LE CASSIERE SULL’ORLO DI UNA CRISI DI NERVI

| 20 marzo 2020 | 0 Comments

di Francesco Buja______

Cassiere dei supermercati nel mirino dei clienti.

«Professoressa del cazzo!» ha urlato un tizio a una commessa di un supermercato di Nardò che regolava il flusso di acquirenti in quel luogo. Sottoposti a rischio quotidiano di contagio, come medici e infermieri e forze dell’ordine, coloro che lavorano nei grandi negozi di generi di primaria necessità, esercizi commerciali che devono essere aperti pur durante l’epidemia di coronavirus.

Ma occorre la collaborazione degli acquirenti per non aggravare il generale disagio.

L’altro ieri la commessa assicurava che si evitasse l’assembramento nel supermercato.

Compito più adatto a una guardia giurata. «Stava uscendo un tizio, ma ne stavano entrando due – racconta la donna -. Ho bloccato il secondo all’ingresso, gli ho fatto notare quello che prevede il decreto del Governo emanato per evitare assembramenti, ma l’individuo ha cominciato a urlare, a inveire. E ha continuato a farlo anche fuori dal supermercato. Non è il primo caso di queste intemperanze».

I commessi sono preoccupati, perché, sottolinea la cassiera, «non si può sapere come le persone possano reagire».

Sabato scorso un altro attacco, stesso luogo. Marito e moglie pretendevano di entrare insieme al supermercato, al diniego ricevuto, la donna ha inveito contro un’altra commessa. Dimenticava, la gentile acquirente, che soltanto una persona per famiglia può provvedere alla spesa.

Nello stesso supermercato, giorni fa, un giovanotto ha consigliato alle cassiere: «Toglietevi quelle mascherine, ché siete ridicole».

Ci mancavano i maleducati e gli impazienti. Non comprendono l’increscioso lavoro di chi deve essere a contatto con molta gente e di chi prova a evitare affollamenti. Si può ridurne qualche possibilità se i supermercati son chiusi alla domenica.

E infatti il sindaco di Trepuzzi, Giuseppe Taurino, ha comunicato ai cittadini, tramite Facebook, di aver chiesto ai gestori dei supermercati della media e grande distribuzione la chiusura domenicale dei loro esercizi commerciali. «Hanno tutti detto di sì – ha riferito il primo cittadino di Trepuzzi – Non c’è stato bisogno di nessuna ordinanza sindacale, che per altro sarebbe stata illegittima perché in contrasto con quanto prevede il Dpcm, ma in questo caso ha prevalso il buonsenso e il senso di responsabilità. Ora estendo lo stesso appello a tutte le attività commerciali che sono autorizzate all’apertura a osservare la chiusura domenicale incluse le aree di ristoro delle stazioni di servizio presenti sul territorio trepuzzino».

Il presidente Conte ci pensi.

Category: Cronaca

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