“Nel 2019 milioni e milioni di persone, per lo più giovani, sono scese in strada per chiedere diritti, giustizia, libertà, dignità, rispetto per l’ambiente…I governi hanno sparato ai loro cittadini”. IN UNO STUDIO AMNESTY INTERNATIONAL ANALIZZA LA RIVOLTA SU SCALA PLANETARIA

| 5 giugno 2020 | 0 Comments

(g.p.)______

Mi hanno chiesto ieri privatamente, esprimendo perplessità, che cosa c’entri la protesta in Cina con quella negli Usa. C’entra, eccome, a mio modo di intendere. La mia intuizione è anzi più profonda: c’è un sottile filo rosso che le lega entrambe anche a tutte quelle che si sono verificate e continuano a verificarsi in molte zone del mondo (nella foto, una manifestazione antigovernativa a Baghdad in Iraq).

Manca un’ideologia – non è più tempo  di ideologie – magari pragmaticamente potrebbe essere l’ecologia del Pianeta e delle Menti umane – ma un denominatore comune c’è.

Sta nel disagio sempre più avvertito un po’ ovunque soprattutto dalle giovani generazioni per l’incertezza nel futuro; e sta principalmente nel disagio di fronte a questo potere globalizzato delle oscure manovre finanziarie a danno dei popoli, e nell’agio di porsi contro.

Mi soccorre nella mia tesi neanche a farlo apposta un comunicato arrivato questa mattina di Amnesty International, che riporto qui di seguito nelle sue parti essenziali pertinenti al discorso avviato su leccecronaca.it_______

Disponibile, in libreria e online sul sito di Infinito Edizioni, dal 4 giugno il “Rapporto 2019-2020” di Amnesty International.

“Nel 2019 milioni e milioni di persone, per lo più giovani, sono scese in strada per chiedere diritti, giustizia, libertà, dignità, rispetto per l’ambiente, fine della corruzione e delle disuguaglianze.

Una moltitudine di persone disposte a mettersi di traverso a politiche ingiuste non si vedeva dal 2010-11. Dal Cile all’Iran, da Hong Kong all’Iraq, dall’Egitto all’Ecuador, dal Sudan al Libano, hanno sfidato e subito una repressione molto forte. I governi hanno sparato ai loro cittadini, perdendo così ulteriormente credibilità“, ha dichiarato Riccardo Noury, portavoce di Amnesty International Italia.

 

“La sconvolgente esperienza della pandemia da Covid-19 cambierà il mondo in modo fondamentale, ma non sappiamo ancora come. Dovremo pretendere nuovamente quegli spazi di libertà che sono stati i protagonisti del 2019, vigilare affinché le misure di emergenza non siano normalizzate nei codici. Abbiamo di fronte due scenari opposti: un ritorno alla divisione, alla xenofobia, alla demagogia, alle misure di austerità ancora una volta dirette contro i poveri; oppure la nascita, dall’aver condiviso un periodo così drammatico, di una nuova era di cooperazione, solidarietà e unità, un’era di rinnovato impegno per ricucire le fratture sociali e le ineguaglianze così brutalmente messe in evidenza dalla pandemia“, ha concluso Gianni Rufini, direttore generale di Amnesty International Italia.

Il volume, impreziosito da una prefazione di Moni Ovadia, contiene sei panoramiche regionali (Africa subsahariana, Americhe, Asia e Pacifico, Europa, Europa orientale e Asia centrale, Medio Oriente e Africa del Nord) e approfondimenti su 19 stati (Arabia Saudita, Brasile, Cina, Egitto, India, Iran, Italia, Libia, Myanmar, Polonia, Repubblica Centrafricana, Russia, Siria, Somalia, Stati Uniti d’America, Sudan, Turchia, Ungheria e Venezuela).______

LA RICERCA nel nostro articolo di ieri

NEL RICORDO DEL MITICO ‘RIVOLTOSO SCONOSCIUTO’ LA PROTESTA POPOLARE DAGLI USA STA ARRIVANDO FINO IN CINA. NUOVA REPRESSIONE DEL REGIME COMUNISTA A HONG KONG. IL LUNGO FILO ROSSO CHE LE UNISCE

Category: Cronaca, Politica

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