I PIROMANI CRIMINALI SONO TORNATI IN AZIONE NEL SALENTO

| 27 maggio 2020 | 1 Comment

ALL’ATTACCO DEL NOSTRO TERRITORIO. PINI, MACCHIA MEDITERRANEA, FLORA E FAUNA DEVASTATI PER DECINE DI ETTARI SULLE DUE COSTE. MA PERCHE’ ?!?

Mav______Impotenti, rassegnati, così ci poniamo in generale di fronte ai criminali che continuano a devastare impunemente il nostro territorio, raramente per follia, quasi sempre a fini speculativi e per loro interesse, o tornaconto dei loro mandanti.

Ricominciamo, punto e a capo, con la nuova bella stagione.

Abbiamo consultato l’archivio di leccecronaca.it, anche l’anno scorso, soprattutto dal periodo di Ferragosto in avanti, l’elenco fa impressione.

 

Ieri è ritornata la piaga degli incendi dolosi che, pazzi scatenati, oppure menti raffinatissime che siano ad appiccarli, continuano a provocare deliberatamente, una vera emergenza mai finita, e, per dirla tutta, mai seriamente affrontata a tutti i livelli.

La frammentazione delle competenze, dalle autorità statali, a quelle dei vari enti locali, diventa spesso un problema, non una risorsa efficace nel contrasto.

Compriamo poi F35 da guerra, mica preziosi Canadair.

Non mancano le leggi, anzi, ce ne sono fin troppe. Manca una lucida volontà politica di affrontare concretamente questo scempio.

 

Ieri, fino a tarda sera, i Vigili del fuoco del comando provinciale di Lecce, supportati da uomini e mezzi della Protezione Civile (nella foto di archivio, un loro intervento nel mese di marzo scorso a Laghi Alimini) e della Forestale, hanno lottato per spegnere due incendi divampati sul litorale adriatico e su quello ionico, alimentati dal forte vento che spirava sul Salento, una circostanza ben valutata dai piromani in azione.

A parte il fatto che questi incendi sono dolosi al 99,99 % dei casi, ieri proprio non ci sono dubbi: erano stati innescati ad arte in più punti, proprio in considerazione della tramontana che buttava forte e che li avrebbe alimentati.

Il primo ha interessato un vasto tratto di vegetazione ai margini della strada liotoranea da Santa Cesarea a Porto Badisco, nell’area naturalistica del parco regionale Costa di Otranto-Santa Maria di Leuca e Bosco di Tricase; l’altro in zona Palude Bianca a Gallipoli, fra Rivabella e Lico Conchiglie.

Decine e decine di vegetazione, di macchia mediterranea e di habitat naturale distrutti, andati persi. Ma perché, perché???

E perché nessuno interviene con un piano serio di prevenzione e di repressione?!?

 

 

Category: Cronaca

Comments (1)

Trackback URL | Comments RSS Feed

  1. Cristian Casili, M5S - tramite mail ha detto:

    Ogni anno la triste storia si ripete e a farne le spese è una vasta area del Salento che viene presa di mira. Per questo chiedo alla Regione di intervenire senza indugi e applicare la legge regionale per contrastare gli incendi finora rimasta solo sulla carta.
    Ogni anno sulla litoranea che collega Santa Cesarea a Porto Badisco e nell’area naturalistica del parco regionale Costa di Otranto – Santa Maria di Leuca e Bosco di Tricase, si verificano incendi di vaste proporzioni che ci privano di ettari di bosco, in un territorio con il minor indice boschivo di tutta la regione.
    Più volte ho chiesto alla Regione di aumentare la presenza del personale Arif in queste aree per predisporre tutte le azioni di prevenzione selvicolturale degli incendi. Ho anche richiesto che venga installato nei punti strategici delle aree più sensibili un sistema di videosorveglianza.
    Le nuove tecnologie ci offrono la possibilità di una concreta lotta agli incendi identificando precocemente i punti caldi di innesco. Tutto ciò si può fare da remoto attraverso un monitoraggio costante con termocamere e software che possono individuare i punti interessati e successivamente attivare una risposta antincendio automatica, tutte funzioni controllate a distanza via Internet.
    In altre regioni italiane la pratica del fuoco prescritto è ormai diffusa e se oculatamente gestita da esperti e professionisti del settore, insieme ad altre misure, può ridurre la possibilità di incendi. Non possiamo permetterci di desertificate ulteriormente il nostro territorio e la lotta agli incendi deve essere prioritaria per una Regione come la nostra che deve puntare alla tutela e valorizzazione del suo patrimonio boschivo, anche attraverso un serio piano di imboschimento che più volte ho invocato. Ci aspettiamo che la Regione si attivi immediatamente per tutelare il nostro territorio.

Lascia un commento

banner ad
banner ad