L’INTERVISTA / LA POLIZIA CHIEDE CERTEZZA DELLE PENE

| 14 settembre 2020 | 0 Comments

(Rdl)______Due giorni fa, nella centrale piazza della Repubblica a Canosa di Puglia, è stato ucciso un noto pregiudicato di 48 anni che, in passato, era rimasto coinvolto in diverse operazioni antidroga: a gennaio del 2013 rimase ferito di striscio durante un altro agguato quando, ignoti spararono alcuni colpi di pistola contro la sua auto, ma lui in quell’occasione riuscì a salvarsi. Questa volta un colpo al cuore non gli ha dato scampo.

Un fatto gravissimo, che avviene a poca distanza dell’attentato dinamitardo all’auto di un Poliziotto.

Ne parliamo con Ida Imparato (nella foto), Segretario Nazionale Vicario del sindacato di Polizia LeS (Libertà e Sicurezza).

 

D.) –  Cosa pensa di questa escalation così grave di atti criminali in Puglia?

R.) –  Al momento i due fatti, nonostante siano scollegati tra loro, ma che si sono succeduti a pochi giorni di distanza l’uno dall’altro, dimostrano inevitabilmente che questo territorio necessita di una più incisiva presenza dello Stato!

 

D.) – La gravità dell’omicidio in pieno giorno, va di pari passo con l’attentato dinamitardo nel parcheggio del Commissariato…

R.) – In merito agli attentati si evidenzia ancora una volta come le Forze di Polizia siano ormai bersaglio di una violenza sempre più spavalda che non ha remore ad introdursi nel parcheggio di un Commissariato per collocare e far esplodere un ordigno. O attentare alla vita di una persona in pieno centro, persino giungendo ad ucciderla.

Atti come questo esigono una risposta tempestiva e concreta, ciò che auspichiamo è un segnale forte affinché l’attività delle donne e degli uomini delle Forze dell’Ordine che ogni giorno operano con dedizione per garantire la sicurezza di tutti i cittadini, venga supportata in maniera tangibile dalle Istituzioni.

 

D.) – Si spieghi meglio….

R.) – I tutori dell’ordine e della sicurezza pubblica, non possono essere scherniti, sbeffeggiati, ostacolati nelle proprie attività e ancor meno possono trasformarsi nella valvola di sfogo di una cultura violenta che si estrinseca in un susseguirsi di episodi di cronaca il cui comune denominatore è la VIOLENZA cieca che non teme conseguenze. Tutto questo non è tollerabile! Citando le parole del Procuratore Nicola Gratteri: “noi, nel rispetto della Costituzione, dovremmo fare tante e tali modifiche legislative e del codice penale fino a quando diventi non più conveniente delinquere. Fino a quando non c’è una sanzione proporzionata alla realtà criminale e quindi conviene delinquere, si continuerà a delinquere, quindi il livello di contrasto è sempre insufficiente”. Ecco, il Parlamento deve finalmente prendere atto della realtà, introducendo norme che, da una parte, tutelino i servitori dello Stato, cioè le Forze dell’Ordine e, dall’altro, rendano le pene per i malviventi più dure e, soprattutto, certe.

Category: Cronaca

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