IL PURGATORI MANDATO AL DIAVOLO DA POMICINO

| 29 maggio 2020 | 1 Comment

Melcore Valerio__________Quando ero ragazzo tra le mie letture strampalate erano comprese una serie di volumi editi dalle case editrici di sinistra, che si potevano tranquillamente acquistare in una rinomata libreria nei pressi di piazza Mazzini. Tra questi, ce ne furono due che mi appassionarono in particolare quando avevo 16-17 anni. Uno trattava della guerriglia, quella che qualche anno dopo insanguinò le strade e le piazze d’Italia, un altro volume invece trattava di come si organizzavano i convegni, le trasmissioni, radiofoniche o televisive.  Si raccontava, per esempio,  come una volta stabilita la tesi che avrebbe dovuta uscire vincitrice dallo scontro, si passava agli invitati, uno prestigioso, preparato a sostegno della tesi del conduttore, e in contrapposizione lo scemo del villaggio. All’epoca, quanto meno una parvenza di parità sul piano numerico, uno contro uno, era obbligatoria. Oggi si vedono trasmissioni dove tutti gli ospiti, seppur con diverse sfumature, sostengono la stessa tesi.
Per cui ogni tanto mi appassiono e seduto davanti al mio televisore, guardo con attenzione cercando di capire come è stato costruito un determinato programma e questo è accaduto anche  mercoledì 27 maggio 2020.

Ai più il nome di Andrea Purgatori non dirà nulla, ma magari a molti la sua faccia  non è del tutto sconosciuta, soprattutto la sua maschera quella che indossa ultimamente mentre cerca di farsi passare per il giornalista tutto di un pezzo, che dà vita a inchieste e racconta le trame, i misteri di questo paese, rivela retroscena e si erge a difensore della legalità e dell’ordine costituito.

Attore, sceneggiatore, scrittore di racconti, giornalista…ovviamente di sinistra tra le altre cose ha scritto sul giornale dell’UNITA’ che come i più sanno era l’organo ufficiale del Partito Comunista Italiano.

Oggi, come tanti altri giornalisti cresciuti nel PCI, conduce a La7 il programma Atlantide, che va in onda il mercoledì sera.

I giornalisti che sono cresciuti all’ombra delle Botteghe Oscure o educati alla Scuola delle Frattocchie, sono molto bravi nel costruire le trasmissioni, quella di mercoledì scorso era stata così concepita.

Obiettivo: dimostrare che la Democrazia Cristiana era un partito mafioso o comunque colluso con la Mafia, o meglio ancora al servizio della Mafia.

Un po’ di episodi drammatici, stragi, depistaggi, interviste, pezzi di filmati, di intercettazioni, il colonnello dei carabinieri x, il pentito y, e poi chiamati a commentare, Magistrati di parte,  schierati, e anche Magistrati che semplicemente rispondevano alle domande che gli venivano poste. Il tutto mirabilmente cotto e il minestrone è stato servito.
Con tanti ospiti pronti a sostenere la tesi del conduttore, ossia che il partito della Democrazia Cristiana era un partito mafioso, il Conduttore Purgatori ha pensato bene che per rendere il tutto maggiormente credibile dovesse esserci pure un democristiano, da fare a pezzettini per rendere il minestrone più saporito.
Il giornalista, attore, conduttore, sceneggiatore ha pensato che un vecchio di 81 anni come Paolo Cirino Pomicino non avrebbe avuto certo la capacità di ribaltare il teorema che lui aveva messo in campo.

Ed invece….

E’ andato in onda un lucidissimo Pomicino, che neppure quando il conduttore più volte lo ha interrotto mandando in onda filmati, o sovrapponendosi con la voce, ha perso il filo del discorso, facendo saltare la tavola imbandita con tanta cura preparata.

Il vecchio democristiano dopo aver più volte rimproverato il Purgatori perché non gli permetteva di dire la sua, ha ricordato a più riprese che le leggi speciali contro la Mafia compreso il 41 bis, erano state volute da quel partito che la trasmissione cercava di far passare come il Partito della mafia, la Democrazia Cristiana; ha poi sottolineato come nella trasmissione nessuno avesse ricordato come ad opporsi ai provvedimenti contro la mafia fossero stati i Parlamentari del PCI.
“E’ mai possibile –  ripeteva Pomicino –  che con tanti ospiti importanti e preparati, nessuno si sia ricordato che ad opporsi alle leggi contro la Mafia sia stato il Partito Comunista?” e poi ancora : “perché non chiede al Magistrato Nino Di Matteo che è ospite in studio…” ricordando come in tante occasioni, l’On. Violante ex Magistrato per conto della la sinistra aveva chiesto minor durezza nei confronti dei mafiosi, sostenendo che il carcere non doveva punire ma educare.
Quando “il sinistro” conduttore ha sostenuto che c’era un filo conduttore che legava Lima uomo di Andreotti e la DC siciliana alla Mafia, Ciro Pomicino ha sferrato un duro colpo che ha messo al tappeto il  povero Purgatori, accusato di aver fatto una narrazione che “offende tutta la Democrazia Cristiana e l’attuale presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che è stato commissario provinciale della Dc a Palermo e leader indiscusso della Dc siciliana ” e ha proseguito sottolineando che l’attuale Presidente della Repubblica  aveva come referente politico proprio Giulio Andreotti.

Quando il giornalista ha capito di essere stato messo all’angolino ha cominciato ad alzare la voce : “Questa non gliela lascio passare. Abbiamo parlato con estrema attenzione del capo di Stato (Sergio Mattarella) e di tutte le vittime di mafia. Adesso devo toglierle la parola”, mentre Pomicino seguitava a dire:” lei mi può togliere la parola ma non mi impedirà di raccontare la verità, lei mi può togliere….”

Il Purgatori nonostante ripetesse che gli avrebbe tolto la parola, per non fare la figura dell’idiota ha lasciato il microfono aperto all’ospite che ha concluso :“questa è una trasmissione ingiuriosa e calunniatrice della storia della Dc. Lei deve chiudere scusa alla Dc. Sa cosa mi insegnavano i miei genitori quando ero ragazzino? Che si può sbagliare. Però quando uno sbaglia chiede scusa. E se non lo fa è solo un mascalzone”. A quel punto il povero Purgatori ha concluso con un : “Va bene, mi tengo il mascalzone…”.
Che lui si tenga il mascalzone ci può andare bene, il problema che noi invece ci dobbiamo tenere personaggi che raccontano la storia di questo Paese attraverso teoremi preordinati.

Category: Costume e società, Politica

Comments (1)

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  1. Luciano Girolimetti ha detto:

    Grande Melcore, grandissimo Pomicino.

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