LECCECRONACHE / UNA VIDEOCHIAMATA ACCORCIA L’ETA’

| 1 maggio 2020 | 1 Comment

di Raffaele Polo______

Mi è difficile gestire una videochiamata. Mi fa impressione la mia faccia, che vedo sul piccolo schermo, in basso a destra. Mi distrae perché cerco di controllare le mia espressione, contemporaneamente mi chiedo se sono proprio io, quello che vedo riprodotto in miniatura, mi spavento non poco, possibile, possibile che sia io, che mi immagino giovane e piacente e invece…

Ma debbo fingere indifferenza. Anzi, devo accennare lievemente ad uno sguardo sereno e ottimistico, intento a contemplare le figure che, di là, mi comunicano cose piacevoli e semplici.

I bambini…che bello, ti raccontano seriamente la loro giornata, pieni di entusiasmo e serietà, ti infondono una piacevolissima sensazione che danno i discorsi senza secondi fini, senza politica, senza congiuntivi…

Ma poi bisogna rispondere, bisogna interpretare fino in fondo la nostra parte, quella cui siamo stati condannati da tradizione e contingenza.

A me è toccata quella del vecchio saggio e stanco, di poche parole, da consultarsi quando si incontra una parola strana oppure non si riesce a capire qualcosa…

“Nonno, ma tu quanti anni hai?” mi chiede Giulio, sorprendendosi per il numero a due cifre che gli propongo, un  numero che non riesce a comprendere, troppo grande, troppo lontano dai suoi prossimi sette anni.

E io cosa devo dire? Come Fiorello, nella pubblicità, vorrei rispondergli che anch’io, alla sua età, avevo sette anni…

Ma non posso, non voglio, meglio lasciar perdere, passando ad altri argomenti, meno impegnativi.

“E oggi, cosa avete fatto?” chiedo sorridendo.

“Siamo stati in giardino, abbiamo giocato” mi risponde l’altro frugoletto, Emma. Che prende il posto di suo fratello, crea un terremoto con lo schermo del telefonino, si sentono urla, spintoni, voci in sottofondo, accorrono i genitori che riescono a mettere pace e ordine.

“Buoni, buoni” dico io.

Loro mi guardano, in silenzio.

“Ma tu ce l’hai la mascherina?” mi chiedono poi, in coro.

Certo che ce l’ho, ci mancherebbe. E di vario colore, di vari tipi, adesso circolano anche civettuole mascherine fantasia, scommetto che gli stilisti si stanno già dando da fare…

Io ce l’ho nera, la indosso, per farmi v edere, così bardato, anche nella videotelefonata.

“Che brutto” mi dicono gli spettatori.

Però ridono, sembra strano, in effetti, vedere l’anziano avuncular col volto travisato, come i ladri nella tradizione cinematografica.

“Ciao, allora. Andiamo a giocare. Chiudi tu?” mi chiedono i bambini, già predisposti per la battaglia finale, quella per interrompere il contatto video.

“Fermi!” si sente a distanza, in sottofondo.  E’ la voce di mio figlio, alle prese tutti i giorni con le due piccole pesti, 24 ore al giorno.  Io invidio lui, lui invidia me, pure che sono vecchio e stanco…

Lo schermo diventa grigio, la videochiamata è terminata.

Category: Cronaca, Cultura

Comments (1)

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  1. Elena ha detto:

    E dai… vecchio NO!
    La mia vicina di casa (novantenne attivissima),indicando il capo, dice: ” Basta che funzioni la MANSARDA!”.
    La mansarda (testa) funziona bene e, allora, tutto ok!
    Ogni tanto c’è bisogno di manutenzione per “l’usura” del tempo?
    Vabbè, che ci possiamo fare, assecondiamo la natura con tranquillità e ottimismo. I tuoi nipoti sono fortunatissimi!

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