E’ INIZIATO QUESTA MATTINA AL TRIBUNALE DI LECCE IL PROCESSO A CARICO DEI VERTICI TAP E DEGLI ALTRI ESECUTORI DEI LAVORI DEL GASDOTTO. ECCO TUTTO QUELLO CHE E’ AVVENUTO IN QUESTA PRIMA UDIENZA

| 11 settembre 2020 | 1 Comment

di Giuseppe Puppo______E’ iniziato il processo a carico dei responsabili  della Trans Adriatic Pipeline Italia, e delle altre aziende coinvolte nei lavori, per la costruzione del gasdotto, questa mattina, al Tribunale di Lecce, giudice monocratico Silvia Saracino, pubblico ministero Alessandro Prontera.

La prima udienza si è risolta in meno di un’ora e mezzo.

Che cosa è successo? Vediamo.

L’ aula 6, che pure è la più grande,  già prima delle 9.30, ora stabilita, è al limite della capienza, affollata dagli avvocati degli imputati, dai rappresentanti delle parti offese, e dai legali di Enti e associazioni che intendono costituirsi parte civile, più una dozzina di giornalisti ed operatori in piedi sul retro.

Tutti quanti sono con la mascherina. L’aria condizionata offre un clima accettabile. Se è obbligo rispettare le disposizioni sanitarie vigenti, l’uso della mascherina, unito a un non sempre rispettato, o non efficace uso del microfono, rendono a tratti difficile la comprensione degli interventi.

Il giudice Silvia Saracino paziente e gentile, impartisce a tutti i presenti una serie di raccomandazioni procedurali, poi fa l’appello di quanti sono registrati a presenziare, e fa prendere nota di assenti e sostituti.

Prende poi la parola Angelo Nanni, uno degli avvocati difensori degli imputati, e chiede un differimento dell’udienza a nuova data, motivando la richiesta con problemi di ricezione di capi di imputazione e comunicazioni per questa prima udienza, inizialmente fissata all’8 maggio e spostata successivamente, a causa dell’emergenza sanitaria; e poi comunque chiede un termine temporale congruo, per permettere la valutazione delle costituzioni di parte civile in giudizio, vecchie e nuove.

Fra le nuove, di Enti e associazioni, spicca quella del Comune di Lecce, annunciata due giorni fa e puntualmente presentata questa mattina in aula nella persona dell’avvocato Renata Minafra, che intende chiedere i danni morali e materiali per i tratti attraversati dal gasdotto Tap/Snam nel proprio territorio, e va così ad unirsi a quelle di Regione Puglia, e una decina di altri comuni salentini.

Ora, la costituzione in giudizio delle parti civili, non è automatica, bensì devono tutte quante poter essere valutate da accusa e difesa, e su di esse, caso per caso, decide poi il giudice, che ne stabilisce l’ammissibilità.

 

A parlare poi è il pm Alessandro Prontera, che si oppone alla richiesta di differimento a nuova data avanzata come detto poco prima dalla difesa, motivando tecnicamente dal punto di vista giuridico la propria opposizione.

Il giudice Silvia Saracino si ritira per decidere nel merito (nelle due foto, l’attesa).

Dopo una ventina di minuti circa, torna in aula e comunica le proprie decisioni: respinge l’istanza della difesa, fissa invece un termine temporale congruo per la valutazione delle costituzioni di parte civile.

Sempre pazientemente e gentilmente, spiega poi che è necessario garantire una sede più adatta per capienza per le prossime udienze di questo processo e l’unica soluzione possibile è l’aula bunker del carcere di Borgo San Nicola, di cui si è premunita di verificare la disponibilità

Comunica quindi di aver fissato la seconda udienza per venerdì 20 novembre, ore 9.30, appunto nell’aula bunker della Casa Circondariale; comunica altresì di voler proseguire con le successive udienze già fissandole per venerdì 27 novembre e per venerdì 18 dicembre.

E la seduta è tolta.

Fuori dell’aula, non c’è più la ragionevole aria condizionata e c’è invece un’ irragionevole afa opprimente.

Ma, fuori, levate le mascherine, ci sono segnali di ritrovata normalità.

Su viale De Pietro, davanti ai cancelli del Tribunale, puntuale, manifestazione degli attivisti del Movimento No Tap, che con striscioni e cartelli, le loro magliette e le loro dichiarazioni, chiedono giustizia per il Territorio; e con il portavoce Gianluca Maggiore che spiega ai giornalisti vecchie e nuove ragioni della loro protesta contro il gasdotto.

Pochi metri più avanti, dal De Giorgi entrano ed escono i ragazzi del liceo scientifico, con la scuola che, in un modo o nell’altro,  è ripresa in tutte le sue attività da calendario, e sono una presenza confortante, rassicurante.______

LA RICERCA nel nostro articolo del 7 gennaio scorso

IL PROCESSO INIZIERA’ A LECCE L’8 MAGGIO. LAVORI NON AUTORIZZATI, ABUSI EDILIZI, DANNEGGIAMENTI, INQUINAMENTO DELLA FALDA ACQUIFERA, ESPIANTO DI ALBERI DI ULIVO. PESANTI CAPI DI IMPUTAZIONE PER DICIOTTO PERSONE, FRA I QUALI I VERTICI DI TAP E SAIPEM. TUTTI GLI IMPUTATI. LE ACCUSE DEI MAGISTRATI

 

 

 

Category: Cronaca

Comments (1)

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  1. Pietro ha detto:

    Ancora questo problema? Se ci fossero stati i notap quando hanno costruito l’acquedotto pugliese sino a Santa Maria di Leuca, quando hanno elettrificato con torri di ferro tutto il Salento, o quando hanno portato il gas, la fogna e il telefono in tanti Paesi e frazioni salentine, oggi saremmo ancora nelle caverne. Quattro incompetenti a manifestare, a ricorrere nei tribunali, mentre tutti gli altri cittadini sono favorevoli all’opera. Per caso dove è passato il tubo interrato sono stati bloccati i lidi sulle spiagge??? La falda inquinata a San foca per caso non è dovuta a tutti i pozzi neri delle abitazioni abusive??? Finitela e fate finire quest’opera importantissima per tutta l’Europa.

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