NELLA MAGICA FANTASIA DEI RICORDI

| 20 novembre 2020 | 1 Comment

di Raffaele Polo______

Trasmettevano ‘Mediterraneo’ , in alternativa alla partita, che andava su RAI 1.

Ci sono film che, a mio modesto avviso, non si possono trascurare e che fa bene rivedere più volte. Io li cerco su tutti i canali, ultimamente ho rivisto Ombre rosse, Ragazza di Boemia e Un sacco bello. Che volete, fanno parte della nostra storia, possono anche non piacere ma lo zapping si ferma, come affascinato dalle note immagini, e ci facciamo travolgere dai particolari, dalla trama e dai particolari…

Così ricordiamo che nel film ‘Ragazza di Boemia’ con Stanlio e Ollio, c’è l’ultima apparizione della bellissima attrice  Thelma Todd. Quando uscì il film, lei era già morta, misteriosamente a 29 anni e non si seppe mai cosa o chi l’avesse uccisa. E poi, nello stesso film, c’è la brava  Mae Busch che, con Edda Purviance, ha accompagnato la visione delle piacevolissime comiche con Charlot e i citati Laurel e Hardy.  Ora, in tutta sincerità, come spiegare il piacere che ci danno questi vecchi fotogrammi che parlano un’altra lingua e vengono da lontano, lontanissimo, possono dirci qualcosa solo se ripercorriamo velocemente tutti i film che abbiamo divorato nei nostri primi sessant’anni, anche qualcosa di più…

 

Mediterraneo (regia di Gabriele Salvatores, 1991; nella foto, l’attrice Vana Barba) è film di una ingenuità commuovente, alterna sentimentalismi a luoghi comuni di facile lettura. Ma è un capolavoro perché c’è dentro tutto. E, ogni volta, ci ritroviamo ad essere noi gli spauriti soldati che si trovano in quel luogo meraviglioso dove, sicuramente, tutti vorrebbero fermarsi a vivere. Il film è stato girato nell’isola di Monterosso e rispecchia un pezzo di realtà veramente vissuta da quegli isolani, passati sempre attraverso invasioni diverse e comunque figure che si stagliano in un panorama mozzafiato, con particolari meravigliosi che, ancora, neanche il turismo di massa è riuscito a cancellare.

Per una singolare combinazione, Monterosso è la sovrastampa su una serie di francobolli che ricordano la breve occupazione italiana e che, da ragazzo, erano in bella vista nella mia collezione filatelica che ho ritrovato, pressoché intatta, proprio in questi giorni di forzata inattività, andando a scartabellare nel ripostiglio, negli scatoloni dove ci sono anche le catene da neve che, abbiamo appreso con sorpresa, dobbiamo avere sempre con noi, in auto. E, anche con le catene, ancora in buono stato, ci siamo rammentati del nostro essere leccesi e, per questo, amanti della neve, frequentatori, fino agli anni Ottanta, di Camigliatello e Capitello, di Viggiano e Lanciano. Ma anche di Prè San Didier e di Moena…

Adesso basta, niente più neve, anche volendo, a casa, state a casa, la neve la vediamo alla TV, con un po’ di nostalgia soprattutto per quelle matte discese con lo slittino o, per i più poveri e arditi, col sacco nero delle immondizie, perfetto per le discese senza asperità…

Ecco, pensavamo a tutte queste cose, mentre il film snocciolava le sue frasi storiche, ‘Una faccia, una razza’, oppure ‘Non zo’ detto dal turco con cui non ci sentiamo ‘una faccia una razza’. Coi greci si, anche se nel film ‘Il mandolino del Capitano Corelli’, le cose non stanno proprio così…   Ma di questo parleremo un’altra volta, con altri particolari che, statene certi, sono lì, pronti ad affiorare. Basta un input e ci ritroviamo nella magica fantasia dei ricordi.

Basta un vecchio film.

Capito perché li ricerchiamo con impazienza, nel groviglio di tutte le emittenti?

Category: Cultura

Comments (1)

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  1. Elena Vada ha detto:

    È proprio così, caro Raffaele.

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