NOVITA’ DISCOGRAFICHE / “Like a dive”, MARCO CHIRIATTI SI SEGNALA DA PROTAGONISTA IN QUESTA ESTATE DEI TORMENTONI “da aria fritta”. ECCO IL NUOVO SINGOLO DEL GIOVANE COMPOSITORE E SASSOFONISTA SALENTINO

| 8 agosto 2020 | 0 Comments

di Roberto Molle______

Questa strana estate che si preannunciava molto diversa dal solito a causa del virus, alla fine è esplosa in tutta la sua normalità: folle impazzite nella movida e apericena fino all’alba, spiagge invase da turisti che sembrano aver dimenticato ogni minima regola di distanziamento, e tormentoni estivi che fanno rimpiangere i “Righeira” di L’estate sta finendo; non ultimo quello della Amoroso con i Boomdabash, o dei Boomdabash con la Amoroso, fate voi, tanto cambiando l’ordine resta solo aria fritta.

Vabbè, dopo questa presa di posizione vorrei dire qualcosa su un musicista e la sua canzone che sicuramente non diventerà un tormentone per le masse, ma potrebbe esserlo per ascoltatori più raffinati.

Lui si chiama Marco Chiriatti, 25 anni, di Martano (nella foto), ed è un sassofonista con studi classici alle spalle e un album registrato insieme alla “Giovane Orchestra del Salento”, poi partecipazione importante nel 2017 al “Locomotiva jazz festival” dove ha suonato in ensamble con Bebo Ferra nell’anfiteatro di Lecce.

Marco è compositore e parte attiva nel quartetto “Marokiki”, progetto ospite nel 2018 dei festival Classiche forme di Beatrice Rana.

Altre partecipazioni sono state quelle al “Veglie in Jazz”e all’OFFF (Otranto Film Found Festival) con Raffaele Casarano, Mirko Signorile e l’ensamble Locomtive.

Un sassofonista con i crismi del jazz insomma, ma che non disdegna sconfinamenti nel soul e nel pop.

E uscito da poco “Like a dive” il suo nuovo singolo prodotto da Andrea Rossetti (disponibile su tutti i digital store; può essere ascoltato nel video qui sotto) che ha un mood da “anno zero”.

Ospite speciale la cantante statunitense Daisha “rapgirl” McBride.

“Like a dive” è un brano semplice e d’atmosfera giocato tra i solchi del jazz, capace di evocare certe cose sul filo di Eminem e 50cent; suoni calibrati al ritmo di un soul evocativo e delicatamente sintetico.

Un intro di piano poggiato sull’acqua conduce al canto parlato tipico del rap di vent’anni fa.

Al primo ascolto mi è tornata in mente la battle di freestyle di “8 Mile”, l’ottimo film del 2002 diretto da Curtis Hanson che aveva come protagonista proprio Eminem.

Molto brava Daisha anche come backing vocalist nel refrain, piacevolmente orecchiabile e non banale. Il sax di Marco s’insinua verso la metà del brano e conduce fino alla fine con armonico equilibrio tra suoni e parole.

 

Category: Cultura

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