TIGGIANO, PAESE MIO. IN UN LIBRO DI PIACEVOLE LETTURA, GIOVANNI DE FRANCESCO NE RACCONTA LA MEMORIA

| 1 agosto 2020 | 0 Comments

(g.p.)______Scrivere è sempre meritorio. A volte serve per sé stessi; a volte per condividere i propri pensieri; a volte per fissare in qualche modo parole che sembravano dimenticate, oppure irraggiungibili. A volte, per fare la Storia della propria comunità.

La storia siamo noi, là dove viviamo. Siamo noi che ne scriviamo le pagine chiare e le pagine scure. Le radici sono importanti, il futuro sta nel nostro passato.

Se definire una memoria storica condivisa è ancora un obiettivo finora mancato sul piano nazionale, su quello locale è più facile.

E non è detto che sia un traguardo minore, anzi: spesso si capisce di più di tutto, da un microcosmo definito e circoscritto.

 

Tiggiano è un piccolo gioiello delle meraviglie d’Italia. Sta da più di duemila anni e passa, dai tempi della conquista romana del Salento, al Sud del Sud dei Santi, e pure più sotto di quel che diceva Carmelo Bene, dalle parti del Capo, finibus terrae.

Da più di duemila anni e passa, per i suoi due-tremila abitanti la vita si consuma senza fretta, nelle case in cui ognuno come può inventa gli eventi dell’esistenza, fra le chiese indifferenti al giorno e alla notte, delimitata appena oltre dai muretti a secco, dalle  pagghiare che definiscono nei campi le serre boschive, prima del mare, da guardare dall’alto delle scogliere rocciose impenetrabili, con i suoi piatti picchi di afa, o con le sue onde affascinanti, quando il vento solleva e scombina, e tutto si porta via chissà dove.

 

Adesso di Tiggiano fa la storia “Tiggiano a memoria. Appunti per la storia del paese”, appena uscito per i tipi della Grafiche Giorgiani di Castiglione (ISBN 978-88-94969-21-4 pagg. 200 euro 10 – indirizzo mail: avv.giovanni.defrancesco@gmail.com).

E’ un bel libro, prezioso come tutto quello che recupera, custodisce e racconta.

Anche per le foto di palpabile emotività, si legge con piacere, che contagia irresistibilmente anche chi non è della zona, né Salentino.

Da queste pagine, oltre alle immagini, escono pure i suoni, i rumori, le voci degli abitanti, i modi di dire, i profumi di Nostra Madre Natura, i respiri della Tradizione.

Un libro da coccolare all’ombra, nelle torride giornate estive come queste in cui impazza lo scirocco, oppure, allo stesso modo, in quelle che verranno del lento inverno, sotto una coperta, al riparo delle raffiche rabbiose della tramontana.

 

L’ha scritto, in maniera mai pedante, sempre invece con il garbo di chi ama quel che porge, Giovanni De Francesco, avvocato del lavoro con studio a Roma, che alla sua qualificata attività professionale, da sempre unisce la passione per la ricerca storica e l’impegno sociale in difesa dell’ambiente e del territorio salentino.

 

Category: Cronaca, Cultura, Libri

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