ESCE “Gravità Zero”, CONCEPT ALBUM DEGLI EKYNOXX

| 19 novembre 2020 | 0 Comments

di Roberto Molle______

Qualche giorno fa mi è tornato in mente un fatto vissuto da ragazzino. Avrò avuto sette o otto anni, ricordo che mi trovavo a una festa di matrimonio e rimanevo affascinato nel vedere gli adulti ballare.

Gli anni Sessanta volgevano al termine e tra i classici di quel periodo (da “Sapore di sale” di Paoli a “Pregherò” di Celentano e “Cuore” di Rita Pavone) la mia sensibilità di ragazzino incrociò un brano che la segnò su tutti.

Si trattava di “Apache”, un pezzo strumentale eseguito da una band inglese che rispondeva al nome di The Shadows e dedicato all’omonima tribù di nativi americani. Dalla struttura semplice, aperto da un rullo di tamburi e caratterizzato da un riff di chitarra orecchiabile che rimandava ai film western americani, il 45 giri con quel brano fu spesso fatto girare sul piatto del giradischi in quella festa di matrimonio, e vedevo alcuni ragazzi più grandi ballare assumendo movimenti strani al ritmo di quella canzone… Capirò più avanti negli anni.

 

Il leitmotiv di “Apache” è rimasto in incubazione tra i miei ricordi per un bel po’ di tempo fino a quando, una quindicina di anni dopo, un gruppo francese che si chiamava Rockets (foto sotto) non pubblicò un album di space-rock che conteneva alcune cover di brani famosi, tra cui “Apache”.

In qualche modo fu uno shock, l’andamento folk della versione degli Shadows andava a infrangersi sul muro di suono generato da più chitarre elettriche, una versione più fredda dunque, ma il riff era quello, assolutamente.

 

I Rockets si presentavano in scena con un look spaziale, argenteo e alieno. Per qualche tempo (anni ‘70/’80) furono sulla cresta dell’onda grazie anche ad altri brani che spopolarono in tutta Europa: da “Future woman” a ”Last Space Train”, fino al brano che ha dato loro più notorietà: la cover di “On the road again” (pezzo magnifico del gruppo blues-rock americano Canned Heat). Nella loro carriera hanno pubblicato dodici album, l’ultimo (“Wonderland”) nel 2019.

 

Tra i membri dei Rockets (di cui era leader e ne fa ancora parte) c’è il tastierista Fabrice Quagliotti che dopo moltissimi anni è ricomparso tra le pieghe della musica che ascolto per passione, o per le recensioni di leccecronaca.it.

Nell’ascolto in questione Quagliotti è ospite con le sue performance tecnologiche (synth e tastiere) in un brano del nuovo album di un gruppo italiano che si muove su coordinate synth-space-pop.

Si chiamano Ekynoxx (nella foto di copertina) e si sono formati nel 2004 grazie alla spinta iniziale di Claude Lemoine, fondatore e produttore proprio dei Rockets.

Dopo l’uscita del primo album “Retrofuture”, molteplici esperienze live in giro per l’Italia e la partecipazione come ospiti a Sanremo rock, lo stile degli Ekynoxx si è evoluto dando origine a nuovi brani dalle sonorità più pop, grazie all’incontro con il produttore di musica elettronica Giovanni La Tosa, che è entrato a far parte dell’organico della band già formata da Frank Rossano, Mauro Fiorin e la cantante Ha_Lice.

In “Retrofuture”, gli Ekynoxx affrontavano temi di un futuro distopico, oggi con “Gravità Zero” (un concept album nuovo di zecca) perseverano idealmente sulla stessa direttrice.

 

Sin dall’inizio il loro percorso è stato caratterizzato da tematiche specifiche: i viaggi attraverso lo spazio, il contatto con esseri di altri mondi, i complotti sulla terra (ispirandosi a 1984 di Orwell), il rapporto con i media e i social network; il tutto affrontato e analizzato con la leggerezza estetica del pop.

In questo nuovo lavoro invece, viene analizzato e portato in musica lo stato attuale della società in cui viviamo, l’hic et nunc (qui e ora).

Nei testi delle canzoni che compongono l’album si affrontano temi come l’inquinamento ambientale, l’alienazione sociale correlata ai social media, il controllo sull’individuo attraverso la raccolta dei dati personali, il consumismo, l’impoverimento delle relazioni interpersonali, ma anche il tema dell’amore che continua a vivere in ognuno di noi nonostante tutto.

Tutti temi e concetti molto profondi, ma affrontati e sviluppati in chiave poetica e metaforica. I brani sono composti da un crossover di sonorità synt ed elettro-pop con uso massiccio di sintetizzatori analogici. Come detto, Fabrice Quagliotti è ospite e suona nel brano “Impulsi d’amore”.______

Ascolti e visioni.

https://www.youtube.com/watch?v=nDv9DgLtTqk&ab_channel=EkynoxX-OfficialChannel

https://www.youtube.com/watch?v=URzlND6XL-g&ab_channel=plazamayorcompany

 

 

 

 

 

Category: Cultura

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