, inquinamento, distruzione e morte, portate da un’opera che appare sempre di più inutile, pericolosa e dannosa.

 

Qui di seguito il testo del discorso completo di Sergio Mattarella, e il commento diffuso via social dal Movimento No Tap.

SERGIO MATTARELLA:  

È per me un grande piacere e un onore accogliere nuovamente il Presidente Aliyev al Quirinale e accoglierlo in questa prima Visita di Stato di un presidente dell’Azerbaigian in Italia.

Sono molto lieto che il Presidente Aliyev abbia voluto ricambiare la visita che ho reso a Baku meno di due anni addietro: di quella vista serbo un ricordo particolarmente intenso e gradito. Sia quella visita che questa del Presidente Aliyev qui a Roma sottolineano la grande amicizia che unisce Azerbaigian e Italia.

Nei colloqui che abbiamo avuto questa mattina, abbiamo sottolineato la grande qualità e la grande intensità che contrassegnano le relazioni tra i nostri due Paesi, non soltanto sul piano energetico, ma anche su quello economico generale, su quello politico e su quello culturale.

La dichiarazione congiunta sul rafforzamento del partenariato strategico multidimensionale, che sarà firmata tra poco tra il Presidente Aliyev e il Presidente del Consiglio Conte, rende evidente lo stato eccellente delle nostre relazioni sotto ogni profilo e in ogni versante.

Per l’Italia l’Azerbaigian è un Paese amico ed è un partner fondamentale nella regione; ne apprezziamo l’orientamento laico e moderato, l’apertura al dialogo che è testimoniata dalla recente elezione del Presidente Aliyev a presidente di turno triennale del Movimento dei Paesi non allineati: scelta che sottolinea il credito e il prestigio che riscuote l’Azerbaigian in sede internazionale. Per questo compito auguro al Presidente Aliyev ogni successo.

Sul piano economico e commerciale abbiamo costruito, nel tempo, una collaborazione veramente intensa e crescente. Molte aziende italiane collaborano in Azerbaigian allo sviluppo del Paese e altre sono pronte a stringere rapporti collaborativi intensi. Del resto il Presidente Aliyev e il suo Governo hanno l’intenzione di diversificare la politica economica del Paese oltre il settore energetico, e le nostre aziende sono pronte a collaborare. E gli incontri che oggi vi saranno, i numerosi accordi che verranno firmati dal Presidente Aliyev, dimostrano questa crescente collaborazione economica e commerciale.

In questo ambito si inserisce l’impegno che abbiamo svolto per la realizzazione del corridoio meridionale del gas. Con la conclusione dei lavori del Trans Adriatic Pipeline (TAP), non soltanto si intensifica la collaborazione tra Azerbaigian e Italia, ma è anche un contributo alla stabilità e allo sviluppo delle relazioni tra l’aerea del Caspio e l’area del Mediterraneo.

Vorrei sottolineare l’approccio positivo che l’Azerbaigian sviluppa sul piano energetico, con atteggiamento inclusivo e di apertura alla collaborazione con tutti: è un esempio, nella comunità internazionale, che desidero sottolineare in questa occasione.

Con il Presidente Aliyev abbiamo evidenziato poc’anzi, con soddisfazione, la grande collaborazione che intercorre tra i nostri Paesi sul piano culturale. Vi saranno, anche su questo versante, delle firme di accordi quest’oggi.

E vorrei ricordare tra questi accordi – importanti tutti quanti – quello tra l’Agenzia Spaziale Italiana e l’Agenzia corrispondente dell’Azerbaigian, l’Azercosmos, che avvia una collaborazione sul versante che riguarda il futuro e la frontiera più avanzata della tecnologia.

Sono molto lieto – l’ho detto al Presidente Aliyev – del fatto che il 2020 sia l’anno della cultura azerbaigiana in Italia. Questo consentirà di sviluppare ulteriormente la conoscenza, l’amicizia e la collaborazione tra i nostri due popoli.

Abbiamo parlato della ricerca di una soluzione stabile e duratura per quanto riguarda il Nagorno-Karabakh, che per l’Italia riveste grande rilevanza. Sosteniamo i formati negoziali esistenti nella speranza che si arrivi, in tempi solleciti, ad una definizione amichevole che non può che essere politica, certamente non militare.

L’Italia non intende soltanto sviluppare rapporti bilaterali con l’Azerbaigian, ma intende anche contribuire allo sviluppo dei rapporti tra Azerbaigian e Unione Europea.

E quindi ci adopereremo intensamente perché si definisca sollecitamente il nuovo accordo quadro tra Unione europea e Azerbaigian.

L’Italia considera l’Azerbaigian anche un partner affidabile dell’Alleanza Atlantica; ne apprezza la presenza per la stabilità e contro il terrorismo nell’Afghanistan e, come si vede, sotto ogni profilo, sotto ogni versante, la collaborazione tra i nostri Paesi è piena.

Vi sono tante direttrici di collaborazione che vengono costantemente sviluppate, e anche per questo vorrei dire al Presidente Aliyev che l’Azerbaigian potrà sempre contare sul sostegno dell’Italia per sviluppare sempre più i nostri rapporti di collaborazione e di amicizia.

Benvenuto Presidente! 

 

MOVIMENTO NO TAP:
 

+++MATTARELLA E CONTE APRONO LE PORTE AL SANGUE E ALLA REPRESSIONE+++
Oggi, nel silenzio della maggior parte dei media nazionali, si è tenuto a Roma un incontro tra il Presidente della Repubblica italiana Mattarella e quello della “Repubblica” azera Alijev. Da questo incontro, ne è scaturita la firma bilaterale della dichiarazione congiunta sul “partenariato strategico multidimensionale” tra il presidente Alijev e il presidente del Consiglio Conte. 

Oggi, in Italia, non è stato fatto altro che porre la firma su una finestra autoritaria tra le più rischiose per questo Paese.

Qui non si parla più soltanto di Tap e di accordi energetici inutili, pericolosi e dannosi. Qui si parla di stipulare accordi con un paese dittatoriale, un paese al 146° posto (su 167) per livello di democrazia e al 163° (su 180) per libertà di stampa.

Un paese dove imperversano guerre di repressione e dove il dissenso viene punito con il carcere e con la morte.

L’Italia che cosa fa? Accoglie a braccia aperte questi regimi, stipula accordi energetici e strategici, diventa interlocutore preferenziale per inserire l’Azerbaijan nel tessuto europeo.

In perfetto stile 5stelle, Conte firma accordi, ignorando o facendo finta di ignorare gli scandali internazionali e i coinvolgimenti italiani nella famosa “lavanderia azera”, mentre Mattarella stringe le mani sporche di sangue.

In tutto questo viavai di autoritarismo geopolitico, nel quale l’Italia sta pian piano imparando ed attuando le metodologie repressive del collega azero, il Tap è lo snodo cruciale per tessere la rete di accordi che andranno ad imporre alle popolazioni un modello di sviluppo criminale.

E’ infatti recente (ma noi lo diciamo da anni) la notizia che Gazprom, principale società di gas russo, pare abbia interessi nel Tap, dopo che Trump, per arricchire i suoi domini energetici, impose i suoi diktat alla debole e serva Italia.

Se Tap sarà costruito, non sarà dunque impossibile aspettarsi delle azioni militari che possano stabilire il controllo energetico sul Corridoio Sud del gas, con l’Italia direttamente coinvolta per pressapochismo istituzionale. E quelle strette di mani, quegli accordi “strategici” criminali, potrebbero diventare il crocevia di pericolose conseguenze.

Category: Cronaca, Politica

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