PERPLESSITA’ SULL’INIZIATIVA DELLE ‘SARDINE’ A LECCE

| 26 giugno 2020 | 4 Comments

(g.p.)______Toh….Ma non si erano presi una “pausa di riflessione”, auto sospendendosi, come annunciato il mese scorso dal loro leader nazionale Andrea Sartori?

Qui da noi no, evidentemente.

Le Sardine son tornate e hanno realizzato dal tramonto all’alba di questa mattina un’iniziativa pubblicitaria, uno spot per sé stesse, e per i loro compagni, altro che politica, perché politicamente non si capisce che cosa c’entri la protesta a favore dei Neri negli Usa, di cui hanno scimmiottato lo slogan a metà, con la tematica dell’emigrazione irregolare in Italia.

Lo hanno annunciato esse stesse in un post pochi minuti fa su Facebook:

“Lecce ha aderito alla nostra iniziativa, in sole 24 ore le #Sardine Pugliesi hanno risposto all’appello ‘Cento Sfumature di Umanità’, realizzando la scritta ‘Black-Human-Migrant Lives Matter’.

Questi cento metri di colore rappresentano una battaglia dall’alto valore simbolico.

È giunto il momento di dire no ai #decretisicurezza, è giunto il momento di dire basta alle prepotenze della destra populista.
Rispondiamo a questi soprusi con una protesta pacifica, per una battaglia di civiltà, per i diritti umani”.

Ora, le Sardine hanno il diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero, come tutti, chiaro.

Anche quando tentano di impedire agli altri di poterlo fare.

Anche camuffando sotto questa etichetta interessi precisi di core business, come dicono quelli che parlano bene l’italiano, di altre organizzazioni di sinistra.

Magari, nelle regole della civile convivenza e delle leggi, che valgono per tutti.

Il problema è un altro.

Il problema è: “Lecce ha aderito“. Ha aderito chi? Chi hanno consultato, interpellato, coinvolto, per poter  parlare a nome di tutti i Leccesi?

Il problema maggiore però è un altro ancora.

Nel centro storico tutto, figurarsi in via Trinchese, non si può muovere foglia, senza una sfilza di permessi e di pareri, dai tecnici dell’amministrazione comunale, ai funzionari della Soprintendenza alle Belle Arti.

Vorremmo sapere se servono ancora, perché sembrerebbe di no, almeno dai tempi record in cui questa iniziativa è stata realizzata.

Se servono, vorremmo sapere quale funzionario e quale assessorato hanno autorizzato l’avvio della sperimentazione leccese, dal momento che non ne abbiamo trovato traccia sul sito istituzionale, di questo Barocco seicentesco riverniciato ai piedi con i colori dell’ideologia politica contemporanea.

Se nessuno ha autorizzato, se non servono più permessi, o pareri, allora da domani chiunque sarà autorizzato a scrivere sui muri messaggi politici, o a fare graffiti di propaganda ideologica, di sua libera manifestazione d’intenti,  magari davanti a Santa Croce e a Palazzo Celestini, meglio ancora, perché no, con una bella scritta d’inchiostro a caratteri cubitali nell’ovale di Piazza Sant’Oronzo.

 

 

Category: Cronaca, Cultura, Politica

Comments (4)

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  1. Vox Italia Puglia - tramite Facebook ha detto:

    Ma vi sembra giusto che LE SARDINE senza permessi possano imbrattare le strade di una città solo per moda?

  2. Graziano De Tuglie ha detto:

    Orwell lo aveva previsto: “Tutti sono uguali ma ci sono coloro che sono più uguali degli altri”

  3. Giuseppe Angiuli - tramite mail ha detto:

    Dico da tempo che la città di Lecce è un laboratorio per Soros e i poteri globalisti.

  4. Maria Rosaria Ruggieri - tramite mail ha detto:

    Mi chiedo a che cosa serve una simile buffonata e chi deve pagare per la pulizia, non è possibile vedere Lecce così imbrattata in nome di un non so che!!!!! Ma nessuno si è accorto e controllava? Non ci è voluto poco per fare quello che hanno fatto. Quindi adesso????????

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