ULTIM’ORA / LINEA DURA DI EMILIANO: IN PUGLIA SCUOLE TUTTE CHIUSE FINO A VENERDI’ 15, POI SI VEDRA’

| 5 gennaio 2021 | 6 Comments

(Rdl)______Il sito della Regione Puglia ha pubblicato pochi minuti fa il seguente comunicato:

“In Puglia le scuole di ogni ordine e grado, dalle primarie alle superiori, saranno in Ddi, Didattica digitale integrata, sino a venerdì 15 gennaio 2021.

Questa scelta si fonda su ragioni epidemiologiche e di mitigazione del rischio di contagio. L’evoluzione della curva dei contagi e dell’indice Rt non è chiara. Non sappiamo ancora quali effetti sui contagi ci sono dopo il periodo festivo. Inoltre, alla luce dei dati forniti dai dipartimenti di prevenzione, è evidente che il virus circola e non ha allentato la sua morsa.

L’ordinanza sarà in vigore per un periodo limitato di tempo, quindi è provvisoria e precauzionale, in attesa che la cabina di regia del ministero della Salute chiarisca l’effettivo livello di pericolo.

Com’è noto il Governo la notte scorsa ha cambiato alcuni dei criteri per le zonizzazioni gialla-arancione-rossa, rendendoli più stringenti e valutando una situazione di rischio talmente preoccupante da richiedere un simile provvedimento.

La scelta della Didattica digitale integrata va incontro anche alle richieste di tutte le rappresentanze sindacali della scuola che per la prima volta si sono espresse all’unanimità in tal senso. Rimane ferma la possibilità per i bisogni speciali e altre situazioni di necessità di richiedere la didattica in presenza secondo le modalità previste dall’ordinanza”.

 

È quanto dichiara il presidente della Regione Puglia Michele Emiliano con riferimento all’ordinanza num. 1 del 2021 appena emanata.

 

L’ordinanza, che ha per oggetto Misure urgenti per fronteggiare l’emergenza epidemiologica da COVID-19, dispone che, con decorrenza dal 7 gennaio e sino al 15 gennaio 2021:

 

1.             Le Istituzioni Scolastiche del primo ciclo (scuola primaria e secondaria di primo grado), salvo quanto previsto al punto 2, adottano forme flessibili dell’attività didattica in modo che il 100% delle attività scolastiche sia svolto in modalità digitale integrata (DDI), restando sempre garantita la possibilità di svolgere attività in presenza per l’uso di laboratori qualora sia previsto dall’ordinamento, o per mantenere una relazione educativa che realizzi l’effettiva inclusione scolastica degli alunni con disabilità e con bisogni educativi speciali, garantendo comunque il collegamento on line con gli alunni della classe che sono in didattica digitale integrata;

 

2.             Le medesime Istituzioni Scolastiche del primo ciclo (scuola primaria e secondaria di primo grado), nell’ambito dell’alleanza del rapporto Scuola-famiglia, devono garantire l’attività didattica in presenza in luogo della didattica digitale integrata, per tutti gli alunni le cui famiglie la richiedano espressamente per i propri figli; tale scelta è esercitata una sola volta e per l’intero periodo di vigenza della presente ordinanza;

 

 

3.             Le Istituzioni Scolastiche secondarie di secondo grado, nonché i CPIA, adottano forme flessibili nell’organizzazione dell’attività didattica ai sensi degli articoli 4 e 5 del decreto del Presidente della Repubblica 8 marzo 1999, n. 275, in modo che il 100 per cento delle attività sia svolta tramite il ricorso alla didattica digitale integrata. Resta sempre garantita la possibilità di svolgere attività in presenza qualora sia necessario l’uso di laboratori o per mantenere una relazione educativa che realizzi l’effettiva inclusione scolastica degli alunni con disabilità e con bisogni educativi speciali, secondo quanto previsto dal decreto del Ministro dell’istruzione n. 89 del 7 agosto 2020, e dall’ordinanza del Ministro dell’istruzione n. 134 del 9 ottobre 2020, garantendo comunque il collegamento on line con gli alunni della classe che sono in didattica digitale integrata;

 

4.             Le Istituzione Scolastiche devono comunicare, ogni lunedì della settimana, all’Ufficio Scolastico Regionale e al Dipartimento della Salute, attraverso la procedura predisposta sulla piattaforma www.studioinpuglia.regione. puglia.it, il numero degli studenti e il numero del personale scolastico positivi al covid-19 o in quarantena, nonché tutti i provvedimenti di sospensione dell’attività didattica adottati a causa dell’emergenza Covid.______

 

IERI SERA i sindacati autonomi della Scuola COBAS PUGLIA avevano manifestato la loro contrarietà a quanto si andava delineando, e questa sera si è effettivamente concretizzato, con un comunicato che qui di seguito riportiamo:

In Italia riaprono le superiori, ma in Puglia scuole medie primarie e dell’infanzia sono “a richiesta” da ottobre

Cobas Scuola Puglia: “La Puglia regione di serie B per il diritto all’Istruzione”

L’incontro tra i sindacati della scuola (CGIL, CISL, UIL e compagnia bella) e governo Regionale si sarebbe concluso con una serie di richieste molto imbarazzanti: i “grandi” sindacati, pur senza dati certi sui contagi nelle scuole, ritengono che non vi siano le condizioni per ritornare alla scuola in presenza.
Qualcuno si è spinto a chiedere di dare per scontata la DaD con
la possibilità per i genitori di chiedere (elemosinare) di frequentare in presenza.

Inoltre, sono nate in questi giorni petizioni per continuare a bloccare del tutto la ripresa delle lezioni in nome della salute e della sicurezza, dimenticando, però, che in tutta Italia (ad eccezione della Puglia e della Campania) gli altri ordini di scuola non hanno mai smesso di svolgere la didattica in presenza! Perchè questa discrepanza tra la Puglia e le altre regioni (anche quelle con una situazione epidemiologica peggiore)?

La differenza è segnata dalle posizioni del governo regionale, che ha lasciato alle famiglie la facoltà di decidere se mandare o meno i figli a scuola.

Emiliano si propone come il protettore degli studenti: “Non vi faccio tornare a scuola!”, alimentando un clima di insicurezza nelle famiglie e nei lavoratori della scuola.

Le scuole pugliesi non sono dissimili dalle altre scuole della Penisola, per cui risulta davvero difficile comprendere perché, sul piano della sicurezza,
chi lavora in una scuola lombarda lo debba fare in presenza e chi lavora nelle scuole pugliesi no!

Il problema della Salute nella scuola deve riuscire a tenere insieme la dimensione lavorativa con quella sociale. Il danno alla salute psicofisica che sta producendo la chiusura (a metà) delle scuole pugliesi colpisce tutti, come avverrebbe per la chiusura di poliambulatori e ospedali, ma colpisce in primo luogo le fasce sociali più deboli.

Docenti e ATA che chiedono di chiudere le scuole per motivi di sicurezza fruiscono quotidianamente dei servizi pubblici, ma anche privati in cui altri lavoratori e altre lavoratrici garantiscono loro la possibilità di fare esami diagnostici, acquistare medicinali o anche semplicemente di fare la spesa, nonostante i rischi e le paure personali.
Perché proprio noi che lavoriamo nella scuola (e per giunta solo quelli delle scuole pugliesi) dovremmo essere meno motivati ad esserci e a lottare contro il deserto sociale che ci sta annichilendo tutti?

Le scuole pugliesi devono riaprire perché non è più accettabile che vengano ancora immolate sull’altare delle inefficienze della sanità territoriale. Questo è un punto per noi dirimente, anche a costo di perdere una parte di consenso sindacale nella categoria.

La lotta per la sicurezza si deve combattere nei luoghi di lavoro (e ovviamente con le scuole aperte) a partire dalla richiesta di un sistema di tracciamento efficace e di servizi sanitari nelle scuole, che gestiscano in modo diretto i tamponi rapidi sul posto.

Gli interventi del governo nazionale e regionale non sono stati adeguati e per questo dobbiamo continuare a batterci, ma le nostre rivendicazioni non possono giustificare la chiusura delle scuole, a meno che l’emergenza porti a chiudere anche le attività produttive.

Oggi questa richiesta, per la scuola, non può essere avanzata in termini generali, ma deve essere legata a situazioni specifiche in cui può essere necessaria la chiusura di una classe, di un plesso o di una scuola. Diversamente vedremo il perdurare di una situazione intollerabile come quella pugliese dei mesi scorsi, chiuse ad intermittenza di un servizio ritenuto superfluo.______

 

LA RICERCA nel nostro articolo di questa mattina

PROVVEDIMENTO – PONTE PER PROROGARE LE MISURE GIA’ IN VIGORE. MA POI SONO ALLO STUDIO NUOVE RESTRIZIONI. LA RIAPERTURA DELLE SCUOLE SECONDARIE SLITTA A LUNEDI’ 11, CON PRESENZA RIDOTTA ALLA META’

 

Category: Cronaca, Politica

Comments (6)

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  1. Serena Fiorentino - tramite Facebook ha detto:

    QUANDO UN “GOVERNATORE CHE GOVERNA” E’ CHIEDERE TROPPO!
    Breve storia triste della SCUOLA pugliese ai tempi del Covid.
    Scuole APERTE, scuole CHIUSE, scuole SOCCHIUSE…
    DICEMBRE. LA SCUOLA E’ APERTA, ma se, da bravi genitori COSCIENZIOSI, volete tenere i vostri figli a casa per evitare il contagio, basta compilare una semplice richiesta e vi verrà garantita la didattica a distanza.
    GENNAIO: LA SCUOLA E’ CHIUSA, ma se, da genitori DEGENERI che se ne fregano dei rischi del contagio, volete comunque mandare i vostri figli in classe, bastra compilare una semplice richiesta e vi verrà garantita la didattica in presenza.
    CAMBIANDO L’ORDINE DEI FATTORI IL RISULTATO NON CAMBIA, il presidente se ne è comunque LAVATO LE MANI demandando tutte le RESPONSABILITA’ politiche in capo alle famiglie.
    O FORSE CAMBIA?
    Se a dicembre dovevi scegliere e le alternative erano: accettare una scuola comunque aperta o essere coscienzioso;
    a gennaio devi comunque scegliere, ma le alternative sono diventate: accettare la chiusura o dimostrarti incosciente!
    Il fardello in capo ai genitori si appesantisce e il governatore continua a godersi la poltrona senza governare! CHAPEAU!
    P.S. Domani mattina i miei figli, rientreranno entrambi in classe in presenza….che mamma DEGENERE!!!

  2. Comitato cittadino Permanente per i diritti alla Salute e all'Istruzione - tramite mail ha detto:

    Mentre infanzia, elementari e medie tornano in presenza in tutta Italia,
    in Puglia “decidono” le famiglie intontite dai post ambigui del Presidente su FB.
    La disORDINANZA DI EMILIANO
    è una vergogna per tutti!

    Lopalco: “Vogliamo garantire il sacrosanto diritto delle famiglie ad essere
    spaventati” ed Emiliano posta: “Nessuno deve ritornare a scuola”.

    In tutta Italia non vi sono precedenti della confusione creata dal governatore
    pugliese. Un’ordinanza dovrebbe dare indicazioni chiare ai cittadini, invece – per la seconda volta le famiglie, gli insegnanti e tutte le comunità scolastiche pugliesi vengono gettate nel caos da chi decide di non decidere. In Puglia, dunque, continua la scuola “on demand” che trasforma un diritto/dovere in un’elemosina/capriccio: la scuola è in presenza SOLO SE i genitori ne fanno RICHIESTA per elementari e medie (in estrema sintesi).

    Ventiquattro ore dopo la pubblicazione dell’ordinanza, Emiliano, con un
    post Facebook, getta nel panico i genitori: “Domani nessuno studente di ogni ordine e grado deve andare a scuola”, si legge.

    Il post diventa, solo pochi minuti dopo, “Domani nessuno studente di ogni ordine e grado è obbligato ad andare a scuola”.

    A pagare le spese di questo inqualificabile comportamento, neanche a dirlo, sono i bambini e le bambine, i ragazzi e le ragazze colpevoli di essere nati nella regione governata da Michelone Emiliano e dal suo assessore Lopalco.

    I due, infatti, sono determinati più a tutelare il “sacrosanto diritto (?!?) delle famiglie ad essere spaventate ed a tenere i figli a casa” (cit. Lopalco) che a garantire i diritti costituzionali alla salute e all’istruzione.

    Questo lo specchio di un approccio populista alla crisi epidemiologica in
    atto, slegato da riferimenti precisi a dati e circostanze.
    Nelle motivazioni iniziali dell’ordinanza, peraltro, si fa genericamente cenno ad un importante numero di focolai scolastici, ma a leggere il Rapporto ISS COVID-19 n. 63/2020 relativo al periodo dall’apertura delle scuole fino al 27 dicembre, i focolai segnalati dalla Regione Puglia sarebbero stati 28.

    Come genitori ed insegnanti ci sentiamo presi in giro e vediamo mortificato il
    diritto all’istruzione (e alla salute intesa come benessere psico-fisico) dei nostri figli se pensiamo che in Emilia Romagna con 1018 focolai la Regione non ha chiuso un solo giorno le scuole del primo ciclo.

    Sempre nell’ordinanza leggiamo di un piano per gli “indirizzi operativi per la
    riapertura in sicurezza delle scuole nella Regione Puglia che sarebbero in via di approvazione”: ci aspettiamo azioni forti, concrete e soprattutto immediate in questa direzione.

    Ci aspettiamo, soprattutto, che a marzo si levi un’unica voce che impedisca la
    formazione delle nuove classi con criteri che non garantiscono la sicurezza né con il COVID, né senza. Se questo non verrà richiesto da sindacati, famiglie, comitati, enti locali e, soprattutto, dalla REGIONE a settembre sarà di nuovo caos e scontro.

    È ora di finirla con questo scaricabarile e di assumersi le responsabilità di governo senza gettare nel panico l’intera Regione già penalizzata dalle dis-ordinanze emanate dal 27 ottobre 2020 ad oggi.

  3. Cristian Sturdà, Movimento Regione Salento - tramite mail ha detto:

    Il tempo è scaduto: la Regione Puglia riapra le scuole e faccia tornare i nostri bambini e ragazzi a studiare in classe, in piena sicurezza. Del resto gli stessi esperti del Comitato Tecnico Scientifico hanno chiesto il rientro in aula anche per le scuole superiori, così come previsto dallo stesso Governo nell’ ultimo dpcm del 14 gennaio. In tutta Europa le campanelle suonano regolarmente, o stanno tornando a farlo, mentre in Italia – e soprattutto in Puglia – regna l’incertezza più totale.
    Al Presidente Emiliano chiediamo che, dopo aver finalmente approvato la delibera sulle corse aggiuntive per il trasporto scolastico, voglia rimettere al centro il Diritto allo studio, un diritto costituzionalmente garantito.
    La DDI non funziona, ormai è chiaro, anche perché ancora oggi molte famiglie non hanno computer o dispositivi idonei per la connessione o, peggio, non dispongono di una adeguata copertura alla rete internet.
    Questo lungo periodo di assenza dalle aule, di cui il Regione Puglia è corresponsabile, sta causando danni irreparabili alla socialità dei ragazzi, proprio come affermato da numerosi psicologi. Per non parlare del grave freno posto alla capacità di apprendimento, praticamente annullata per il tanto tempo trascorso dai nostri studenti davanti solo ad uno schermo.
    Si riaprano tutte le scuole, quindi, soprattutto in Salento che, come ormai chiaro da mesi, non ha alcun parametro che ne giustifichi l’applicazione delle misure restrittive previste per la ‘zona arancione’.
    Chiediamo, altresì al Presidente Michele Emiliano – proprio come ha fatto per le provincie del nord della Puglia qualche settimana fa – di basarsi sui numeri e di dichiarare il Salento ZONA GIALLA.
    Non possiamo più perdere tempo.

  4. Comitati genitori alunni - tramite mail ha detto:

    SCUOLE APERTE CONTRO I VIRUS (in Puglia)

    Priorità alla scuola Puglia chiama a raccolta genitori, docenti e studenti pugliesi per chiedere chiarezza e maggiore impegno sul fronte istruzione

    Un sit-in presso la sede del governo regionale pugliese (lungomare N. Sauro 33, Bari venerdì 22 gennaio alle ore 17,00 per chiedere a gran voce che si faccia chiarezza sul futuro della scuola in Puglia. Per gli attivisti del movimento “Priorità alla Scuola Puglia” non ci sono dubbi: “Per combattere i virus occorre tenere aperte le scuole, perché è solo con la consapevolezza che si possono adottare comportamenti responsabili”.

    Tutto questo è mancato finora: ordinanze che hanno trasformato un diritto costituzionale in un servizio a richiesta, provvedimenti settimanali che portano scompiglio nelle organizzazioni delle scuole e delle famiglie, un piano operativo per la riapertura in sicurezza delle scuole ancora in via di approvazione e una narrazione populista ed ansiogena, anziché, una libera e pubblica fruizione di dati scientifici, assenza di un serio potenziamento dei servizi sanitari territoriali e del trasporto pubblico. È quanto accaduto finora nella Regione Puglia governata da Emiliano che sarà in zona arancione fino al 31 Gennaio 2021. Qui nel tacco d’Italia la panacea di tutti i mali è stata, finora, la chiusura delle scuole.

    Secondo il DPCM le scuole secondarie di secondo grado sarebbero dovute rientrare in presenza al 50% (anche in zona arancione), con un piano trasporti realizzato ad hoc dai prefetti per evitare il sovraffollamento dei mezzi, ma qualcosa è andato storto in Puglia, viste le due ordinanze regionali a firma del presidente Michele Emiliano, che ne hanno posticipato l’attuazione.

    Il governo regionale lascia spazio a narrazioni spaventose, anziché rassicurare ed informare i propri cittadini con dati reali.

    Come già dichiarato il 9 Gennaio u.s., questo clima non favorisce il lavoro del personale della scuola e tantomeno un sereno proseguo del percorso di studi degli alunni e delle alunne di ogni ordine e grado.

    Il rinnovo della possibilità scegliere se mandare o meno i figli a scuola per le scuole primarie e secondarie di primo grado ha portato ad un inasprimento delle misure restrittive messe in atto da parte di alcuni docenti e dirigenti scolastici, che sempre utilizzando la pressione psicologica, di fatto tendono a penalizzare chi rientra a scuola in presenza: tantissime le segnalazioni quotidiane sulla nostra pagina e, per quanto cerchiamo di aiutare tutti, notiamo una certo “arbitrio fantasioso” nell’attuare l’ordinanza regionale. A farne le spese sono , come al solito, i soggetti più deboli: vedere alunni con disabilità frequentare aule senza compagni di classe ci ha fatto tornare indietro di 20 anni sul piano dell’ inclusione. Se il clima di collaborazione instaurato fra le scuole e le famiglie all’inizio dell’anno scolastico non dovesse trovare un equilibrio di reciproco rispetto, saremo costretti a segnalare gli istituti inadempienti all’Ufficio Scolastico Regionale.

    Le Scuole aperte sono un antidoto alla diffusione dei virus, anche quello della paura che impedisce di comportamenti ragionevoli.

    Il libero accesso ai dati epidemiologici è un diritto per i cittadini che non possono più accettare provvedimenti “alla cieca”.

    In Puglia è necessario isolare e contenere il virus della paura prima del covid-19.

    E come si “cura” la paura? Con la conoscenza dei fatti e la valutazione dei dati.

    Come possiamo curare la paura se i luoghi dove nasce la conoscenza, ovvero le scuole, vengono associate a narrazioni errate e di fatto continuano ad essere chiuse per le superiori e socchiuse per le altri gradi? Come possiamo superare i timori se i dati relativi ai contagi scolastici rimangono a tutt’oggi un taboo e nella mente dei lettori la parola quarantena viene ancora associata a sicuro contagio?

    Dopo il temporeggiamento ora è il momento di prendere una posizione motivandola con dati scientifici, assumendosene le responsabilità anche di fronte al Governo, cosi come è stato dichiarato dal CTS nei giorni scorsi.

    Il rischio zero non esiste e se migliaia di lavoratori ogni giorno fanno i conti con questo dato perché l’economia di una nazione è pilastro fondamentale per la sua sopravvivenza, ci chiediamo se i luoghi dove si formano le menti che in futuro costruiranno questa economia non necessitino della giusta dedizione, attenzione e caparbietà nel tenerle aperte e fruibili a tutti e tutte, affinché rimangano luoghi di sapere, di scambio, di rispetto e di democrazia.

    Priorità alla Scuola – Regione Puglia

    Comitato Cittadino Salute e Istruzione – Altamura

    Comitato Genitori Speciali – Altamura

  5. redazione ha detto:

    Il presidente della Regione Puglia Michele Emiliano ha firmato oggi una nuova ordinanza, eccone il dispositivo:

    Con decorrenza dal 25 gennaio e sino a tutto il 30 gennaio 2021:
    1. L’attività didattica ed educativa per i servizi educativi per l’infanzia,
    per la scuola dell’infanzia, per il primo ciclo di istruzione e per i CPIA
    http://www.regione.puglia.it Pagina 6
    si deve svolgere in applicazione del D.P.C.M. 14 gennaio 2021, salvo
    quanto previsto al successivo punto 2;
    2. Le Istituzioni scolastiche del primo ciclo di istruzione nonché i CPIA
    garantiscono comunque il collegamento online in modalità sincrona
    per tutti gli alunni le cui famiglie, o loro stessi ove maggiorenni nel
    caso dei CPIA, richiedano espressamente di adottare la didattica
    digitale integrata, tenendo presente che agli studenti che hanno chiesto
    la didattica digitale integrata, non può essere imposta la didattica in
    presenza. Tale scelta è esercitata una sola volta e per l’intero periodo di
    vigenza delle presenti disposizioni, salvo deroga rimessa alle
    valutazioni del Dirigente scolastico;
    3. Le Istituzioni Scolastiche secondarie di secondo grado, adottano forme
    flessibili nell’organizzazione dell’attività didattica ai sensi degli articoli
    4 e 5 del decreto del Presidente della Repubblica 8 marzo 1999, n. 275,
    in modo che il 100 per cento delle attività sia svolta tramite il ricorso
    alla didattica digitale integrata. Resta sempre garantita la possibilità di
    svolgere attività in presenza qualora sia necessario l’uso di laboratori o
    per mantenere una relazione educativa che realizzi l’effettiva
    inclusione scolastica degli alunni con disabilità e con bisogni educativi
    speciali, secondo quanto previsto dal decreto del Ministro
    dell’istruzione n. 89 del 7 agosto 2020, e dall’ordinanza del Ministro
    dell’istruzione n. 134 del 9 ottobre 2020, garantendo comunque il
    collegamento on line con gli alunni della classe che sono in didattica
    digitale integrata;
    Con decorrenza dal 1 febbraio e sino a tutto il 6 febbraio 2021:
    1. L’attività didattica ed educativa per i servizi educativi per l’infanzia,
    per la scuola dell’infanzia e per il primo ciclo di istruzione, per i
    CPIA, si deve svolgere in applicazione del D.P.C.M. 14 gennaio 2021,
    salvo quanto previsto al successivo punto 2;
    2. Le Istituzioni scolastiche del primo ciclo di istruzione, per i CPIA
    garantiscono comunque il collegamento online in modalità sincrona
    per tutti gli alunni le cui famiglie, o loro stessi ove maggiorenni nel
    caso dei CPIA, richiedano espressamente di adottare la didattica
    digitale integrata, tenendo presente che a coloro i che hanno chiesto la
    http://www.regione.puglia.it Pagina 7
    didattica digitale integrata, non può essere imposta la didattica in
    presenza. Tale scelta è esercitata una sola volta e per l’intero periodo
    di vigenza delle presenti disposizioni, salvo deroga rimessa alle
    valutazioni del Dirigente scolastico;
    3. Le Istituzioni Scolastiche secondarie di secondo grado, adottano
    forme flessibili nell’organizzazione dell’attività didattica ai sensi degli
    articoli 4 e 5 del decreto del Presidente della Repubblica 8 marzo
    1999, n. 275, in modo che l’attività didattica in presenza venga svolta
    nel limite del 50% della popolazione scolastica. A tal fine, nell’ambito
    della propria autonomia, le istituzioni scolastiche organizzano le
    attività scolastiche, applicando preferibilmente la percentuale ad ogni
    singola classe e garantendo comunque la didattica digitale integrata
    per tutti gli studenti le cui famiglie ne facciano richiesta, tenendo
    presente che a coloro che hanno chiesto la didattica digitale integrata,
    non può essere imposta la didattica in presenza. Tale scelta è
    esercitata una sola volta e per l’intero periodo di vigenza delle presenti
    disposizioni, salvo deroga rimessa alle valutazioni del Dirigente
    scolastico. Resta sempre garantita la possibilità di svolgere attività in
    presenza qualora sia necessario l’uso di laboratori o per mantenere
    una relazione educativa che realizzi l’effettiva inclusione scolastica
    degli alunni con disabilità e con bisogni educativi speciali, secondo
    quanto previsto dal decreto del Ministro dell’istruzione n. 89 del 7
    agosto 2020, e dall’ordinanza del Ministro dell’istruzione n. 134 del 9
    ottobre 2020, garantendo comunque il collegamento on line con gli
    alunni della classe che sono in didattica digitale integrata;
    Le Istituzioni Scolastiche devono comunicare, ogni lunedì della settimana,
    all’Ufficio Scolastico Regionale e al Dipartimento della Salute, attraverso la
    procedura predisposta sulla piattaforma http://www.studioinpuglia.regione.puglia.it,
    il numero degli studenti e il numero del personale scolastico positivi al
    COVID-19 o in quarantena, nonché tutti i provvedimenti di sospensione
    dell’attività didattica adottati a causa dell’emergenza Covid.

  6. Cobas Scuola Puglia - tramite mail ha detto:

    Bari lunedì 25 alle ore 16,30 sotto l’Uff.Scolastico Regionale via Castromediano 123
    IL 25 GENNAIO CHIUDONO LE ISCRIZIONI:
    ORA CHIUDIAMO LE CLASSI POLLAIO!
    Ridurre il numero di alunni per classe ed assumere immediatamente i precari,
    per dine no alla scuola “on-demand” di Emiliano.
    La ministra Azzolina è entrata al Ministero dell’Istruzione affermando che avrebbe eliminato le classi pollaio ed ha continuato a ribadire questo concetto anche nel corso della pandemia. Queste sono le parole. E i fatti?

    I fatti ci dicono che nemmeno un euro è stato stanziato (tra Recovery Plan e Finanziaria) per la riduzione del numero di alunni per classe e il problema del sovraffollamento delle classi è letteralmente scomparso nelle recenti linee guida emanate dal Ministero. Stanti così le cose, le scuole, che hanno appena finito di raccogliere le iscrizioni, procederanno con i soliti coefficienti a costruire le classi iniziali. Il tutto come se non si fosse nel pieno di una pandemia, il tutto come se la pandemia non avesse mostrato la condizione disastrosa della scuola pubblica italiana, condizione che ha comportato l’interruzione (o il forte depotenziamento attraverso la DAD) del
    diritto costituzionale all’istruzione per un’intera generazione la quale sta subendo, anche psicologicamente, i danni che negli anni sono stati inflitti alla scuola pubblica e che la crisi ha ulteriormente aggravato.
    Continuiamo a chiedere un punto di PIL per finanziare la scuola
    pubblica; chiediamo che i soldi pubblici, fondi europei o nazionali, non siano investiti ancora in digitale o in una fantomatica sinergia con le attività produttive, ma vengano utilizzati per una riduzione significativa del numero di alunni per classe e per la stabilizzazione dei docenti ed ata precari. Non vogliamo rientrare nella scuola miseria che abbiamo conosciuto prima della
    pandemia, vogliamo una scuola pubblica di qualità, unico vero e reale deterrente alla sua progressiva privatizzazione.
    Il giorno 25 gennaio saremo davanti agli Uffici Scolastici regionali e Provinciali e al Ministero a Bari ed in tante altre città (Bologna, Pisa, Trieste, Firenze, Massa, La Spezia, Napoli, Salerno, Catania, Siracusa e in molte altre città per chiedere:
    • riduzione del coefficiente del numero di alunni per classe: massimo 20 alunni e 15 in
    presenza di alunne/i con disabilità;
    • immediata assunzione dei precari della scuola italiana;
    • investimenti seri e veloci sull’edilizia scolastica;
    • rientro almeno al 50% nelle scuole superiori delle Regioni del 100% negli altri ordini di
    scuola;
    • tracciamento capillare e diffuso all’interno delle scuole;
    • che si ponga rimedio alla grave situazione pugliese affinché nelle nostre scuole il diritto
    all’Istruzione in presenza sia garantito al pari delle altre Regioni.

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