LA STORIA / IL PUGLIESE CHE PARLAVA IL DIALETTO DI ASTI

| 9 novembre 2020 | 1 Comment

di Elena Vada______

Vivo, a Torino, accanto ad un quartiere popolato da emigranti meridionali, quelli giunti, negli anni Sessanta, con la “valigia di cartone”, come si soleva dire un tempo.

Sono, ormai, quasi tutti in pensione, per raggiunti limiti d’età e fatica. La valigia di cartone, non è stata gettata.
È riposta su di un armadio, o sotto il letto. I vecchi, (scusate, se prediligo le denominazioni autentiche, agli eufemismi) non amano buttare via, ma, piuttosto, conservare, perché (stip ca truov) “Tutto, può tornare utile, un domani, nella vita!”.

“Quella” valigia, non è vuota, bensì, colma di cose, accuratamente conservate, che ricordano il passato.  L’ho vista.

Ci sono: uno scialletto fatto ai ferri;  il coprifasce da Battesimo, del primo figlio, passato, poi, a tutti i nascituri della famiglia; una bomboniera, con confetti tarlati; un ventaglio.

Lettere manoscritte, fotografie, cartoline, immaginette di chissà quali, Santi e Madonne, tutto legato, con un vecchio cordino, di pasticceria.
C’è pure una medaglietta che, viene guardata, baciata e riposta, con un sospiro.

 

Nell’agglomerato urbano, di cui vi parlo, il Lingotto (così si chiama il rione) la comunità più nutrita, popolosa, è quella pugliese.
La Puglia è una regione vasta, con numerose province, quindi non si può generalizzare, su carattere, usi, costumi, abitudini, della gente, originaria, di quella terra.
Però, frequentandola, si evince, una caratteristica, abbastanza comune a tutti e che li differenzia, da altri meridionali: la riservatezza.

 

Non eccedono nelle manifestazioni di festa, gioia, allegria e nemmeno tristezza.
Sono misuratamente espansivi e non concedono, facilmente, confidenza, né, tantomeno, amicizia.

 

Vi racconterò di Peppe, pugliese di … con il quale,  dopo un anno di “Buongiorno e Buonasera” e poco più, scambiati per le scale di condominio, sono diventata “quasi” amica.

La sua storia? Quella di tanti emigranti meridionali: lavoro duro, fatica per ambientarsi e portare avanti la famiglia numerosa, in una Torino, città strana, da capire.

Peppe, lavorava nella Raccolta Rifiuti, Nettezza Urbana. Insomma, faceva il “monnezzaro”, quando non esistevano i bidoni della spazzatura, bensì una botola, comune a tutti i piani del condominio, dove si gettava il pattume.
Misto, ovviamente!
Cominciava alle cinque del mattino, raccogliendo immondizia, con la pala, gettandola, poi, sul camion, che la portava in discarica.
Ha tanti aneddoti esilaranti, da raccontare.
Ad esempio, non parlando bene l’italiano, per rendersi gradito e ben accetto, si fingeva Astigiano e bofonchiava quattro o cinque parole, imparate a memoria, in stretto piemontese, causandosi situazioni, alquanto, imbarazzanti.

Le madamin (signore, in piemontese) nei palazzi, gli offrivano, spesso, un bicchiere di vino, e l’occasione di lavoretti extra, retribuiti: spostare mobili, piccole opere di muratura, imbiancatura, e simili …
(Quella “strizzatina d’ occhio”, che vuol dire?).

 

Peppe ha, circa, novant’anni, ma sa rendere i suoi racconti, davvero, suggestivi.

 

Sempre per arrotondare e portare a casa, qualche lira in più, ha fatto, pure, la maschera, nei cinema, di sera.
Doveva, anche, cambiare la bobina, ad ogni fine atto (spesso si addormentava, per la stanchezza, facendo urlare tutta la sala) e a proiezione, terminata.

 

Il film, che ha visto, più volte, in assoluto, è: “Rocco e i suoi fratelli” (drammatico,1960)
Lo sa a memoria, compresi i titoli di testa e di coda.
Quando ci incontriamo, ricomincia a raccontarlo, da principio, citando interpreti,  storia, episodi.
Siete pronti?
Protagonista: Alan Delon – Rocco (nella foto)
Claudia Cardinale – Renato Salvatori
Regia: Luchino Visconti.
Musiche: Nino Rota

 

…Dove scappate? Vi narro la trama del primo tempo… almeno…Sono “solo” due ore e cinquanta minuti di proiezione e molti cambi bobina…

 

I figli di Peppe, tutti sistemati laureati (come dice lui), non hanno tempo di riascoltarlo, per l’ennesima volta.

… per Natale, forse, mi avrà finito di raccontare, tutto il film… nonostante la mascherina ed il distanziamento… per il Covid…

Ve lo farò sapere.

 

Questi pugliesi… che gente!
Chapeau!!!

Category: Costume e società, Cronaca, Cultura

Comments (1)

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  1. Pina ha detto:

    Bello

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