LECCECRONACHE / LA FESTA DI PULCINELLA

| 16 marzo 2020 | 0 Comments

di Raffaele Polo______

É bello scoprire, di punto in bianco, che tutte, ma proprio tutte, le persone hanno buonsenso da vendere, sono sagge e danno consigli ricchi di umanità e intelligenza.  Pensare che ci siamo sempre lamentati per l’insensibilità che caratterizzava tutti coloro che ci erano vicini: per la loro superficialità, grettezza, egoismo, superbia e via dicendo.

Mai, dico mai, abbiamo sottolineato un carattere positivo del nostro collega o del vicino di casa.

Poi, all’improvviso, da quando siamo costretti in quarantena per il Coronavirus, eccoci qui, tutti quanti, a cantare in coro, a riempirci di incoraggiamenti, a cercare di suscitare, anche con qualche incrinatura al buon gusto, un sorriso di ottimismo.  E ci sembra che, magicamente, imperi la sensibilità e la cortesia, che i buoni sentimenti siano all’ordine del giorno e ci siamo dimenticati l’odio e la rabbia che ci divideva dal collega del quarto piano perché lui leggeva ‘Libero’ e ostentava simpatia per la Lega.

In fondo, pensiamo adesso, siamo tutti fratelli, forse cugini ma comunque apparteniamo ad un’unica, grande famiglia, con alti e bassi, cose migliori e aspetti negativi ma tutto nella norma, via.

E il Direttore?  Bè, il Direttore impersonifica quello che c’è di sbagliato, sconcluso e poco comprensibile. E impersonifica anche il Servo dei Padroni per eccellenza, colui che è disposto a tutto, pur di gestire il potere, senza curarsi della logicità e bontà delle azioni che gli ordinano di intraprendere…Anche in queste occasioni, il Direttore va a un metro di distanza, anzi, due!

 

Piuttosto, lasciamoci coinvolgere da espedienti che, in altri momenti, ci avrebbero fatto ridere per la loro ingenuità: cantare a squarciagola sul balcone, ad esempio. Oppure accendere ad una data ora, tutti assieme, una luce e puntarla verso il cielo.

Sciocchezze, avremmo detto; stupidaggini come la catena di Sant’Antonio e le preghiere da inviare a dieci persone sennò guai!

Ma adesso, siamo concilianti. Anzi, siamo fieri di essere Italiani, dove l’Italia è vista come il paese di Pulcinella, da molti detrattori, anche nostrani.

Sì, proprio Pulcinella, meravigliosa maschera che impersonifica a meraviglia il nostro essere più intimo, abituato a sopravvivere, nonostante tutto. Aduso ormai a buscarle sempre, a fare la fame, ad essere sempre lacero e senza un soldo. Ma non per questo rassegnato. Anzi, sempre pronto ad aguzzare la propria immaginazione per sbarcare il lunario…

Insomma, perfetto esemplare di quello che gli antichi filosofi indicavano come modello di vita: estote parati, dicevano.  Siate (sempre) pronti, ci consigliavano.

E allora, eccoci a puntare la torcia del telefonino verso il cielo, eccoci a cantare sui balconi e a intervenire su Facebook con ingenue e spesso false notizie. Come il portiere della poesia ‘Goal’ di Umberto Saba (trovatela, leggetela, condividetela…):

La sua gioia si fa una capriola,
si fa baci che manda di lontano.
Della festa – egli dice – anch’io son parte.

Category: Cronaca, Cultura

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