UN RICONOSCIMENTO ALLA MEMORIA DI GIANCARLO SIANI

| 23 settembre 2020 | 0 Comments

di Chiara Evangelista______

«Tante volte avere il tesserino, che sia da pubblicista o da professionista, non fa di una persona un giornalista, nel senso che sovente ci si imbatte in pennivendoli sgrammaticati amanti del denaro e della notorietà facile. Essere Giornalista è qualcosa di altro. È sentire l’ingiustizia del mondo sulla propria pelle, è schierarsi dalla parte della verità, è denuncia, è ricerca, è curiosità, è approfondimento, è sentirsi troppe volte ahimè spalle al muro, emarginato. Essere Giornalista significa farsi amica la paura e continuare sulla propria strada perché raccontando si diventa scomodi a qualcuno».    

Giancarlo Siani con queste parole spiega il fuoco che alimenta il suo sogno di diventare “giornalista giornalista”.

Sono passati esattamente trentacinque anni da quando è stato ucciso dalla camorra la sera del 23 settembre 1985, dietro piazza Leonardo, al Vomero, quartiere dove era nato e cresciuto.

E, in occasione della ricorrenza, questa mattina presso il Cinema Modernissimo di Napoli l’Ordine Nazionale dei Giornalisti e l’Ordine della Campania hanno consegnato alla famiglia di Siani il tesserino di giornalista professionista (Siani aveva conseguito solo quello di pubblicista) in segno di riconoscenza e di apprezzamento ulteriore per l’informazione libera, pulita e incondizionata a cui mirava Giancarlo.

«Consegnare a Giancarlo trentacinque anni dopo la sua barbara uccisione il tesserino di giornalista professionista è un gesto altamente simbolico, che mi commuove e mi fa pensare», commenta il fratello Paolo Siani. «Mi commuove perché credo che lui quel tesserino lo desiderasse davvero. Mi fa pensare perché l’Ordine dei Giornalisti sceglie da che parte stare. E ha scelto la parte più difficile, quella che non va in tv, che non urla ma che cerca le notizie, anche quelle più scomode. Quel tesserino bordeaux lo dedicheremo a tutti quei ragazzi che vogliono fare i giornalisti in territori difficili e a tutti quei giornalisti che, benché minacciati dalle mafie, continuano a fare il loro dovere e a informarci per la nostra libertà. In fondo questo è il modo migliore per ricordare il sacrificio di Giancarlo».______

LA RICERCA nel nostro articolo del 16 settembre scorso

“I scup, le notizie, so na rottur i cazz…Fann male, fann male assai”. CINQUANTA ANNI DI MISTERO: UNA RIFLESSIONE PER L’ANNIVERSARIO DELL’ASSASSINIO DI MAURO DE MAURO. E SUGLI ALTRI “giornalisti giornalisti”

 

 

 

Category: Cronaca, Cultura

Lascia un commento