LECCE AVANGUARDIA NAZIONALE DELLE MASCHERINE TRICOLORI

| 23 maggio 2020 | 1 Comment

QUESTO POMERIGGIO ERANO UN CENTINAIO IN PIAZZA MAZZINI. LE RAGIONI DELLA PROTESTA – photogallery

di Francesco Buja______

«A quasi tre mesi di distanza dalla chiusura totale, ci sono milioni di italiani che ancora non hanno visto un euro».

Altro che sardine. Il movimento delle Mascherine Tricolori tratta il nocciolo dei problemi degli Italiani causati o aggravati dall’emergenza sanitaria ancora non archiviata. La denuncia nel volantino diffuso ieri per le piazze di tutta Italia.

In piazza Mazzini, a Lecce,cuore commerciale della città, questo pomeriggio un centinaio di persone ha partecipato alla manifestazione di protesta.

È il terzo sabato consecutivo di denuncia della crisi economica ma anche sociale che investe la Nazione. Una protesta che coinvolge gradualmente più voci.

In prima linea ristoratori e commercianti, insieme a coloro che temono di ricevere il beneficio della cassa integrazione alle calende greche. La cartolina impietosa di una nazione che nei primi anni Novanta era la quarta potenza economica mondiale, ma che è divenuta una delle Cenerentole d’Europa: disoccupati, genitori in difficoltà, giovani cui è stato rubato un avvenire.

Altro che i vitellini che predicano un umanitarismo, spesso di facciata, guardando lontano ma non al prossimo (cioè chi è più vicino).

Facile non mettersi nei panni di chi compie salti mortali per non morire di fame e certamente non può che pensare a se stesso e alla propria famiglia.

Difficile invece battersi per la proprietà della moneta da parte del popolo, contro il signoraggio bancario,  contro promesse che però lasciano molta gente a bocca asciutta.

Contro gli annunci giunti da Palazzo Chigi provano a battersi le Mascherine:«Siamo stanchi di sentire solo annunci da parte del governo, miliardi su miliardi che però restano solo sulla carta, “potenze di fuoco” che vivono solo nella fantasia di Giuseppe Conte. Milioni di lavoratori ancora non hanno visto i soldi della cassa integrazione in deroga, per non parlare delle centinaia di migliaia di autonomi a cui il bonus Inps non è arrivato! E i finanziamenti alle imprese? La maggior parte degli imprenditori non ha avuto accesso al credito. E il reddito di emergenza per disoccupati e persone in difficoltà? Ancora non si sa se, come e quando arriverà». 

Lotta che appare impari, se si considera che il popolo non può usare lo strumento del voto, e che gli oscilla sulla testa la spada draconiana della “caritatevole” Unione europea, e che deve guardarsi da chi, come quel ministro preoccupato di aiutare i braccianti extracomunitari, dimostra di non considerare gli italiani.

Anche a tale esponente dell’Esecutivo le mascherine rivolgono un pensiero: «Invece di regolarizzare seicentomila immigrati e pensare ai bonus per i monopattini, il governo dovrebbe mettere in campo risorse senza precedenti per salvare quei settori, come il turismo e la ristorazione, che rischiano letteralmente di scomparire». Dunque:«Nonostante la fase due, migliaia di attività non hanno riaperto. Serve il blocco degli affitti, la proroga della cassa integrazione e regole vere, ma che siano chiare e applicabili. E poi vogliamo sapere quale sarà il futuro dei nostri figli, come e quando riapriranno le scuole, se esiste una strategia, uno stanziamento di fondi. Qui si brancola nel buio, mentre il governo pensa solo a rendere perpetua la dittatura sanitaria e la limitazione della libertà, con il prolungamento dello stato d’emergenza fino a dicembre! Questo governo deve andare a casa e la parola deve tornare al popolo».

 

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Category: Cronaca, Politica

Comments (1)

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  1. Francesco Banzi ha detto:

    Si ma almeno un almeno un cellulare potevano lasciarlo se qualcuno vuole partecipare come deve fare?

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