LECCECRONACHE / FACCE DA FASE 2

| 8 maggio 2020 | 1 Comment

di Raffaele Polo______

Forse ci siamo?

Dal volto, dall’espressione, dalla gestualità delle persone, si può arguire come vanno le cose.

Facendo un po’ di tara, escludendo le contingenze ambientali, ad un occhio esperto non sfuggono certi particolari…. Non ai livelli di Sherlock Holmes, s’intende. Ma la sua ‘logicità’ e il suo acume sono una finzione letteraria. O no?

 

Va bene, veniamo a noi che siamo tra color che son sospesi: questa benedetta quarantena finisce, si allenta, continua? Ancora non si sa, ma si comincia a vedere un po’ di gente per strada, le espressioni sono sorridenti, anche dietro le mascherine (ma c’è chi già le ha abbandonate, almeno per strada) affiorano sembianze ottimistiche e distese, pare proprio la fine di un incubo…

 

Certo, i più prudenti (gli anziani, naturalmente…) invitano alla prudenza e scuotono il capo. Ma è innegabile, c’è qualcosa di nuovo oggi nel sole e via di questo passo.

Ce ne rendiamo definitivamente conto al supermercato: non c’è la fila e ci mettiamo ordinatamente davanti alla porta a vetri, aspettiamo che l’addetto alla sorveglianza ci dia il permesso di entrare.

 

Questa volta, il tutore dell’ordine non è severo e militaresco come un mese addietro. Ci guarda con noncuranza e fa un breve gesto del capo. Poi, continua a consultare il suo telefonino, con nonchalance.  Ecco, paragoniamo questo atteggiamento a quello della stessa persona che, tempo addietro, camminava a passi cadenzati lungo la fila interminabile di carrelli, ripetendo: “Solo un membro per famiglia. Affrettate gli acquisti. Guanti e mascherina!” e poi, col braccio disteso indicava perentoriamente il capofila, ordinandogli di avanzare.

 

Niente più di tutto ciò: anche dentro il supermercato, l’aria è diversa. Addirittura due donne non più giovanissime sono ferme davanti al bancone della frutta. Ci sono le pesche in offerta. “Le pesche a maggio?” dice una. “Mah, si vede che è stato il Coronavirus…” sbotta l’altra, sorridendo. E sono vicine, serene, se non avessero le mascherine, si direbbe che…

 

“I signori clienti sono pregati di affrettare gli acquisti per consentire l’ingresso a chi sta aspettando fuori” recita una voce dagli altoparlanti. “Ma se non c’è nessuno!” esclama la signora delle pesche, adesso la riconosco, è una mia vicina e accenno un saluto. Lei mi strizza gli occhi e sorride.   Immagino che sorrida, la mascherina non consente una visione ottimale.

 

Alla cassa, la commessa indossa uno scafandro incredibile ed è protetta da un vetro massiccio, davanti al computer.  Eppure sorride, chiede se voglio una busta, io le faccio vedere la mia borsa e dico “Gli anziani vengono già provvisti..”, lei ammicca col capo e ci auguriamo buona giornata.

 

Usciamo, passando davanti al sorvegliante, ancora interessato al suo telefonino.

“Buongiorno” gli diciamo,  “Ciao” ci risponde.

Non c’è fila, c’è il sole, forse siamo sulla buona strada…

Category: Cronaca, Cultura

Comments (1)

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  1. Elena ha detto:

    … sono vietati , assembramenti, feste in famiglia, riunioni per studio, lavoro, ecc…
    Mah!? Boh!?
    A giudicare da finestre e balconi, non è proprio così.
    Problema: se i nipotini, attesi dai nonni, sono tre o più, in che ordine vanno a trovare i suddetti?
    Per età crescente o decrescente?
    Per merito? Scusate, sono confusa.
    Esiste, ora, un “liberi tutti”!?

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