‘CI SONO CRITICITA’ AL FRONT OFFICE DELLA MONTECO’

| 17 giugno 2020 | 1 Comment

Riceviamo e volentieri pubblichiamo. Il consigliere comunale del M5S Arturo Baglivo ci manda il seguente comunicato, con relativa foto di questa mattina______

La fila fuori il front office della Monteco, in via Armando Diaz, diventa ogni giorno più insostenibile e pericolosa, con le persone che, a causa del distanziamento sociale necessario per l’epidemia da coronavirus, sono costrette ad attendere il proprio turno quasi in mezzo la strada.

Per questa ragione ieri, in Commissione ambiente, ci siamo confrontati insieme all’assessore competente, Angela Valli, per trovare delle soluzioni adeguate al fine di risolvere il disagio”.

Lo afferma Arturo Baglivo, consigliere comunale del M5s. “Da ormai lungo tempo è emersa l’inadeguatezza della struttura che ospita il front office dell’azienda di smaltimento rifiuti – prosegue Baglivo – troppo piccola e situata a ridosso di una via molto trafficata dalle automobili. Un luogo quotidianamente visitato dagli utenti dove, tra le altre cose, si distribuiscono i sacchetti e i contenitori per la raccolta differenziata.

Oltre alla necessità di trovare un locale idoneo per questo servizio che elimini le criticità che si verificano su Via Diaz, ho proposto anche di seguire la strada della distribuzione domiciliare (soprattutto per le persone che hanno oggettive difficoltà) e automatica di sacchetti e contenitori, mediante distributori che potrebbero essere facilmente posti in corrispondenza dei centri comunali per la raccolta differenziata e che sarebbero di facile gestione anche utilizzando la tessera sanitaria dotata di chip che viene, ad esempio, utilizzata dal Comune per la distribuzione dei buoni spesa elargiti per affrontare l’emergenza Covid-19. Semplificare la quotidianità deve essere un obiettivo strategico dell’amministrazione.

Anche perché la maggior parte dei cittadini leccesi pagano regolarmente la Tari e non dovrebbero affrontare il disagio di file infinite, tanto da costringere molti di loro a rinunciare al ritiro dei sacchetti e contenitori per la raccolta differenziata, che a norma di capitolato avrebbero il diritto a ricevere”.

Category: Cronaca, Politica, Riceviamo e volentieri pubblichiamo

Comments (1)

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  1. Adriana Poli Bortone, Msi Fiamma Tricolore - tramite mail ha detto:

    Sin dall’inizio della consiliatura abbiamo chiesto insieme al consigliere Scorrano un consiglio monotematico dell’appalto per i rifiuti urbani, ma come di consueto Salvemini ha lasciato inevasa una risposta.
    Solo oggi il PD prende atto delle lamentele dei cittadini che da anni fanno la fila sotto il sole e la pioggia per ritirare i sacchetti nell’agosto spazio di via Diaz. Importante certamente il problema delle consegne dei sacchetti, anche perché molti cittadini, vuoi per la lontananza dell’unico Front Office Monteco, vuoi per i disagi da sopportare, vuoi per i pochi giorni di apertura del Front office hanno preferito non ritirare i sacchetti stessi e quindi l’azienda ha avuto un notevole risparmio in termini dei costi. Ma il problema è molto più grave.
    Ribadiamo ancora una volta che Monteco è beneficiaria di una recente delibera che aumenta di 1/5 il quantum dell’appalto iniziale. Una cifra molto importante equivalente a 6 milioni di euro per servizi “ulteriori”.

    Il problema è che a nostro avviso si sarebbe dovuto procedere prima di concedere il quinto d’obbligo, ad una puntuale verifica che tutti i servizi previsti dell’appalto fossero realmente erogati ai cittadini leccesi, compresi quei servizi preposti dalla ditta come “migliorie” in virtù dei quali l’azienda ha potuto vincere la gara rispetto ad altri concorrenti. La richiesta di un consiglio comunale dunque, per verificare lo stato dell’arte prima di erogare altri milioni alla ditta Monteco aveva un fondamento reale perché compito di un amministratore avveduto è innanzitutto verificare se le spese portino un vantaggio ai cittadini i quali in questo caso pagano fior di tasse senza ottenere servizi adeguati.
    Val la pena ricordare infine che il rifiuto di Salvemini al consiglio monotematico ci indusse, nostro malgrado, ad inviare un corposo dossier alla Corte dei Conti ed attendiamo l’esito di una vicenda che poteva essere risolta con un confronto democratico all’interno della sede istituzionale. Ma confronto e partecipazione non connotano l’amministrazione Salvemini, come è noto.

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